sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Le dodici (eco) fatiche di tascabile

L’altro giorno chiacchieravo con la mia amica Claudia a proposito della scelta di spegnere il frigorifero e scherzavo su come questo mio essere green stia diventando un viaggio senza meta (oltre che senza ritorno), un tunnel senza luce. “Mi ci vorrebbe un progetto, che abbia un inizio e una fine, almeno ad un certo punto mi fermerei”, le ho detto. Dopo qualche ora, ecco l’ideona: rinunciare ad una cosa al mese, per dodici mesi. Pazza. Ma nemmeno troppo, visto che non sono la prima: Vanessa Farquharson ha deciso di adottare un cambiamento al giorno per 365 giorni, e il nostrano progetto 52cose prevede un cambiamento a settimana.

Io ho scelto un cambiamento al mese per dodici mesi perché:
«Il dodici segna l’ingresso nella pubertà e dunque induce l’idea di una trasformazione radicale […che] si fonda su un passaggio molto difficile e faticoso che è il solo che davvero porta a crescere. È per questo che il dodici traduce implicitamente gli ostacoli, i passaggi difficili, gli enigmi da risolvere.»*

I motivi di questa folle decisone:
1. perché, come già detto, vorrei darmi un limite, un punto di arrivo;
2. perché sono un po’ – ma solo un po’ – fuori di melone;
3. per capire fino a che punto una cosa è superflua o necessaria;  questo è il punto più importante e quello che determinerà se la rinuncia sarà permanente o meno.

Claudia, dopo aver approvato dicendo “è una bellissima idea” (le amiche ti vogliono sempre un po’ male o forse è che tra fuori di melone ci si intende), mi chiede se dopo un mese senza qualcosa, riprenderò ad usarlo. Dipende. Se la rinuncia mensile risulterà impossibile sì, altrimenti no. Potrei anche optare per una via di mezzo su alcune cose, limitandone il consumo senza farne a meno del tutto. Per sapere se una cosa è indispensabile bisogna prima privarsene, no?

Ho già in testa dodici rinunce, alcune davvero estreme altre più soft; non ve le anticipo perché non voglio rovinarvi la sorpresa e perché potrei anche cambiare idea in corso d’opera e sostituire un sacrificio con un altro; anzi, avete qualche suggerimento? Tipo smetterla con con queste idee bizzarre e fare la persona seria? Ovviamente parto dal frigorifero, che sarà la mia rinuncia di maggio perché non ho ho nessuna intenzione di dover trovare una tredicesima cosa. Siete ancora in tempo a fermarmi :)

*Citazione da Dizionario dei simboli, dei miti e delle credenze copiata e incollata da Wikipedia, of course :)

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