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La spesa da Naturasì

naturasiOggi sono stata per la prima volta in un supermercato Naturasì. Ne avevo sentito parlare diverse volte ed ho sempre avuto la curiosità di andare a fare una spesa diversa ma, non avendone uno “a portata di mano” e dato che ho la possibilità di trovare alcuni prodotti ecologici e biologici anche nei reparti di ipermercati più vicini, ho sempre rimandato. Devo dire però che la spesa da Naturasì è tutta un’altra cosa. Lì tutto è rigorosamente biologico, non c’è rischio di confondersi; inoltre l’assortimento è vastissimo. C’è davvero di tutto: frutta e verdura, carne, uova, formaggi, yogurt, kefir, prodotti per vegetariani (come ad esempio i preparati e gli affettati a base di soia, tofu e seitan) e vegani (surrogati di latte, yogurt, formaggio e prodotti con ingredienti solo vegetali). Sono rimasta colpita dalla varietà di gusti delle marmellate zuccherate con succo d’agave e dalle infinite combinazioni di the speziati della Yogi tea. Sugli scaffali si possono trovare dalle cose più comuni (come pasta, olio, riso, biscotti, alcoolici),  ai prodotti più insoliti, (miso, alghe, quinoa, sale rosa dell’himalaya, eccetera), ma anche sughi, zuppe liofilizzate e piatti pronti, perché si può scegliere una vita più sana pure se si ha fretta. Ci sono anche alimenti naturali per cani e gatti, detersivi ecologici per la casa (confezionati e alla spina), carta igienica, cartacasa e fazzoletti di carta ecologici, piatti, bicchieri e posate usa e getta biodegradabili. Non è finita: si possono trovare un’infinità di cosmetici naturali, tutta la linea di assorbenti Naturaè, pannolini lavabili per bambini e la tanto discussa  Mooncup. Ovviamente in cassa non esistono sacchetti di plastica ma borse di carta riutilizzabili per la raccolta differenziata oppure in cotone, per le spese future. Insomma, un supermercato perfetto, che rispecchia i miei valori e i miei ideali. Unica nota dolente, i prezzi. Per la mia spesa ho pagato ben 70 euro, circa il 30% in più rispetto al solito. Mi è venuto in mente il mio professore di economia, quando parlava dell’esternalizzazione dei costi produttivi. La farò molto breve: l’impatto ambientale dovuto alla produzione di un’impresa, è un costo esternalizzato. In pratica non è un costo sostenuto direttamente dall’impresa, ma riversato su altri, sulla collettività. Questo costo verrà poi pagato per risanare quel danno ambientale provocato dall’impresa. Dunque, oggi, ho speso più del solito ma ho fatto pagare meno all’ambiente, agli animali, alla collettività e dunque a me stessa. A conti fatti, ho pagato meno.

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