sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Mi rifiuto (pesare la propria spazzatura)

Pochi giorni fa ho contribuito alla mappa della raccolta differenziata di Chi lo avrebbe mai pesato, e così ho scoperto il loro sito e gli intenti di questo gruppo di persone. Per tutto il 2010 hanno pesato pazientemente i loro rifiuti, per provare a ridurli e addirittura ad eliminarli. Vi sembra folle pesare la spazzatura? Sì, anche a me, però questo non mi ha impedito di mettermi alla prova e così, dal 31 gennaio, anch’io peso i miei rifiuti.

Come li peso? Semplice, come si pesano i cuccioli: mi peso prima io, poi mi ripeso col sacco in mano e ricavo il peso della spazzatura.

Perché lo faccio? Spesso buttare via è un gesto meccanico e così lo è anche portare fuori l’immondizia. Pesare la mia spazzatura mi fa rendere conto di quanti rifiuti produco e mi costringe a guardarli, poiché la domanda “ma cosa c’è in questo sacco di così pesante?” mi sorge spontanea. Guardandoli, mi rendo conto di quante cose potrei evitare di gettare con spensieratezza.

Il sacco della plastica se la cava abbastanza bene; bevendo acqua in bottiglie di vetro col vuoto a rendere, non consumando bibite e non usando (quasi) più detersivi, i miei rifiuti sono diminuiti da tempo. Certo, se riuscissi a ridurre ulteriormente imballaggi e flaconi di shampoo e bagnoschiuma sarebbe meglio, ma mi attrezzerò.

Nella carta, di mio c’è veramente poco; vedo soprattutto depliant pubblicitari. Offerte dei vari ipermercati della zona, volantini, giornalini gratuiti locali: ne devono per forza distribuire così tanti?

Nell’umido perdo un po’ di punti, devo imparare a scartare meno cibo quando cucino, a non dimenticare confezioni e avanzi in frigorifero, a comprare il giusto, cioè quello che prevedo di riuscire a mangiare. Forse mi potrebbe aiutare fare la spesa giorno per giorno.

L’indifferenziata va malissimo. Butto via quantità notevoli di fazzoletti di carta, assorbenti, dischetti levatrucco; tutti prodotti ecologici, ma non basta, perché niente viene recuperato una volta finito nel sacco. Cosa posso fare? A tavola utilizzo già i tovaglioli di stoffa, che hanno soppiantato la carta assorbente. Potrei fare lo stesso con i fazzoletti, che sono caduti ingiustamente in disuso a favore dell’usa e getta. Decidermi ad ordinare la mooncup e iniziare a struccarmi con una spugnetta. Poi ci sono le traversine, i sacchettini in plastica e la tanta carta assorbente che utilizzo per la Laika-ratta. I sacchetti potrei sostituirli con quelli in mater-bi, ma il resto? Non ho ancora trovato soluzioni, ma quello sugli animali, è un discorso lungo, rispetto ai rifiuti.

Presto sarà la volta della pesata del vetro e delle relative considerazioni.

Commenti

3 Responses to “Mi rifiuto (pesare la propria spazzatura)”

  • margherita scrive:

    ciao! volevo dirti che i fazzoletti di carta usati credo vadano nell’organico, non nell’indifferenziato! non è certo una soluzione definitiva per la riduzione dei rifiuti, però diminuire un po’ i rifiuti indifferenziati è già qualcosa :)

    • tascabile scrive:

      Davvero? Sulle istruzioni dell’azienda che ritira i rifiuti qui, ricordo solo carta assorbente ma non unta o particolarmente sporca. Però ora che mi ci fai pensare, in effetti il fazzoletto di carta è compostabile. Buono a sapersi, grazie!
      PS sono passata a quelli di stoffa in questi giorni, però non si sa ma, capiterà di usarne ancora di fazzoletti di carta, nella vita :)

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