sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

La mia impronta ecologica

Ormai è da diversi anni che mi preoccupo del mio impatto su questo pianeta. Eppure, fino a qualche mese fa, anche se mi sembrava di fare molto, mi sono resa conto che non stavo facendo abbastanza. Ora, anche grazie ai tanti libri letti, alle persone con cui mi sono confrontata e all’impegno che ho preso scrivendo sul blog, le cose vanno un po’ meglio e divento ogni giorno più consapevole di ciò che consumo e dei rifiuti che produco. Negli ultimi giorni mi sono però chiesta: quello che sto facendo ora, sarà abbastanza? Mi sono risposta che finché non misurerò i miei sforzi, non potrò saperlo. Quindi da oggi inizierò a misurare la mia impronta ecologica. Non sarà un calcolo preciso, ma servirà a farmi un’idea.

Mi sarei potuta accontentare e utilizzare i tanti test pronti all’uso, ma volevo di più. Sono partita da alcune tabelle trovate in rete e ne ho costruita una il più completa possibile. I miei consumi saranno divisi in: alimenti, abitazione, trasporti, beni di consumo, servizi e rifiuti. Per i primi tre punti non sarà poi così complicato; mi basterà pesare quello che compro al supermercato, controllare le bollette e i chilomentri che percorrerò. L’unica difficoltà riguarda l’acqua, perché non ricevo direttamente la fattura (pago al proprietario di casa) quindi ho dovuto fare un calcolo folle per risalire approssimativamente ai miei consumi. Per i beni e i servizi, i dati che sono riuscita a trovare sono scarsi; non ci sono le visite mediche, lo sport  e un sacco di altre cose che, sono sicura, non troveranno collocazione mentre farò questo esperimento.

Peserò e misurerò tutto e poi ricaverò gli ettari di terreno necessari a soddisfare i miei bisogni. Come ho già detto non sarà un calcolo preciso e d’altra parte è proprio il calcolo dell’impronta ecologica a non esserlo, perché i dati da prendere in considerazione sono davvero troppi. Però mi servirà a darmi un’idea di quanto consumo e di quanto posso ridurre i miei consumi.

Ho parlato al singolare, ma in realtà calcolerò l’impronta ecologica di tutta la famiglia: mia, del mio compagno, di Laika e dei nostri due gatti. Non siamo una famiglia spendacciona, conduciamo una vita normale. Quello che voglio sapere è: a quante cose dovrei rinunciare per non essere un parassita per la Terra? Lo so, sembra una follia. Se non rinsavisco entro un mese, a fine marzo pubblicherò i primi risultati.

Commenti

2 Responses to “La mia impronta ecologica”

  • Andhira scrive:

    Come sta andando? :)

    • tascabile scrive:

      annoto tutto l’annotabile che acquisto e per ora, a parte lo sbattimento di dover pesare tutto e segnare ogni giorno i km percorsi, sta andando bene :); stando alla tabella, pare che io consumi poco e niente. l’impronta si impennerà a fine del mese, temo, quando aggiungerò i consumi di casa (tra l’altro presunti, in base alle bollette precedenti, perché non mi mandano le fatture in tempo reale :)). staremo a vedere, grazie per l’interessamento :)

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Le 12 (eco) fatiche

Il progetto è quello di rinunciare ad una cosa al mese, per dodici mesi.
A partire dal 1° maggio porterò avanti una rinuncia per 30 giorni, al termine dei quali valuterò se il sacrificio è risultato applicabile alla vita di tutti i giorni oppure impossibile.
A quel punto, deciderò se persistere o meno, oppure se optare per una via di mezzo. Del resto, per sapere se una cosa è indispensabile bisogna prima privarsene.

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Il mio libro :)


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