sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Le fatiche che non vi ho detto

Le mie dodici eco-fatiche si sono concluse; si è trattato di un esperimento volontario, portato avanti con lo scopo di dimostrare a me stessa se tutto quello a cui ero abituata fosse davvero utile o necessario. Può risultare comodo salire sull’auto e andare a fare la spesa al supermercato, infilare nel carrello una vaschetta di carne, sei uova di dubbia provenienza, delle banane confezionate, sei bottiglie d’acqua, lo sgorgante per il lavandino e uno shampoo di cui non abbiamo nemmeno letto l’etichetta. Tra uno scaffale e l’altro ci si può far tentare da quelle splendide tazze in offerta che non ci servono, o da quel tagliamela che costa solo un euro. In cassa si mette tutto nelle borse biodegradabili che costano dieci centesimi e si rompono dopo dieci passi, si risale in macchina e ci accende una sigaretta; una volta a casa, si riempie il frigorifero dove buona parte del cibo che abbiamo acquistato (lamentandoci per i prezzi troppo alti) rimarrà nei secoli dei secoli. Amen.
Questo è quello che ho fatto negli ultimi dodici mesi: rinunciare a dodici comodità, abitudini e comportamenti che molti di noi non mettono in discussione, perché fanno parte della normalità, di ciò che consideriamo naturale.

Ci sono però una serie di fatiche che non vi ho detto, nate per caso, involontarie, dalle quali non sono sempre uscita bene. Ve ne racconto due, una delle quali abbastanza infelice.
Per tre anni ho vissuto senza televisione e non perché fossi snob; semplicemente, quando si è passati al digitale terrestre la mia TV ha deciso di non trasmettere più nulla, il vuoto totale. Non sono mai stata un’amante della televisione ma di certo non mi aspettavo un taglio così netto dall’oggi al domani. Mi sono ripromessa di contattare l’antennista; è passato un mese, poi sei mesi, poi un anno. Dopo due anni Matteo ha preso in mano la situazione e ha chiamato finalmente il tecnico che ci ha informato del fatto che il cavo dell’antenna che avevamo installato era in realtà un cavo della videosorveglianza: bastava cambiare un cavo, facile. Non l’abbiamo fatto, per il seguente principio: se non ci è servita fino ad ora, possiamo farne a meno (il principio è della mia amica Martina, fatene tesoro). Nella nuova casa la televisione c’è e si vede, ma vi assicuro che si stava meglio quando non c’era.

La seconda fatica che non vi ho detto (quella infelice) è che in fase di trasloco si è rotta la lavatrice. Niente dovrebbe spaventare una che è riuscita a vivere senza frigorifero, ma provate voi ad avere un mostro di ferro che – senza apparente motivo – sputa acqua in quantità, allagando completamente la casa mentre una montagna di vestiti da lavare vi guarda con aria di disappunto (e ovviamente non avete una vasca da bagno). Tutto ciò succedeva durante il mese “senza sprechi d’acqua”, perché la vita sa essere molto ironica.
Passato lo sconforto iniziale (momento che è coinciso con la telefonata alla mamma e la sua frase salvatrice “portali da me i vestiti, te li lavo io”), ho valutato l’idea di rinunciare per sempre alla lavatrice e passare alle lavanderie a gettoni. Ho fatto due calcoli e vi assicuro che se si ha già una lavatrice non è conveniente per nulla, quindi ho deciso di far riparare il mostro e vissero tutti felici e contenti.

Tutto ciò per dire una cosa ovvia che (forse) affronterò nel prossimo post :)

 

Commenti

12 Responses to “Le fatiche che non vi ho detto”

  • L scrive:

    “senza lavatrice” è stata una mia (eco?)fatica assolutamente involontaria durata quasi due anni: la casa in cui avevo traslocato non l’aveva ed era talmente piccola che studiare dove metterla non è stato facile. Tra l’altro non c’era proprio l’attacco, quindi la cosa è andata un po’ per le lunghe. La lavagettoni era praticamente davanti casa, ma nonostante questo non è stato nè comodo, nè economico. Se è vero che con 2 euro potevo fare un carico di 10 kg, è pure vero che non è pratico e neanche igienico aspettare 10 giorni per accumulare 10 kg di biancheria…nel frattempo non voglio immaginare quali proliferazioni!!! Per una modica cifra ho comprato una lavatrice di classe A che, comunque, anche ora che siamo in 2 bipedi + 1 quadrupede, non fa mai più di due cicli a settimana, naturalmente a pieno carico e ciclo eco!

