sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Dall’orto alla tavola

È da tempo che cerco una soluzione per acquistare ciò che mangio direttamente dal produttore. Mi sono iscritta al GAS apposta, ma poi non ho mai fatto un ordine perché non ho modo di organizzarmi per ritirare la cassetta di verdura. Bripponippo ha segnalato questa soluzione, ma non mi sono mai decisa a scrivere all’azienda per sapere se consegnano anche nella mia zona. Anche Claudia ha trovato il suo fornitore di ortaggi a domicilio ma per me è fuori mano.

Quasi rassegnata – anche se un po’ incredula che qui, proprio qui dove non c’è altro che campagna, non ci fosse un orto da adottare – ecco che arriva la risposta. Ieri leggo questo post di Elena Torresani; immediatamente chiedo informazioni, mi spiega come arrivare e questa mattina io e Matteo ci precipitiamo nella Valle degli orti. Una farmville da far invidia a Facebook,  inaspettata, tra villette di nuova costruzione e rotonde d’asfalto. Il ragazzo che ci viene incontro nel sentiero fangoso ci chiede di cosa abbiamo bisogno. Non lo sappiamo, cosa cresce qui? Mi spiega che da novembre a marzo non cresce nulla, ma ora c’è praticamente tutto, perfino delle zucche enormi. Da non credere, allora non abbiamo solo la nebbia e il mais.

Com’è possibile che non sapessi nulla di questo posto, così vicino a casa? Perché non si fanno pubblicità, non vogliono farla. Dicono che sono a posto così, con i clienti che hanno e che se dovessero averne di più cambierebbe tutto. Mi sento quasi in colpa per aver rotto il loro equilibrio e cancello subito dalla mia testa l’idea di suggerirlo a tutti quelli che conosco.

Ci riempiono le nostre retine di cotone con cinque zucchine fiorite, tre melanzane, due cetrioli, due insalate, fagiolini e due peperoncini;  quattro euro in tutto e ci regalano pure un pomodoro e un peperone. Mettiamo tutto nella sporta e arrivati a casa prepariamo un cous cous con le verdure appena raccolte. È tutto più piccolo, più sporco e più saporito oltre che più economico. È la mia prima spesa a chilometro zero (cinque chilometri, per la precisione) e questo orto vicino a casa mi piace molto di più rispetto alla spesa a domicilio o al GAS. Perché posso andare quando voglio, prendere le quantità che mi servono e soprattutto farmi raccogliere l’insalata direttamente dalla terra o veder staccare i pomodori dalla pianta. Più fresco e di stagione di così c’è solo l’orto sul balcone, che però, come sapete, non sta andando proprio a meraviglia.

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Commenti

10 Responses to “Dall’orto alla tavola”

  • Valentina scrive:

    che bella cosa questa delle retine di cotone, non la conoscevo! ho sempre odiato quelle bustine di plastica dei supermercati ma non pensavo esistesse un’alternativa ecologica anche a quello. quasi quasi mi informo :)

    • tascabile scrive:

      io le ho comprate attraverso il link che ho messo nel post: http://www.ecottonbag.it/ortofrutta.php se clicchi su “singolo” ti si apre una finestra per inviargli un’email. ti inviano un link al loro negozio su ebay, che ora non ho sottomano. comunque 10 sacchetti costano 9 euro + le spese di spedizione, se non ricordo male. non sono regalati, diciamo che lo si fa per l’ambiente :)

  • roberta scrive:

    ciao
    ho scoperto da poco il vostro blog grazie ad un articolo su natural style e vi vilevo fare complimenti xche finalmente trovo persone che condividono mio punto di vista green!!!! Ti scrivo per chiedere aiuto…anche io vorrei trovare un orto nelle vicinanze dove vivo…sono a Genova zona levante!!!! grazie in anticipo
    Roby

  • stefania rikymiky di zr scrive:

    ciao caspiterina però quanto costicchiano io mele sono fatte all’uncinetto….si ci metto un pò di tempo ma con il cotone riciclato sono a costo zero….bello il tuo sito mi piacerebbe un giorno conoscerti per scambiare i nostri stili di vita ,…io mi autoproduco quasi tutto ,ho un bell’orto assolutamente bio che mi permette di acquistare sempre meno e di avere tutto di stagione appena raccolto e caldo dal sole quando lo mangiamo …è una faticaccia ma ragazzi che gusto e che risparmio….complimenti…..

