sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Io, piccola sartina in erba

Mercoledì scorso ho seguito la prima lezione del corso di trasformazione abiti usati. Siamo in cinque, tutte creative – me esclusa – e alcune con una discreta esperienza e dimestichezza col taglio&cucito, sempre me esclusa. Io ho dimostrato tutta la mia ignoranza già in merceria, quando sono andata a procurarmi il minimo indispensabile per poter seguire il corso. Ho scambiato le forbici piccole per forbicine per le unghie (in realtà poi ho scoperto che sono molto utili per scucire e che per questo scopo esiste addirittura un aggeggio apposta, il taglia asole); sono rimasta interdetta alla domanda “ti servono gli aghi da macchina o per cucire a mano?”; ho fatto una figura indegna di fronte ai rocchetti perché ero convinta mi servissero quelli piccoli, che secondo me erano quelli da macchina, anziché quelli grandi, che credevo si utilizzassero solo per cucire a mano. Un genio.

Inutile dire che mentre le altre partecipanti in due ore hanno fatto e disfatto – o meglio, disfatto e poi fatto – io ho concluso poco e niente. Le mie compagne hanno scucito, tagliato, accorciato, stretto, ricucito; io ho scucito un orlo e imbastito due centimetri di stoffa. Voto zero alla mia abilità. Pensare che mia nonna è sarta e che mia madre sa cucire, lavorare a maglia e all’uncinetto, quindi non solo sono cresciuta circondata da stoffe, gomitoli e mani che lavoravano veloci, ma dovrei anche essere avvantaggiata dal patrimonio genetico. Invece sono arrivata a trentun anni rammendando a salsiccia, facendo dei grumi di stoffa tenuti insieme dal filo.

Che invidia ho sempre provato verso le persone abili e creative, capaci di realizzare oggetti fantastici grazie a fantasia e manualità. Io, che il massimo del mio saper fare l’ho espresso con questa terribile collanina, resto incantata davanti ai loro lavori colorati e svaligerei lo shop di Elena Fiore, se non fosse che mi sto limitando negli acquisti catalogati come “non indispensabili”. Questo voto a volte mi risulta stretto, perché spesso la bellezza è necessaria, ma questo è un altro discorso.

Tornando al corso l’insegnante è comunque ottimista, dice che ho una buona manualità (qualcosa devo aver ereditato) e che tutto sta nell’esperienza, oltre che nell’autostima. Spero quindi che venti ore bastino a farmene acquisire almeno un po’, poiché se imparassi a sistemare i vestiti da me, risparmierei prima di tutto soldi, dato che devo far accorciare ogni paio di pantaloni che compro (d’altronde sono tascabile) e anche risorse, perché prima di acquistare qualcosa di nuovo, potrei recuperare quello che ho già.

PS: non mi sono dimenticata di telefonare all’esperto dei rifiuti. Ho chiamato, ma dopo una settimana di ferie ora è in malattia, quindi il segreto dell’indefferenziata non mi è ancora stato svelato.

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Commenti

7 Responses to “Io, piccola sartina in erba”

  • bripponippo scrive:

    ma lo sai che proprio 3 settimane fa mi sono presa una macchina per cucire? l’ho pagata nulla su ebay. piccolo dettaglio: non so usarla. ma il mondo è pieno di tutorial online :)

    • tascabile scrive:

      io con i tutorial non ho mai concluso niente di niente. sono un caso umano e devo avere lì una persona che mi dica cosa fare, come, perché, quando e dove!
      al momento non so nemmeno dove si infilano di preciso i rocchetti e come si mette l’ago, ma in 20 ore di corso imparerò anche i segreti della macchina da cucire!

  • Giorgia scrive:

    Quanto ti capisco :) Ho scoperto per caso questo blog ma mi piace molto, ho molto in comune con te :) Mi piacerebbe riattivare la vecchia Necchi a pedale della nonna per rielaborare dei vestiti vecchi ma sono veramente scarsa :(

  • Verdiana scrive:

    Anche io vengo da una famiglia in cui le donne o erano sarte o sapevano fare tutto alla perfezione…io sono l’eccezione, o almeno lo sono stata fino ad oggi, perchè dopo la nascita di mia figlia ho deciso di imparare anche io la maglia, l’uncinetto e il cucito (infatti ho comprato anche la macchina) perchè spero un giorno di poterle insegnare qualcosa.
    Mia madre che è la mia insegnante personale e colei che mi ha incoraggiato all’acquisto della Singer, dice che ho speranza…vedremo!
    Non demordere, ce la faremo!!!

  • giulia scrive:

    Ciao! Non hai più parlato di questo corso e del cucito! Com’è andata a finire? Hai fatto progressi? Te lo chiedo perché sto giusto pensando di fare un corso di taglio e cucito, anche se attualmente sono un disastro a fare cose del genere :)

    • tascabile scrive:

      ho scoperto di non essere molto portata per il cucito però qualcosa sono riuscita ad imparare. ora mi so accorciare i pantaloni, che nel mio caso è utilissimo :) ho stretto un abito e ho ricavato un top da una gonna. sembra poco però ho imparato a prendere le misure, scucire, tagliare, imbastire e ricucire. soprattutto ho preso un po’ di confidenza con la macchina da cucire; partivo da zero e purtroppo non ce l’ho a casa, ma conto di prenderla in prestito per un paio di mesi e farmi tende e presine nuove per la cucina. ho già comprato la stoffa, devo solo trovare il tempo, oltre alla macchina!

      • giulia scrive:

        be’ fantastico! complimenti! secondo me fare tutte queste cose da sole deve dare soddisfazione. soprattutto a me interessa l’idea di sistemare vecchi vestiti che magari hanno forme assurde ma una bella stoffa, così invece di buttarli via si trasformano in qualcosa di nuovo :)

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