sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Switch off

In questi giorni sto leggendo “Dormire nudi è verde” e mi ha colpito una scelta fatta dall’autrice, che ho deciso di copiare. Forse sono pazza, probabilmente sto esagerando ed essere green sta davvero nuocendo pesantemente sulla mia sanità mentale ma ecco qui: ho deciso di spegnere il frigorifero. È successo che mentre leggevo di Vanessa che l’ha fatto (non so ancora per quanto tempo e con quali conseguenze, perché non ho ancora finito il libro) mi sono detta ma pensa, vivere senza frigorifero. All’inizio ho pensato fosse una follia, poi ci ho riflettuto. Cosa c’è nel mio frigorifero? Vado a controllare e trovo la desolazione: uova, qualche verdura, il barattolo di pasta madre, un flacone di papaya fermentata, panna di soia, fine. Do un’occhiata dentro al freezer e vedo del ghiaccio e qualche confezione aperta e mai finita dei tempi in cui ancora acquistavo surgelati, prima di bandirli completamente dalla mia spesa.

Ho un bestione in cucina di un metro e ottantacinque per settanta centimetri che ciuccia energia 24 ore su 24 per nulla, senza contare che un frigorifero vuoto consuma di più rispetto ad uno pieno. Non posso spegnere il congelatore, non posso far raffreddare meno di così. Non mi resta che spegnerlo. E poi come farò? Anni fa mi capitò un guasto al congelatore del mio vecchio frigorifero; non avevo la possibilità di cambiarlo però aveva un tasto per spegnerlo continuando a far funzionare la sezione frigo. All’inizio fu un trauma perché allora compravo praticamente solo surgelati e congelavo tutto il congelabile, ma poi mi sono abituata, poiché ci si abitua a tutto è solo una questione di capacità di adattamento.

Di certo non è geniale decidere di spegnere il frigorifero alle porte dell’estate, lo riconosco. D’inverno si può mettere tutto sul balcone, come fa ancora oggi mia nonna, forse per un’abitudine che si trascina dietro da quando era ragazza e i frigoriferi non esistevano ancora. Ma quante cose hanno davvero bisogno di rimanere così fredde? Le uova, la panna di soia, la pasta madre, possono stare tranquillamente a temperatura ambiente. La verdura, basta comprarla in quantità ragionevoli e non si ha bisogno di conservarla. Il succo di papaya fermentato non è indispensabile. Ecco qui il punto: il frigorifero è indispensabile? Non ne ho un’idea, per me è un elettrodomestico come un altro, è lì da che ho memoria e lo uso. Non ho mai riflettuto sul bisogno di possederlo e non posso sapere se mi mancherà. Di sicuro resterà dov’è anche se con la spina staccata e deciderò poi cosa fare, se ridargli corrente o meno a seconda del grado di disperazione che questa scelta porterà nella mia quotidianità. Voglio rendermi conto di quanto davvero possano essere indispensabili le nostre comodità. Nei prossimi giorni lo svuoterò, finirò gli avanzi che ci sono dentro, lo pulirò e lo metterò a nanna a tempo indeterminato. Spero che spegnere gli elettrodomestici non sia un’epidemia contagiosa perché ho iniziato con la televisione mesi fa (sono sopravvisuta e sto bene, anzi meglio), ora il frigorifero e non vorrei mai che un giorno dovesse toccare al forno o peggio ancora al PC.

 

Commenti

8 Responses to “Switch off”

  • sandro scrive:

    è tutta colpa della grande distribuzione che ci ha abituato a fare la spesa una volta alla settimana e naturalmente bisogna usare il frigorifero. purtroppo sono in via di estinzione i piccoli negozi alimentari ma fare la spesa tutti i giorno sarebbe anche più economico, quanta roba va buttata perchè la dimentichiamo in un angolo del frigo.

    • tascabile scrive:

      hai ragionissima. non sai quante volte ho dimenticato roba nel frigorifero, nascosta da mille altre cose. oppure l’ho fatta scadere perché non riuscivo a mangiare tutto quello che compravo. fortunatamente sono riuscita a darmi una regolata negli ultimi anni ma a volte mi capita ancora di non stare dietro a tutto ciò che compro.
      non avere il frigorifero forse potrebbe aiutarmi anche a non sprecare più nulla perché sarei costretta ad acquistare solo quello che oggettivamente posso mangiare nell’arco di un giorno o due.
      fortunatamenta abito in centro, in una cittadina che per quanto piccola è fornita di tutto, quindi non credo che avrò chissà quali difficoltà a fare la spesa ogni giorno.
      sicuramente scriverò qui dell’esperienza e delle varie difficoltà (se ce ne saranno) :)

  • bripponippo scrive:

    io invece credo che sia una buona idea. solo che astianatte, poveretto, mi muore di inedia se decido di farlo. però posso provare a suggerirgli una settimana di astinenza e vedere come si comporta :)

    • tascabile scrive:

      io sono arrivata a questa decisione dopo aver cambiato le mie abitudini alimentari e il modo di fare la spesa. ad esempio non compro più surgelati, perché un alimentarista mi ha detto che sono tutti annaffiati di antibiotici e mi sono presa malissimo. non congelo le verdure perché, se da una parte mi sembra una cosa geniale, dall’altra penso che mangiare alimenti di stagione abbia senso se li mangi proprio in quella stagione lì, non se tiri fuori dal cilindro l’anguria a dicembre, per dire. compro pochissimo formaggio, il burro solo se so di doverlo usare per una ricetta (altrimenti uso l’olio)… insomma, il mio frigorifero è praticamente vuoto quindi tanto vale spegnerlo :)

  • LUMEN scrive:

    Cara Tatiana, come già ti ho detto hai fatto una grande scelta; giustamente sottolinei una grande verità: ci si abitua a tutto e magari scopriamo che si vive pure meglio (vedi la rinuncia alla televisione!)
    Meno bisogni abbiamo, più siamo liberi…

    • tascabile scrive:

      ciao Elena, grazie della visita! hai ragione, più si hanno bisogni più si è condizionati. senza contare che i bisogni sono potenzialmente infiniti, quindi si arriva ad essere schiavi delle cose e dei modelli. certo, spegnere il frigorifero forse è un po’ estremo… :)

  • LaVale scrive:

    Ciao!
    Volevo segnalarti questo che ho letto su un altro blog

    http://www.robertadeiana.com/2011/05/vivere-senza-frigo/

    Ciao
    Vale

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