    • tascabile scrive:

      pensa che qui il lavaggio costa 3,50 euro nella macchina da 5 kg (asciugatura esclusa, ovviamente).

      • elena scrive:

        La tele adesso ce l’ho anch’io,e solo perchè nel forfait dell’operatore telefonico che ho scelto per avere internet illimitato a un prezzo ragionevole (in Gallia gli abbonamenti tecnologici costano tanto,ma tanto di più che da noi),c’erano pure comprese telefonate illimitate sui telefoni fissi -perfetto per le chiamate ai vecchietti e alle amiche – e Tv digitale…ma ho perso l’abitudine in due mesi di astinenza. In pratica,non la guardo affatto. La lavatrice,invece è una tragedia. Le lavanderie automatiche costano un botto (4,30Euro per 7 kg),ma nei 23 mq non ci sta un armadio,figurarsi una lavatrice…per adesso sto così,poi si vedrà

  • Ste scrive:

    anche io ho avuto problemi con la mia lavatrice ultimamente…allagamenti, muffe, puzza sui vestiti…ero tentata di iniziare a lavare a mano, tanto secondo me vengono pure meglio! pero’ ho poi fatto 4 conti: siamo in 4 in famiglia, con due bimbi piccoli-….avrei passato ore e ore a fare bucato…sinceramente mi capita di lavare ancora capi a mano, anche perche’ mi piace…ma è una tantum..che mi consente di non fare troppi lavaggi con la lavatrice. E l’acqua del bucato a mano la riciclo poi per lavare pavimenti e per per il water….
    Comunque alla fine anche io ho riparato la mia lavatrice…

    • tascabile scrive:

      sì, tra riparare la lavatrice e buttarla per passare al lavaggio a mano o alla lavanderia a gettoni direi che vince la prima opzione (sia economicamente che ecologicamente).

  • sere scrive:

    davvero fatiche!per me è impensabile vivere senza tutto cio, perche è innegabile che frigo/lavatrice ci semplificano la vita. Anche se ti stimo per esserci riuscita!

  • Milkfree scrive:

    Ti ammiro molto per le fatiche che hai messo in pratica..per molti di noi, me compresa, restano dei buoni proprositi mai realizzati.
    Per quanto riguarda la lavatrice farei davvero fatica a rinunciarci:un po’perchè non sono molto brava a lavare a mano, un po’per mancanza di spazio e di tempo!

  • yliharma scrive:

    lavare a mano è impensabile…uno spreco enorme di acqua e sudore…io mi limito a questa opzione solo per il reggiseno (che in lavatrice si distrugge), tutto il resto, maglioni inclusi va dentro il “mostro di metallo”.
    ora poi abbiamo comprato una nuova lavatrice A+ che consuma la metà di quella vecchia e i panni escono quasi asciutti e senza pieghe…non so come faccia, non chiedo…è un miracolo :D
    della tv si può fare assolutamente a meno, negli ultimi due anni ci avrò visto sì e no due film, la uso solo per il tg del mattino…

  • Lo scrive:

    mamma mia senza lavatrice….non è facile per niente…io forse cerco compromessi…la mia vecchia lavatrice funziona con l’acqua calda che produciamo e con la corrente che produciamo…lavo nel modo più ecologico che posso, sempre a mezzo carico per non sprecare l’acqua, sempre con miscele eco per non inquinare…la lana la lavo a mano…si lo confesso per non rovinare i maglioni che ho sferruzzato con fatica….più di così non ci riesco…mannaggia.

  • Selena scrive:

    La mia s’è rotta a ottobre scorso. Per 2 mesi ho provato l’ebrezza di lavare a mano e dico che no. Ho provato anche la lavatrice a gettoni (abbastanza vicina ma lasciata a sé, quindi lavatrici zozze e asciugatrici che ne va 1 su 4). Mai più. Si può vivere senza tv, senza frigo, senza lavastoviglie (scomodo ma si può), ma la lavatrice non può mancare. :P

    • tascabile scrive:

      concordo :) anche senza microonde, ferro da stiro… ma senza lavatrice MAI :D
      qui la lava-gettoni è pulita e funziona bene, ma resta comunque cara rispetto alla lavatrice, secondo me.

  • Isabella scrive:

    Lavando a mano ci si riappropria in realtà di un tempo nostro, una pausa di tempo che ci offre un’opportunità opportunità per riflettere in un era nella quale si corre sempre più svelti per non giungere mai da vero in nessun luogo.
    Io adesso dico: “Abbasso lavatrici, lavapiatti e robot, riappropriamoci della nostra vita, una vita che ci vuole a volte schiavi per poter apprezzare il senso più profondo delle cose!”
    ISA

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