sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

I sogni vanno nell’umido?

In questi giorni sono veramente troppo impegnata, tra le mie autoproduzioni e la chiusura dell’attività (ebbene sì, chiudiamo la nostra amata Effecinque; ironico come proprio nel mese in cui mi sto impegnando a non buttare via nulla, stia buttando nell’immondizia i miei sogni), però non mi sono dimenticata della mia eco-fatica e anche se non ho più pubblicato nulla, ho pesato la mia spazzatura indifferenziata in queste due settimane. Risultato: mezzo chilo scarso a settimana, lettiera dei gatti inclusa (di segatura). Posso dirmi soddisfatta, dato che fino a pochi mesi fa i miei rifiuti pesavano più o meno il doppio.

Non so di preciso come ho fatto a dimezzare la mia raccolta indifferenziata in otto mesi; credo dipenda da una serie di abitudini che si sono consolidate in questo tempo, prima tra tutte l’eliminazione – o comunque grande riduzione – dell’usa e getta. Inoltre produco da me cosmetici, saponi, liquori, marmellate e altro, quindi molti imballaggi non entrano nemmeno in casa mia e quei pochi che disgraziatamente ci arrivano finiscono riciclati per contenere le varie produzioni o per fare da stampo ai saponi. Spesso salvo innocenti barattoli dalle spazzature altrui, perché comprando pochissime cose confezionate, mi trovo in difficoltà. Mi piacerebbe poter dare altre idee a chi passa di qui, come ha fatto Claudia che ha riciclato le capsule del caffè, facendole diventare delle belle campanelline per l’albero di Natale, ma al momento non ho abbastanza tempo e spazio tra i miei pensieri per dare sfogo alla mia latente creatività.

Spero che la mia eco-fatica non venga vanificata dalla chiusura di Effecinque: abbiamo nella struttura praticamente mezza Ikea e dobbiamo liberare il posto entro fine anno, ce la faremo a vendere tutto? Lo spero vivamente, altrimenti oltre alla tristezza di vedere i nostri sogni infranti, si aggiungerebbe anche il senso di colpa nel dover portare tutto in discarica (no, non ho un box o una cantina e no, non posso affittarne uno). Incrociate le dita per questo decluttering non proprio felice.

PS: la foto è di Matteo.

Commenti

8 Responses to “I sogni vanno nell’umido?”

  • Laura scrive:

    Per cominciare ho condiviso la galleria di oggetti su FB e su Twitter, e poi… volevo giusto rifarmi l’ufficio in bianco… Devo pensarci seriamente!

  • elena scrive:

    …i sogni non vanno nella spazzatura, al massimo rientrano nel loro cassetto. Anch’io ho chiuso la mia botteghina 3 mesi fa; è stato come perdere un bambino, ma alla fine sono convinta che tutto quello che sono ora è passato anche da quell’esperienza.
    Hearts up cara! tutto si crea,nulla si distrugge :-))

  • Luisa scrive:

    “Nada está perdido si se tiene el valor de proclamar que todo está perdido y hay que empezar de nuevo” (Julio Cortàzar)
    Mi raccomando, ricorda di non buttare via i sogni, sono sicura che in un modo o nell’altro riuscirai a realizzarli :-)))!

  • Luby scrive:

    Ti capisco, anche io ho dovuto gettare un paio dei miei sogni…
    So cosa significa, so cosa si prova.
    Un abbraccio consolatore ed un immenso in bocca al lupo per i prossimi sogni

  • Lo scrive:

    i sogni possono andare nell’umido così diventano humus fertile per altri sogni, forse inutile dirlo quando si è dentro la chiusura, ma decanta questo momento per aspettarne di nuovi….io qui a casa metto la lettiera del gatto nell’umido che raccolgono porta a porta…è argilla naturale…e non mi hanno mai detto che non va bene :)
    good luck

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