sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Lavare con le noci

Stavo cercando da mesi una soluzione per eliminare gli ultimi due detersivi sopravvissuti in casa: quello della lavatrice e quello per i piatti. Per il bucato, ho valutato la lisciva, le noci lavanti e la palla. La prima soluzione è stata subito scartata, poiché ho saputo che potrebbe rovinare la lavatrice e sostituire l’elettromestico sarebbe molto più impattante che utilizzare un normale detersivo. Sulle noci e sulla Biowash ball ho letto di tutto: alcuni dicono che sono ottime, altri che non funzionano, che sono una bufala e che basterebbe una pallina da tennis o anche solo l’acqua calda ma, mi sono detta, finché non proverò, non potrò saperlo.

Per decidere tra i due prodotti ho analizzato i pro e contro di entrambi. Le noci sono indubbiamente naturali, la pianta cresce spontaneamente in India, vengono importate e vendute dal commercio equo e sono biodegradabili (si buttano nell’umido): meno dieci punti per il viaggio che devono fare, più cinque punti per l’equo, più sette per il naturale, più sei per il compostabile. Altri cinque punti perché la mia migliore amica le ha comprate e me ne ha parlato benissimo. Dieci punti bonus guadagnati quando ho scoperto che con le noci si possono lavare anche i piatti, quindi due piccioni con una fava. Totale 22 punti. La Biowash ball invece arriva dalla Svizzera (meno cinque punti), è fatta di plastica e ceramica (meno cinque punti), non credo si possa riciclare (meno sei punti), costa di più (meno tre punti), dura tre anni (sei punti). Hanno vinto le noci.

Le ho trovate in un negozio altromercato a circa sette euro contenute in sacchetto di cotone biologico con stampate sopra le istruzioni. All’interno un altro sacchettino in cotone da utilizzare in lavatrice, un foglio con le istruzioni (non bastavano quelle stampate?); altro imballaggio, questa volta in plastica con zip, che contiene le noci. Sono gusci rotti a metà, appiccicaticci e puzzolenti, per nulla invitanti. Cosa dicono queste benedette istruzioni riportate per ben due volte? Di importante, dicono che con quel mezzo chilo di noci, si possono fare circa 35 lavaggi, mettendone da tre a dieci nell’apposito sacchettino, a seconda della durezza dell’acqua e dal livello di sporco della biancheria. Poi che bisogna fare macchinate dai 30 gradi in su, altrimenti non si attiva la saponina in esse contenuta e non lavano.

Scattata l’ora X (faccio le lavatrici solo di notte), le ho provate. Ne ho usate cinque, programma cotone a 40 gradi, furbescamente sugli scuri. Ho fissato l’oblò  per buona parte del ciclo di lavaggio, niente schiuma. Nemmeno una schiumina, una piccola bolla, nulla. Pare non serva l’ammorbidente, ma io ho aggiunto come sempre un po’ d’aceto bianco con 15/20 gocce di olio essenziale. Funzionano? Chenneso, erano scuri i vestiti, mica si vede. Dovrei provare sui chiari, ricordandomi di pretrattare le macchie con sapone di marsiglia.

Il giorno dopo ho provato a fare il detersivo per i piatti: si fa un decotto con cinque gusci in una tazza d’acqua, si lascia bollire per cinque minuti e si filtra. Fanno la schiuma? Sì, non da farci un party, diciamo che schiumano come la pasta e i legumi, niene di più. E poi? Il decotto si utilizza tutto o a piccole dosi come se fosse un detersivo? Io ho fatto una via di mezzo, né troppo né troppo poco. Lava? No, non pulisce, o meglio pulisce tanto quanto l’acqua.

Mi avranno venduto delle noci pacco?

 

 

 

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