sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Primo passo: l’armadio

Ho trascorso qualche giorno a domandarmi da dove comincio? Da dove conviene iniziare per eliminare il superfluo? Come mi organizzo? Meglio fare un elenco di tutte le cose di cui voglio sbarazzarmi o passare al setaccio stanza per stanza? Alla fine, ho optato per quest’ultima soluzione e l’impresa di decluttering è iniziata dalla camera da letto e, più precisamente, dall’armadio. Lo saprete bene, noi donne abbiamo armadi strapieni, pronte ad abbigliarci in un modo o in un altro a seconda delle occasioni e, puntualmente, non abbiamo mai nulla da mettere. Nel mio caso poi, indosso sempre i soliti vestiti, quelli con cui mi trovo più comoda; tutti gli altri occupano solo spazio e non hanno mai (o quasi mai) visto la luce. Io però li ho sempre tenuti, quei poveri abiti inutilizzati perché non si sa mai; anche quelli che non mi stanno, perché se ingrasso? se dimagrisco? Bisogna essere pronte a tutto. In realtà poi, sappiamo come va a finire e cioè che all’occorrenza compriamo roba nuova, non riesumiamo di certo quegli abiti che sono rimasti in naftalina per anni. Sarebbe un po’ come telefonare ad un corteggiatore storico quando si ha voglia di innamorarsi: non ce n’è, se non è andato bene fino a quel momento, non andrà bene mai.

Armata di forza e coraggio, ho rovesciato sul letto tutto quello che era contenuto nel guardaroba e ho diviso tutto in: da tenere, da barattare, da dare alla Caritas e – ecco la categoria peggiore  – in forse. In una giornata la Caritas si è aggiudicata ben quattro sacchi – colmi e pesantissimi – di vestiti estivi e invernali, borse, cinture e accessori vari mentre per il baratto ho fotografato e sistemato tutto in una valigia; ora devo trovare il tempo di pubblicare gli annunci su Zerorelativo (ma cosa chiedo in cambio? Non voglio accumulare altre cose, sennò che decluttering è?). Resta la categoria in forse, che consiste in quei capi semi inutilizzati a cui voglio dare un’ultima possibilità; li tengo ancora qualche mese, poi deciderò cosa farne.

Il risultato lo vedete nella fotina, dove ci sono il prima e il dopo dell’impresa. Ora però resta un problema: devo continuare il decluttering in camera da letto e i miei prossimi obiettivi sarebbero dovuti essere stepper e cyclette, strumenti del demonio che non ho praticamente mai usato e che utilizzo – indovinate un po’ – come attaccapanni. Il fatto è che la cernita dei vestiti ha significato provare questo e quello, per decidere cosa andava tenuto e cosa no. Ebbene, questo si è tradotto in una prova scientifica del mio aumento di peso, quindi forse sarebbe meglio iniziare a fare un po’ di sana attività fisica, per fare un decluttering anche sull’accumulo di chili superflui. Che faccio, passo ad un’altra stanza?

PS: lieta di aver ispirato l’istituzione del mese del decluttering :)

Commenti

23 Responses to “Primo passo: l’armadio”

  • Laura scrive:

    Che brava! :))))

  • Laura scrive:

    Ripensando al decluttering dei kg: mi sa che il discorso che fai per i vestiti tenuti in naftalina vale anche per gli attrezzi da fitness. Se non li hai usati finora, difficilmente ti verrà voglia di farlo. Forse è più facile, e più produttivo, trovare ispirazione in qualcosa di completamente nuovo. Cosa non te lo so dire perché è una domanda che come sai mi sono posta anche io, e che finora è rimasta senza risposta :)

    • tascabile scrive:

      come darti torto. la cyclette ha avuto un mese di gloria, appena acquistata, poi è finita a prendere polvere e ricoperta di vestiti. lo stepper invece penso di averlo usato cinque volte al massimo. diciamo che il massimo dello sforzo l’ho fatto per montarli, poi non mi sono serviti a nulla. matteo mi chiede da mesi se per piacere ce ne possiamo sbarazzare :)

      • Laura scrive:

        Pensa che anni fa, mentre ero in riabilitazione dopo essermi massacrata la caviglia, avevo considerato seriamente di comprarmi un tapis roulant semi-professionale (da un migliaio di euro circa). L’avrei usato sicuramente, almeno per qualche mese, ma se ci penso ora mi vengono i brividi…
        Lo step l’ho usato per un po’ (finché ha dato forfait, quindi direi che ho vinto io), per vincere la noia lo usavo davanti alla TV. Una puntata di Buffy per volta e via ;) Ma a dirtela tutta non mi sembrava così efficace…

  • Eugenio scrive:

    Bravissima!!
    Devo mettermi d’impegno anche io e affrontare l’armadio (anzi, la mia metà dell’armadio).
    Per quanto riguarda stepper e cyclette, io le darei via e inizierei a fare delle belle passeggiate e biciclettate all’aria aperta ;-)
    Ciao

  • Francesca scrive:

    Quattro sacchi di roba??alla faccia!Io non ho così tanti accumuli,perchè ad ogni cambio di stagione faccio pulizia!Le cose penose le do alla caritas, le altre le do a mia nipote, quando le piacciono, o ad una famiglia che abita vicino a me che non naviga nell’oro.
    Ho tentato di vendere alcune cose ma senza molto successo..con il cambio di stagione autunnale tenterò l’esperimento “Mercatolpoli”:quei negozi dove porti le tue cose, loro te le vendono e fate metà ciascuno del guadagno.
    Per il resto ho anche io uno step che giace ricoperto di polvere, mentre la cyclette la uso e la trovo molto comoda come attrezzo casalingo!

    • tascabile scrive:

      figurati se una disorganizzata come me fa pulizia ad ogni cambio di stagione! io accumulo finché l’armadio vomita (come si può notare dalla foto :) )
      non avevo pensato a mercatopoli, quasi quasi sbologno la valigia a loro e me ne lavo le mani.

  • Alliandre scrive:

    Brava, bel lavoro! Fatto l’estate scorsa per l’invernale (che ha bisogno di una seconda ripassata) e questa primavera per l’estivo (che non ha più bisogno di ripassate, graziaddio :))

    Ho anche io uno stepper, di quelli piccoli, e lo uso parecchio.
    La cyclette no (ho perfino riesumato la MTB!), e infatti ho finito per portarla a Mercatopoli assieme alla bici piccola del pargolo. Ci è arrivato l’altro ieri l’sms che informa che abbiamo soldi da ritirare… Mercatopoli è comodo soprattutto per cose ingombranti come appunto attrezzi sportivi e passeggini&co (prossima infornata): li mettono in vendita (a un decimo del prezzo originale, eh), dopo due settimane dimezzano il prezzo, e se non riescono a vendere ti chiedono se le rivuoi o le passano direttamente loro in beneficienza.
    Se non altro la robba è già fuori casa e non devi girare x discariche :) (mi sarebbe seccato, portare il passeggino in discarica, visto che è come nuovo, costano un sacco e c’è sicuramente un sacco di gente che sarebbe felice di averlo)

    Alice, che invidia :) (bookcrossi ancora? :D)

    • Laura scrive:

      Uhm, questa cosa di Mercatopoli sembra interessante, soprattutto perché se non vendono si occupano loro di smaltire gli oggetti! Chissà se ce n’è uno nelle vicinanze, devo informarmi

  • unarosaverde scrive:

    Un decluttering a regola d’arte.
    Visto che cyclette e attrezzini giacevano a prendere polvere da anni li ho inseriti ad un prezzo bassissimo negli annunci ebay e li ho venduti in poche settimane.
    Come dice Eugenio: passeggiate, bicicletta, piscina e, in inverno, un corso di presciistica che dalle mie parti costa 20 euro al mese, viene organizzato nelle palestre delle scuole e richiede solo una tuta.
    Per i vestiti invece preferisco o regalare (se so che sono ben accetti) o smaltirli nei cassoni dell’Humanitas: non so perchè ma l’idea di vendere cose che ho già indossato non mi piace, così come quella di comprare vestiti usati.

  • giulia scrive:

    complimenti, bravissima!! (anch’io la cyclette la uso come attaccapanni..)