    • tascabile scrive:

      purtoppo non so lavorare all’uncinetto, sono negata. quindi mi tocca pagare. idem per le verdure, dato che il mio orto sul balcone non produce nulla :D

  • crollo scrive:

    Sicura di aver risparmiatO?
    I prezzi al kg praticati in questo momento dalla grande distribuzione sono:
    zucchine 0,80 – 0,90
    melanzane 1,20 – 1,60
    lattuga 1,50 – 2
    fagiolini 1,50 – 1,60
    Dal mio conto arriviamo a 4 euro o meno.
    Inoltre parli di “più piccoli”

    Sicura di aver inquinato meno?
    Calcola la benzina bruciata per 5 km per acquistare un cartoccio di verdure e moltiplica per tonnellate
    di tonnellate (e moltiplica poi per andare a prendere le uova del contadino, il pane del
    mulino, etc.)
    Dimenticavo il pomodoro ed il peperoncino: paragonali ai “punti” esselunga o coop oppure
    al conto così poco salato del meccanico da cui vai per la prima volta. Si chiama “fidelizzazione”.

    Sicura di aver guadagnato in sapore? Fai un gioco: assaggia tre diverse portate di zuchine
    preparate con la stessa ricetta ma di cui solo uno è fatto con zucchine biologiche/solidali/resilenti etc.: ripetere
    l’operazione con melanzane, fagiolini, etc. Annaffia il tutto con tre sorsi di vino
    di cui solo uno è Chianti Gallo Nero (“Oh, la Toscana! I casali con i cipressi!
    Le vigne ed il Rinascimento!”). Naturalmente te non devi sapere l’origine degli ingredienti, nè chi ti serve
    in tavola. Se azzecchi 2/3 dei risultati le tue affermazioni sul sapore iniziano ad avere
    una qualche attendibilità.

    Non vogliono pubblicità? Orsacchiottini tenerissimi… Tu gliela stai facendo. Gratis.

    A me sembra il consumismo dell’ecologia: tutto facile, a portata di mano, senza pensarci troppo su.

    Conosco già le tue ed altrui risposte.

    Magari se ne riparliamo fra qualche anno le cose saranno un po’ diverse.

    Oh, il sentiero…

    • tascabile scrive:

      scusa per il ritardo con cui rispondo.
      sabato sono stata dal fruttivendolo sotto casa. ho comprato una piccola lattuga, quattro zucchine (piccole anche loro), 5 pomodori e una manciata di ciliegini. niente di particolarmente bello o gustoso, ho speso quattro euro e venti. non mi hanno regalato nulla, perché non tutti ci tengono a fidelizzare il cliente e non tutti quelli che ti regalano qualcosa lo fanno perché tu torni a comprare; se tu vedessi le persone che lavorano nell’orto di cui parlo nel post, ti renderesti conto che il marketing è l’ultimo dei loro pensieri. anzi, forse non è nemmeno un loro pensiero.
      per andare nel negozio sotto casa ho fatto le scale e attraversato la strada, mentre per recarmi all’orto (o al supermercato) devo usare l’auto. ma la verdura che vendono nel negozio sotto casa, quanta strada ha fatto? sai, quando ero piccola, i miei genitori facevano i mercati (vendevano proprio frutta e verdura). erano gli anni 80, quindi è probabile che le cose siano cambiate, ma ai tempi mio padre andava (con un camion) a comprare la merce all’ingrosso (25 km da casa) una volta a settimana. quella frutta e verdura non era cresciuta direttamente al mercato, quindi presumo che altri camion (magari dall’estero) la portassero lì. mio padre oggi trasporta (con un camion), pensa un po’, frutta e verdura per la coop. la va a prendere nel “deposito centrale” e la distribuisce a un tot di punti vendita del nord italia. quindi se vai a comprare le zucchine alla coop (ma presumo anche in qualsiasi altro supermercato) sappi che quelle zucchine hanno fatto ben più di 5 km per arrivare nel reparto ortofrutta, e li hanno fatti su un mezzo pesante. se non erro, il camion che guida mio padre è pure refrigerato. quando vado a comprare la verdura all’orto, la raccolgono al momento, non ha fatto nessun tragitto prima, quindi sì, immagino di inquinare meno.
      per quanto riguarda i sapori, credo sia una cosa soggettiva. a me sembra che la verdura che compro all’orto sappia di verdura, mentre quella del supermercato non sa proprio di nulla.
      infine, sulla pubblicità: io mi sono fatta spiegare la strada da persone che conoscono il posto. su internet, per quanto abbia cercato, non ho trovato nulla avendo solo il nome dell’orto e la località. qui non dico nemmeno dove si trova, bella pubblicità!

  • Giorgio scrive:

    Per fortuna qui a Roma c’è la Pronto Bio che mi consegna a casa ogni 15 giorni verdure freschissime della loro piantagione e prodotti biologici ed altro, secondo le mie necessità, con puntualità e gentilezza. Per ordine Cell.3890534070

  • Giorgio scrive:

    Ordino oramai da due anni e tenete presente che sono anche un Naturopata!.

  • Denise Cecilia S. scrive:

    Ma zio Pera (tanto per rimanere in tema ortofrutticolo)… abito in provincia di Brescia, ma ho parenti proprio a Casale ed è da tanto che accarezzo l’idea di cercare un punto vendita simile.
    Come minimo questo mese voglio andare a cercarlo.
    Grazie!

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