sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Galeotto fu il buffet

La mia avventura vegana prosegue ed è un continuo sperimentare, sostituire ingredienti alle ricette già conosciute, provarne di nuove. Si impara presto che la frittata si fa con la farina di ceci, mentre nelle torte latte e uova si sostituiscono con olio di girasole e latte di soia o di riso. I formaggi sono irriproducibili, ma si possono creare delle brutte copie comunque buone e saporite. I risultati sono soddisfacenti ed evitare i prodotti animali a casa si sta rivelando molto più semplice di quanto credessi.

Poi ti ritrovi per un compleanno ad un buffet gratuito, non hai cenato e sul tavolo non c’è nulla che non contenga formaggio, dalla torta salata agli spiedini di verdure (dove hanno infilzato anche delle ciliegie di mozzarella). Cosa fai? Non mangi e ti lasci morire di fame? Protesti con il titolare per non aver offerto un’alternativa vegan? Vai da un’altra parte e abbandoni gli amici per inseguire la tua causa?
Queste e mille altre cose avrei potuto fare ma alla fine ho scelto la via più semplice: ho mangiato. Mi sono sentita terribilmente in colpa e mi è tornata alla mente la frase di un libro “se niente importa, non c’è nulla da salvare”.

Ho aspettato anche una qualche punizione divina: coliche, brufoli, un’improvvisa reazione allergica. Niente di tutto ciò; in compenso si è allagato il bagno a causa di un flessibile che ha iniziato a perdere ed ho sprecato due catini d’acqua. Anche per questo mi sono sentita in colpa, quelle gocce scandivano ogni cosa che non ho fatto e che avrei potuto fare: chiudere il rubinetto centrale dell’acqua, scegliere di mangiare altrove.

Per riequilibrare il mio karma vi lascio qualche piatto non solo vegano, ma pure di stagione; se cliccate sulle foto, di alcune trovate le ricette.

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Commenti

5 Responses to “Galeotto fu il buffet”

  • giulia scrive:

    Qualche mese fa anch’io volevo diventare completamente vegana, ma poi ho scelto un compromesso: a casa mangio sempre tutto vegano, quando mangio fuori cerco di mangiare il più possibile vegano, e poi pazienza. Non sono del tutto soddisfatta di questa via di mezzo, però non è male. Sostituti di carne e formaggi io di solito non ne mangio, secondo me ne senti bisogno all’inizio ma poi ne fai a meno senza problemi. Buona fortuna per questa tua avventura vegana, continua così!!

  • Luby scrive:

    Ed ecco perche’ sono flexitariana… Io cerco in tutti i modi di essere almeno vegetariana e poi puntualmente a cene da amici ecco che nel piatto mi ritrovo grigliate di carne, ben sapendo che non la sopporto poi! , i miei genitori, i suoceri, marito e tutto il parentado se non preparano carne sembra che il mondo crolli!
    E mi ritrovo spesso ad abbuffarmi di contorni e pasta( sperando che non sia ragu’…)
    Vegan per me sarebbe per ora impossibile.
    Un passo alla volta… La colpa non e’ tua!

    • tascabile scrive:

      anch’io all’inizio facevo come te (parliamo di quasi 10 anni fa). per i primi anni da vegetariana ero molto flessibile, nel senso che fuori casa mi capitava di mangiare carne. ad esempio da amici o parenti perché non avevo voglia né di mettere in difficoltà le persone che mi invitavano, né di star lì a spiegare come e perché non mangiassi carne. ricordo che una volta a pranzo da mia nonna, le ho chiesto di fronte alla parmigiana “c’è la carne dentro?”. risposta: “no, c’è il prosciutto, non c’è carne”. inoltre mangiavo il pesce.
      ora sulla carne e sul pesce non sono più flessibile e sono vegetariana al 100%, ma è anche merito del fatto che le cose sono cambiate rispetto a 10 anni fa e oggi se dico di essere vegetariana non mi guardano più come se dicessi “ho aderito ad una setta religiosa che non mi permette di mangiare animali”, come invece succedeva tempo fa.
      essere vegani però è ancora difficile, quindi credo che dopo questo mese diventerò una vegana flessibile così come 10 anni fa ero una vegetariana flessibile: eviterò i prodotti animali a casa mia e fuori casa se mi capiterà di mangiare latticini o uova non mi suiciderò in preda ai sensi di colpa :)

  • Denise Cecilia S. scrive:

    Ah! Quella degli affettati che non sarebbero carne mi è capitato di sentirla anche da mia mamma, e in seguito da altri.
    In quei casi sono riuscita a spiegare con pazienza che non era così, perché sapevo che la loro era un’ignoranza innocente, non maliziosa (altrimenti, conoscendomi, gli avrei staccato la testa a morsi). Inoltre non ho mai discusso con mia mamma di questioni alimentari, non è in grado di capire nè le interesserebbe, perciò cerco di rosicchiare qua e là qualche spazio di manovra libera; abituandola a certi prodotti piuttosto che ad altri o suggerendole le pietanze…
    … il mio obiettivo è diventare semi-vegetariana (al momento non riesco ad immaginare di rinunciare al pesce, e non ne sento il bisogno, anzi), ma concretamente non vivendo da sola e non avendo che un risibile “potere” in cucina mi limito a… limitare il consumo di carne come posso, e continuo a incrementare le mie alternative.

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