sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Terraa – Bill McKibben

More about TerraaSembra di guardarlo attraverso una lente deformante, il pianeta descritto da Bill McKibben in Terraa.
Eppure è esattamente il luogo in cui viviamo.

Terraa è il nuovo nome che McKibben si sente di affibiare al nostro pianeta, che non somiglia più alla Terra delle origini dell’umanità, ma è ora ostile, e in corsa verso nuovi e imprevedibili cambiamenti.

Insomma, il succo del discorso è: i cambiamenti ambientali sono in corso, e la catastrofe è ORA.
Non più fra 100 o 2000 ipotetici anni, ma in questo istante.

Terraa è il nome di un pianeta che è stato radicalmente modificato nel corso degli ultimi decenni: i mari sono più acidi, le temperature sono cambiate, gli agenti atmosferici sono più violenti, la concentrazione di CO2 è aumentata.
L’equilibro, l’armonia, la natura hanno ora un’altra faccia.
Peraltro non è possibile, già ora, sperare che il pianeta torni ciò che era.
Neanche se interrompessimo ORA tutte le emissioni che impattano sull’atmosfera, Terraa tornerebbe a essere Terra.

Sì, c’è chi sta facendo il conto alla rovescia dei giorni che ci restano.
Ma non tutto è perduto. Ci dobbiamo adattare all’idea di stare vivendo su un pianeta che non conosciamo più, e del quale non possiamo prevedere i mutamenti.

Punto primo: dobbiamo maturare. Siamo così ossessionati dalla crescita che negli ultimi 200 anni abbiamo fatto balzi da gigante in ogni ambito. Siamo sommersi dai benefici eppure ne cerchiamo sempre di nuovi.
Punto secondo: capire a cosa possiamo rinunciare. Abbiamo davvero bisogno di tutta questa abbodanza?

Per cominciare a costruire un futuro solido e duraturo, dobbiamo lavorare su noi stessi (dal singolo alla moltitudine) e imparare a usare solo le risorse che abbiamo a disposione. Vivere a impatto 1, in sostanza. Dove 1 sta per “1 pianeta” a disposizione.

I comportamenti da assumere sono numerosi e difficili. Ma non è più tempo di procrastinare. È il momento di MUOVERSI. ORA.

Terraa non è altro che il più grave degli errori umani. Eppure, non possiamo far altro che continuare a vivere sul pianeta che abbiamo creato, in punta di piedi, con cautela, e con rispetto“.

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