sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Io non compro – Judith Levine

Io non compro è il diario che racconta un anno senza shopping di Judith Levine, 50enne statunitense. Durante le vacanze di Natale del 2003, presa da un momento di “esasperazione da compere”, decide di vivere per l’anno successivo senza acquistare nulla che non sia indispensabile. Bell’idea, belle premesse, ottime molte riflessioni che fa e gli spunti che offre al lettore, ma mi aspettavo di più e ho trovato questo libro noiosetto, a tratti anche irritante.

Pochi minuti prima della mezzanotte, riesce ad acquistare su Internet un elefante di pietra per il suo giardino; per il resto dell’anno cede pochissime volte, un paio. Per i primi nove mesi Judith non fa che lamentarsi di questa sua scelta, di  quanto sia difficile, frustrante, emarginante il non comprare. Lo immagino, dato che per anni sono stata davvero senza soldi e a volte non ho potuto comprare nemmeno l’indispensabile. Acquista cibo nei discount, accetta regali (pochi) da parte delle amiche, non partecipa a nessun evento culturale che non sia gratuito, frequenta un circolo di volontaria semplicità (che è più o meno l’equivalente della nostra decrescita felice) e ha da ridire per i 10 dollari che le chiedono per poter partecipare agli incontri; chiede tra sè e sè “dieci dollari sono una spesa giusta per un corso su come non spendere?”. Non avrebbe dovuto intitolarlo “Io non compro” ma “Io non spendo”, nonostante ribadisca più volte che non ha deciso di vivere questa esperienza per risparmiare. Inoltre è una criticona; al circolo non fa altro che giudicare gli altri partecipanti per le loro opinioni e posizioni, critica il sistema bibliotecario, l’amministrazione, il sistema, tutto. Sembra me quando ho i cinque minuti di intolleranza verso il pianeta.

In un anno intero fa poco di concreto, oltre a pensare. Incontra poche persone interessanti (forse una), trova scarse alternative allo shopping, non vede soluzioni diverse (due volte ricorre al mercato dell’usato, una volta ricicla una collana per un regalo, niente di eclatante) non si diverte, non ha l’entusiasmo che mi aspettavo. Peccato, perché in un anno senza acquisti, durante il quale hai deciso tu di non comprare, quante possibilità ti si aprono davanti quando non hai come risposta la carta di credito?

Gli ultimi tre mesi sono un po’ più sopportabili, per lei e per me; lei forse conta i mesi, io le facciate che ci separano dalla fine di questa noiosa avventura. Nelle ultime pagine fa una banalissima riflessione sull’importanza dei rapporti umani e conclude con un discorso che suona come “uscire dalle logiche del mercato è impossibile”. Il fatto è che lei non prova ad uscirne. Lei sospende i suoi acquisti per un anno, ma non trova soluzioni diverse al mercato. Sarà per via di questa impossibilità oggettiva che il libro viene venduto; non regalato, non condiviso, ma venduto. Lo so, è una critica scontata, ma sarebbe bastato un blog, un e-book, un pdf scaricabile gratuitamente. Se non sono queste persone a capovolgere le regole del mercato, chi dovrebbe farlo? Sono criticona e banale tanto quanto lei; chiedo tra me e me “14 euro sono una spesa giusta per un libro sul non comprare?”.

 

 

Commenti

One Response to “Io non compro – Judith Levine”

  • stefania rikymiky di zr scrive:

    stupendo questo libro ammirevole la signora l’ho letto tutto d’un fiato, da anni cerco di rispettare l’ambiente e a mia volta chi mi stà intorno nell’ultimo anno la svolta …la perdita del lavoro …ho trovato il modo per “lavorare”stando a casa ,guadagno risparmiando ,in 5 in casa per cibo vestiti,detersivi e detergenti cosmetici(che faccio al 100% da me),per materiale scolastico,spendo 200 euro …ma ci viviamo in 5 di cui 3 bimbi,mi autoproduco tutto ,nessuno ci crede ma è assolutamente vero,e non mi manca nulla la realtà è che non abbiamo falsi bisogni ma solo quelli veri….

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