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Avere meno, vivere meglio

Trasferirmi in una casetta di trenta metri quadri ha richiesto un decluttering senza indugi. Non il decluttering del mese senza superfluo, non il decluttering che normalmente si fa in una casa prendendo di mira un cassetto alla volta, una stanza per mese, no: un decluttering senza esclusione di colpi, di quelli che non lasciano spazio a dubbi, ripensamenti, incertezze. Si fa di necessità virtù, se non si ha tempo da perdere e non si ha spazio per procrastinare, tutto diventa più facile, la lista degli oggetti che non troveranno posto nella nuova casa non perdona. Il mese che ha preceduto il trasferimento è stato tutto un regalare cose accumulate negli anni, dimenticate nei cassetti, dietro le antine, nascoste dalle porte, infilate in fondo all’armadio, sotto il letto, ovunque. Ho vissuto momenti tragici, sommersa da scatoloni, ricordi, un disordine infinito che da fuori mi arrivava alle ossa, ma ripeto, la mancanza di tempo e di spazio mi hanno dato un’enorme spinta a liberarmi del superfluo senza voltarmi indietro.

Per riuscire a capire quali oggetti tenere e quali no, ho seguito più o meno questa logica:
1. stabilire cosa mi serve e cosa mi piace davvero;
2. decidere cosa ci sta nella nuova casa tenendo come priorità ciò che è indispensabile;
3. tenere solo i ricordi non ingombranti (in termini di spazio e di emotività);
4. eliminare tutto il resto.

Se ne sono andati per sempre, tra le tantissime cose: Wii, stepper, Mokona, pale da soffitto, vasi e sottovasi per le piante, stoviglie e utensili vari per la cucina, millemila servizi da caffè, svariati mobili e ben cinque sacchi di vestiti, scarpe e borse destinati alla Caritas. Sono molto soddisfatta di non aver buttato via praticamente nulla, perché il decluttering va benissimo, lo spreco no.
I libri sono momentaneamente parcheggiati in un box in prestito; l’intenzione è quella di donarli alla biblioteca ed ora che il peggio è passato giurin giuretta me ne occuperò. In casa ho tenuto solo i manuali da consultazione, per tutto il resto c’è il Kindle.
Nonostante lo sfoltimento, la mia casetta ha tutto ciò di cui ho bisogno e se volessi proprio essere pignola, potrei rinunciare ancora a qualcosa (per dirne una, mi sono accorta di utilizzare solo un servizio di tazzine, ma ne ho tenuti tre).

Il vantaggio principale di tutto questo decluttering è l’ordine: io, disordinata cronica, per la prima volta nella vita ho “ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa”. Niente che non sappia dove mettere, nulla di cui non sappia cosa fare. Non perdo più tempo a cercare l’unica cosa che mi serve tra mille cose che potrei non avere. Nella vecchia cucina ad esempio c’erano sette cassetti, qui solamente tre: uno è utilizzato come dispensa, l’altro contiene la biancheria pulita, l’ultimo gli utensili. La comodità di cercare in un solo cassetto ciò che serve per cucinare è indescrivibile. Fino a un mese fa dovevo aprire come minimo tre cassetti prima di trovare quel cucchiaio; se la questione si faceva seria arrivavo a rovistare nel quarto, poi nel quinto e così via. La cipolla in padella nel frattempo passava da dorata a bruciata. Ora il cassetto è uno, se quel cucchiaio non è lì, probabilmente non esiste più e me ne faccio una ragione prima che la cipolla bruci. Lo stesso vale per i vestiti: ho un armadio con due ante, se quel vestito non è lì, non è necessario smontare tutta la camera per trovarlo.
Ovviamente l’ordine si traduce poi in pulizie velocissime, tempo per vivere (meglio) la propria casa e il fuori-casa e di conseguenza la sanità mentale che sto riconquistando :)

Commenti

15 Responses to “Avere meno, vivere meglio”

  • Paola scrive:

    Insomma, un sogno! Brava! Dammi tempo, e quando sarò pronta proverò a imitarti :)

  • Lo scrive:

    cerco di mettere in atto piccole versioni edulcorate di questo importante concetto…le cose che non uso le ho sempre date via, ho la regola per i vestiti che se non li metto per una stagione via….e quelli che ho sono consumati fino alla fine…subiscono veri declassamenti…fino ad arrivare al giro cani in campagna :) complimenti
    la tua volontà è forte e questo è un grande dono

    • tascabile scrive:

      io invece ho tenuto vestiti nell’armadio per anni. anche dopo il mese senza superfluo, alcune cose erano ancora lì. più che di volontà, si tratta di necessità :P

  • L scrive:

    Che dire? Eccezionale!

  • Francesca scrive:

    Su questa eco fatica faccio fatica a seguirti, mio malgrado. Sebbene comprendo e approvo il discorso di eliminare il superfluo e di non accumulare continuamente cose, la scelta di andare a vivere in un appartamente piu’piccolo proprio non lo potrei fare.Ho da poco acquistato casa con il mio compagno,e devo dire che avere questa casa è la realizzazione di un sogno. Non è una reggia eh, ma una casa di 80 mq con giardino, in un bellissimo quartiere residenziale di quelli di cui parlavi nello scorso post. Abbiamo cercato di evitare di comprare mille cose, per evitare appunto di avere un accumulo inutile (che negli anni diventa poi catastrofico), ma non rinuncerei mai alla mia bella cucina spaziosa in cui cucinare, e al mio bellissimo giardino, che mi siedo a guardare in silenzio ogni giorno.Star bene per me vuol dire anche avere spazio per se.

    • tascabile scrive:

      ognuno ha le proprie necessità. io non ho rinunciato ad avere una cucina spaziosa perché mi piace cucinare e soprattutto spignattare con saponi e cosmetici :) per quanto riguarda il giardino, l’avevo da ragazza (quando vivevo con i miei) e pur essendo piccolo era abbastanza impegnativo (per mia madre, io non facevo nulla). ora ho un bellissimo balconcino e se ho voglia di verde sono circondata da parchi pubblici dove non devo nemmeno preoccuparmi di tagliare l’erba :)

  • yliharma scrive:

    complimenti!!! ero sicura che ce l’avresti fatta in maniera brillante :)
    io adoro le case piccolissime….il mio sogno è vivere in un appartamento piccolo piccolo dove non devo cercare per trovare le cose, come dici tu!

    ps. la tua amica somiglia un sacco a Oliva Dunham O__O

  • Eleonora scrive:

    Tra fine 2012 e inizio 2013 (Maya permettendo) dovrei trasferirmi in una villetta a schiera con il mio ragazzo per dare inizio alla nostra vita da conviventi!
    Il mio timore è di rendere la casetta ancora immacolata come la villetta dove vivo attualmente con i miei (cioè un tripudio di mobili, cianfrusglie, vestiti vecchi, roba inutile).
    Dammi la tua forza XD

  • silvia scrive:

    brava! e quanto senso di libertà danno quei pochi metri?
    quando mi son tolta dalle balle cianfrusaglie e robe inutili mi son sentita veramente bene. e ancora oggi vorrei buttare via tutto quello che non uso per un po’ (spesso si tratta di oggetti vari di nessun valore nè tanto meno usabili..)
    brava e bravi :D

  • Ste scrive:

    ciao, sai questo posto mi ha fatto pensare ad un libro che
    ho letto questa estate, non so se lo conosci:
    ‘La sfida delle 100 cose’ di Dave Bruno, un padre di famiglia che ha scelto di rinunciare al superfluo…
    Un libro davvero simpatico che si legge tutto d’un fiato!
    Ste
    complimenti il tuo blog mi piace tantissimo l’ho scoperto da poco e piano piano me lo visiterò tutto!

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Questo blog è sopravvissuto al trasferimento da Altervista grazie al preziosissimo aiuto di Andrea Beggi. Grazie :)
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