sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Dado autoprodotto for dummies

Lo scorso fine settimana ho partecipato ad Idea Verde, manifestazione che quest’anno aveva come tema la Terra e durante la quale ho proposto tre laboratori sulla cosmesi fai da te a base di frutta e verdura. In queste due giornate ho conosciuto, tra gli altri, Gli Strulgador, che mi hanno insegnato a preparare il dado vegetale con un metodo semplicissimo, ispirato a una ricetta di questo libro. Non occorre cuocere, essiccare, bollire: si fa tutto a crudo e in pochi minuti, quindi mi sembra doveroso condividere il procedimento per tutte le auto-produttrici pigre come me.

Per prima cosa bisogna scegliere le verdure: io ho usato tre carote, qualche gambo di sedano, una cipolla e uno spicchio d’aglio. Le verdure si possono sostituire in base alla stagione e al proprio gusto personale. Ad esempio si può utilizzare la zucca al posto della carota, il finocchio o le foglie di cavolo invece del sedano, lo scalogno o il porro in sostituzione di aglio e cipolla; se invece lo vogliamo proprio con carote, sedano e cipolla, basta preparare il dado in grandi quantità quando questi ortaggi sono disponibili e poi conservarlo in barattoli chiusi per tutto l’anno.

verdure
Tagliate le verdure, si scelgono gli aromi. Sul davanzale avevo basilico, timo, salvia, rosmarino, erba cipollina e prezzemolo, quindi ho preso una piccola manciata di queste erbe aromatiche.

aromi

Ora si prendono le verdure precedentemente tagliate in modo grossolano e si inseriscono nel robot da cucina per tritarle finemente. Io le ho preparate una alla volta; prima le carote, poi il sedano e infine la cipolla con l’aglio e le foglie degli aromi.
Il trito ottenuto va pesato, bisogna aggiungere il 20% di sale integrale e mescolare il tutto molto bene.

trito

Le verdure con il sale produrranno molta acqua; io l’ho filtrata in parte con un colino ma mi è stato detto che non ci sono problemi di conservazione anche se non si effettua questa operazione.  Se decidete di filtrarla, l’acqua ottenuta può essere utilizzata per insaporire i piatti al posto del dado o del sale.
Ho messo il mio dado in un barattolo e in teoria dovrebbe conservarsi a temperatura ambiente (se non vi fidate, mettetelo in frigorifero). Nella foto qui sotto, il risultato:
barattolo

Non l’ho ancora provato in cucina, ma ne ho assaggiato un pizzico ed è salatissimo. Credo che un cucchiaino basti ad insaporire un sugo per due persone. Che ne pensate, vi piace? Avete altre ricette o metodi per preparare il dado in casa?

Commenti

8 Responses to “Dado autoprodotto for dummies”

  • Roberta scrive:

    Interessante!
    Io procedo con la stessa preparazione a crudo di verdure tritate. Non metto sale e surgelo in contenitori (o anche in sacchetti gelo salvaspazio). Non essendoci sale, ovviamente le dosi in cuicna di questo trito sono maggiori, ma io preferisco la cucina senza sale, esaltando i gusti solo con le verdure!
    Lo svantaggio di questa mia proposta è l’utilizzo del congelatore e quindi gli spazi limitati per lo stoccaggio (io faccio di volta in volta il mio sacchettino mensile e poi lo rifaccio quando sta per esaurire). Dal punto di vista nutrizionale, invece, il plus è l’assenza di sodio…

    Da provare entrambe le soluzioni…

  • Marianna scrive:

    Io seguo la procedura a caldo e mi trovo benissimo.
    Dopo aver tagliato finemente verdure e aromi, li faccio cuocere a fuoco bassissimo ricoperti di sale, per circa un’ora e mezza.
    Poi frullo il tutto e conservo la crema in barattoli.
    Un cucchiaio corrisponde all’incirca ad un dado.

  • Susanna scrive:

    Anch’io faccio come Marianna,preparo la versione cotta,ma metto anche 2 pomodori pelati e le zucchine.

  • lo scrive:

    Si si é proprio come lo faccio io…allora sono una pigra pure io!

  • Laura scrive:

    L’anno scorso ho provato anch’io a farlo a crudo e devo dire però che l’effetto finale non è quello del brodo istantaneo… cioè, se le verdure sono precotte e poi frullate, basta metterle nell’acqua calda e il gioco è fatto, altrimenti ho trovato che per ottenere un brodo ben insaporito è necessario far bollire per qualche minuto… c’è da dire che io lo faccio con solo parti di scarto, molte dure o già secche, come ad esempio le foglie esterne del cavolo o della cipolla, la buccia delle zucchine più grandicelle, i torsoli interni dei peperoni, etc., che senza cottura tendono a restare un po’ duretti anche frullati e salati… qualcun altro ha provato?

  • Anna scrive:

    Conoscevo già la preparazione, l’ho fatto due o tre volte in quantità semi industriale,per poi averlo pronto all’uso. In effetti resta molto salato!.. quindi bisogna fare poi attenzione quando lo si adopera nelle varie pietanze. Ho provato a diminuire un po’ il sale ma non è cambiato molto; d’altronde non si può nemmeno toglierne troppo,perchè è quello che conserva il preparato nel tempo.
    Comunque sicuramente tutto molto naturale !

  • Elisa scrive:

    Scusate la domanda, ma per la versione cotta quanto sale bisogna mettere?

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