  • L scrive:

    se avessi spazio e se non mi fossi riproposta di smaltire lo stepper te lo prenderei io!
    Bello Mercatopoli, non lo conoscevo, naturalmente neanche un punto vendita nei paraggi, ma prima o poi…

    • tascabile scrive:

      lo sapevo io, che non sarei riuscita a sbolognare sto stepper :D
      mercatopoli qui c’è (a piacenza); mi sa che farò lo sforzo di andarci (anche se la tizia che lo gestisce è di un antipatico…).
      non so di dove sei, però prova a cercare altri mercatini (ce ne sono anche non a marchio mercatopoli; ad esempio a milano ce n’è uno che si chiama “di mano in mano2 che se non sbaglio ha più di una sede)

  • Gabriella scrive:

    Dalla foto sembra che il tuo armadio avesse bisogno più di essere riordinato che di smaltire il superfluo. Un tempo anche il mio era abbastanza disordinato, poi ho scoperto le scatole di ogni forma e misura e tutto ciò che non può essere appeso riposa ben piegato nelle scatole: una per le sciarpe e foulard, una guanti e cappelli, una per la biancheria, una per le mogliettine; così la mattina la ricerca dell’abbigliamento non diventa una caccia al tesoro.
    Buona vita Gabriella

    • tascabile scrive:

      ti assicuro che di roba inutile ce n’era a sacchi!!! ora lo vedi relativamente vuoto, perchè oltre all’armadio ho preso di mira la cassettiera liberando 4 cassetti su 4, quindi parte dei vestiti ha trovato posto lì :)
      le scatole dovrei procurarmele anch’io, soprattutto per tutte quelle cose che in ordine non vogliono proprio starci…

  • yliharma scrive:

    Che lavorone! Complimenti! Per la cyclette, secondo me fai bene a venderla, tanto se non hai avuto voglia di usarla finora…perché invece non ti prendi una bici e vai con il tuo Matteo a fare qualche giretto in campagna? Fitness a costo limitato e anche divertente! Altro che pedalare tristemente in salotto :P Io sto per fare l’acquisto: mi sono decisa a sostituire l’auto per andare a lavoro, almeno finché il tempo lo permette :)

    • tascabile scrive:

      mah, io la bici ce l’ho ancora, un’olandesina ereditata da una nonna acquisita rimessa a posto da noi; è a matteo che l’hanno rubata e, visto che aveva solo 6 mesi, non so se la ricompreremo immediatamente. in effetti, prima che gliela rubassero, facevamo dei bei giri… tristezza :(
      tu invece, vai al lavoro in bici? ottimo, se sei vicina risparmi e ti mantieni in forma!

  • yliharma scrive:

    Ancora no, mi manca la materia prima :D Oggi vado a vedere gli ultimi due negozi in città e poi decido quale comprare :) Spero di iniziare dalla prossima settimana.
    Da casa mia a lavoro sono poco più di 3 km di stradine di campagna, quindi è l’ideale! Sono anni che ci penso e non ho mai avuto il “coraggio” di farlo…questa è la volta buona! Poi sono 5 anni che faccio sempre vacanze estive in bicicletta e lo adoro: mi sembra stupido passare il resto dell’anno a sognare la bicicletta, posso anche fare dei giretti qui intorno nel weekend, in fondo vivo nella “verde Umbria” ;)
    Comunque per la questione bici/cyclette se non ricordo male esiste un tipo di supporto neanche troppo costoso per “trasformare” la bici in ciclette: in teoria quindi potresti comunque fare cyclette in salotto con l’olandesina di tua nonna…

  • Irina scrive:

    Da oggi c’è anche Reoose, l’ecostore del riutilizzo e del baratto. Puoi caricare quello che non ti serve più e scambiarlo con qualcosa d’altro oppure fare beneficenza.

  • Elisa scrive:

    Andate in bici!…da quando ho cominciato ad andare a lavoro in bicicletta ho scoperto un lato della mia città che non pensavo esistesse! Per non parlare dei benefici fisici: anche se inizialmente pensavo di non farcela (ero totalmente fuori allenamento) e le prime settimane dovevo alternare con altri mezzi, alla fine ho vinto io! Faccio tutti i giorni 12km di pedalata, risparmiando più di metà del tempo rispetto ai mezzi pubblici, non inquinando e a costo zero! Se lasciate a casa la macchina potete utilizzare i soldi che non spendete in carburante per comprare una bici o risistemarne una che già avete, come ho fatto io…provate per credere!!

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