sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Bilanci di giustizia

Il mese è agli sgoccioli ed è ora di tirare le somme e fare un bel bilancio, nel vero senso della parola. In questi ventisette giorni non ho solo evitato qualunque spesa inutile, ma ho monitorato i miei unici acquisti, quelli alimentari; ora, calcoli alla mano, facciamo i conti.

Premesso che ho fatto la spesa tre volte (una a settimana) e che nel mio carrello rientrano il cibo per due persone e quattro animali, vediamo com’è andata. La prima settimana è stata un fallimento: da brava consumatrice pigra, sono andata al supermercato e oltre a quello che c’era sulla mia lista, mi sono fatta ammaliare dalle offerte (perché prima o poi quel prodotto mi servirà, no?), con effetti disastrosi sullo scontrino: 68,24 euro. A casa, dopo aver fatto i conti, sono arrivata alla conclusione che dovevo fare di più e meglio, perché spendere circa 280 euro al mese solo per mangiare è illogico.

La settimana successiva non è andata tanto meglio, dato che ho ridotto la spesa solo del 4%: il colpevole è sempre il supermercato con le sue offerte, ne sono certa. Però, rispetto a sette giorni prima, sono stata un pochino più brava; non perché sia riuscita a spendere tre miseri euro in meno ma perché per il 34% della spesa per noi umani e per il 100% di quella per gli animali ho scelto il biologico, comprato in due negozi specializzati. Sarà mica che i negozietti ci facciano risparmiare, o che addirittura il biologico costi meno?

Veniamo a sette giorni fa. La mia ultima spesa ha escluso del tutto il supermercato, dove non sono nemmeno entrata, e lo scontrino ne ha tratto beneficio dato che ho speso circa il 30% in meno rispetto ad inizio mese. Il biologico per noi bipedi è salito al 48% (quello per gli animali sempre al 100%). Oggi ho fatto la mia ultima spesa mensile, confermando le stesse percentuali e lo stesso importo. Si rafforza in me la convinzione che le super-offerte siano il male assoluto e che scegliere il biologico faccia risparmiare non solo in salute; il mio obiettivo comunque resta quello di spendere ancora meno e aumentare ulteriormente la quota di prodotti biologici. Mi aiuterà nell’impresa l’aver scoperto un universo di prodotti biologici e vegan low-cost, di cui vi parlerò, promesso. A breve dovrebbero tornare di nuovo disponibili gli ortaggi del contadino e sarà la svolta, dal punto di vista del risparmio.

Involontariamente ho aderito ai bilanci di giustizia, spostando gradualmente i miei consumi verso prodotti più sani ed etici rispetto a quelli che normalmente si acquistano, risparmiando.

 

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Le 12 (eco) fatiche

Il progetto è quello di rinunciare ad una cosa al mese, per dodici mesi.
A partire dal 1° maggio porterò avanti una rinuncia per 30 giorni, al termine dei quali valuterò se il sacrificio è risultato applicabile alla vita di tutti i giorni oppure impossibile.
A quel punto, deciderò se persistere o meno, oppure se optare per una via di mezzo. Del resto, per sapere se una cosa è indispensabile bisogna prima privarsene.

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