sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Salviamo il mondo?

Quanti modi esistono per salvare il pianeta? Mille (e uno) sono elencati nel piccolo libro che ho appena finito di leggere. Trattasi appunto di “1001 modi per salvare il pianeta” di Joanna Yarrow. Una raccolta di eco-pillole numerate, da leggere una dopo l’altra o in ordine sparso; non un noioso elenco, ma consigli che si leggono volentieri, scritti in modo simpatico su pagine coloratissime e piene di disegni, quindi lo potete leggere con i vostri figli, o tornare un po’ bimbi mentre lo sfogliate. Le soluzioni vanno dalla scelta dei materiali per ristrutturare casa alla cura del giardino, dai rimedi naturali per le pulizie ai suggerimenti per risparmiare sui consumi e sull’energia; alcuni consigli sono ovvi, altri un po’ meno, qualcuno si ripete qua e là. Se come me prenderete questo libro in biblioteca, vi suggerisco di leggerlo con carta e penna alla mano, per appuntarvi tutti gli eco-consigli che non volete dimenticare. Io ho riempito quattro pagine con i rimedi naturali per lucidare ottone, argento e rame, scacciare le formiche in modo ecocompatibile e creare un ambiente adatto ad ospitare farfalle e animaletti vari, per quando avrò un giardino.

Subito dopo aver finito il volumetto, mi sono dedicata al Green Book, di Elizabeth Rogers e Thomas M.Kostigen, che ho ottenuto grazie ad un baratto. I suggerimenti sono simili a quelli che ho letto nel libro precedente, però questo è più serio e tecnico, con dati e numeri tipo “se un americano su mille facesse così, si risparmierebbe tot”. Interessante scoprire a quali grandi numeri riferiti al risparmio di risorse, si accostano piccoli numeri riferiti alle persone e ai gesti necessari ad ottenere tale risparmio. Basta davvero un’inversione minima, un cambiamento apparentemente insignificante nelle nostre abitudini per cambiare le cose. Un esempio: se ognuno di noi consumasse una tazza d’acqua in meno al giorno, il totale ammonterebbe a 38 miliardi di litri d’acqua ogni giorno. In un anno, questo vorrebbe dire poter fornire 8 litri d’acqua al miliardo di persone che non hanno accesso all’acqua potabile.

Qualcosa che non sapevo
Il bambù cresce più in fretta rispetto al cotone e senza bisogno di pesticidi. È molto più ecocompatibile e resistente rispetto al cotone e ha proprietà antistatiche, antibatteriche e funghicide. La canapa invece è un ottimo sostituto per i vestiti, lenzuola e carta. Me ne ricorderò.
Per allontanare le pulci in modo naturale dagli animali domestici, basta tritare uno spicchio d’aglio nella pappa, mettere qualche goccia di olio essenziale di lavanda o rosmarino nelle cucce e olio di limone sul pelo.
Per risparmiare sul consumo del frigorifero esiste un dispositivo chiamato Savaplug; non sono riuscita a trovarlo sul mercato italiano. O abbiamo frigoriferi efficienti, o semplicemente ce ne freghiamo.

Qualcosa che ho fatto o che cercherò di fare
Nell’europa occidentale vengono usati 200 milioni di pneumatici l’anno, che impiegano 400 anni per decomporsi. Anziché cambiarli, possono essere rigenerati oppure si possono chiedere al gommista pneumatici ecocompatibili prodotti con amido di mais, se è necessario sostituirli. La prossima volta che andrò dal gommista, gli chiederò informazioni. Per aiutare l’industria del recupero degli pneumatici, si possono acquistare oggetti fatti con pneumatici riciclati.
Rompere le balle sui temi ambientali è un modo per farsi sentire e per incentivare i commercianti a vendere un prodotto piuttosto che un altro. La prossima volta che vedrò un elettrodomestico abbandonato in un corso d’acqua, avviserò il comune; d’ora in poi chiederò prodotti biologici ai negozianti e mi scandalizzerò quando mi risponderanno che non li tengono.
Un’etichetta incollata alla cassetta della posta che dice “No pubblicità, grazie :)” mi ha fatto risparmiare diverse pile di depliant pubblicitari inutili. Anche se qualcuno continua ad ignorarla e mi rifila comunque la sua pubblicità, la situazione è nettamente migliorata.

Qualcosa che non c’entra niente
Ieri sera sono stata alla prima assemblea per la costituzione del comitato per dire no alla costruzione dell’inceneritore a Casalpusterlengo. Sono state dette cose interessanti e preoccupanti, in relazione all’ambiente e alla salute. L’intervento di un cittadino mi ha fatto riflettere; chiedeva “perché qui?”. Io invece mi chiedo perché e basta. Non esiste un modo più verde per smaltire i rifiuti? Non si possono attuare politiche per limitare la produzione di rifiuti che necessitano di inceneritori ammazza-cristiani per smaltirli? Utopia?

Dopodomani sarò alla Veganfest, a seguire la conferenza della mia amica Claudia e, spero, a conoscere tanta gente interessante. Passerò la Pasqua con altre persone  simili a me e che come me non sacrificheranno nessun agnello. La cosa mi solleva, soprattutto dopo questi ultimi giorni in cui mi sono sentita troppo spesso fuori dal mondo, o in un mondo che non mi piace e che vorrei avere la forza di cambiare.

 

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