Il vino naturale in Italia

Sono da sempre amante del vino, assolutamente non esperta ma sicuramente grande consumatrice. Da vegetariana, quando ho letto  che alcuni vini vengono chiarificati con ingredienti di origine animale, tra cui la gelatina, ho temuto di dover smettere di bere per questioni di coerenza e ho capito che avrei dovuto trovare una soluzione per poter conciliare l’amore per il vino e l’amore per gli animali.

A Natale mi è stato regalato il libro sui vini naturali e artigianali in italia (Vino Critico, a cura di Officina Enoica, Edizioni Altraeconomia e qualche giorno fa mi sono presa la briga di contattare quasi tutti i produttori che vengono citati nel libro per chiedere delucidazioni relative al processo di chiarificazione dei vini.
Inizialmente l’intento era quello di stilare un elenco di produttori che non utilizzassero ingredienti di origine animale per chiarificare il vino e di pubblicare l’elenco sul blog, una sorta di rubrica per vegetariani e vegani che amano bere.

Cos’è la chiarificazione del vino e a cosa serve
La chiarificazione avviene soprattutto sui vini bianchi e viene effettuata per eliminare eventuali intorbidimenti del vino e renderlo quindi limpido: il vino infatti può risultare velato a causa della presenza sostanze proteiche, colloidi di diversa natura provenienti dall’uva e dalla fermentazione, lieviti e altri microorganismi che hanno permesso la fermentazione.
Tra i produttori di vini naturali qualcuno non fa la chiarificazione perché – dice – usando uve di qualità non ce n’è bisogno; altri lasciano decantare il vino sfruttando il tempo e il freddo; altri ancora chiarificano solo quando necessario aggiungendo piccolissime quantità di bentonite, un’argilla. Nessuna traccia di ingredienti di origine animale.

Cosa contiene il vino oltre all’uva
Parlando con i vignaioli ho però scoperto che la chiarificazione del vino è un po’ l’ultimo dei problemi. Un gentile vignaiolo mi ha fatto un quadro sintetico sui trattamenti che subisce il vino e mi ha spiegato che nelle grosse aziende l’uso di diserbanti, anticrittogamici, insetticidi e sostanze ormonali sono diventati trattamenti di routine modificando in modo pericoloso gli ecosistemi, indebolendo le piante e inaridendo i terreni agricoli. In cantina si aggiungono poi, oltre ai chiarificanti (che possono essere minerali o animali), lieviti selezionati liofilizzati, nutrimenti per i lieviti, correttivi (acidificanti, disacidificanti, aromatizzanti, enzimi per modificare il colore) e altre sostanze per modificare e correggere il vino a seconda delle esigenze del mercato.
A quanto pare il vino è l’unico alimento esentato dall’inserire in etichetta tutti gli ingredienti e nemmeno quando si beve vino biologico si può dire di star bevendo un vino naturale, come indicato dall’immagine qui sotto che mette a confronto vino convenzionale, vino biologico, vino biodinamico e vino naturale (e tu che stai a guardare se il vino contiene o non contiene solfiti).

bottiglie-ingredienti
Il vino naturale
Quando ho chiesto ai vignaioli che producono vino naturale cosa contenesse il loro vino, la maggior parte di loro ha risposto: uva.
Dato che per la nostra salute e per quella dell’ambiente è importante tutelare le terre e tutelare i prodotti che da quelle terre si ottengono, eccovi un elenco (parziale, perché molti indirizzi di posta elettronica a cui ho scritto non erano più validi) dei vignaioli che producono vino naturale in Italia e che hanno gentilmente risposto alle mie email:

Un vino naturale ha un prezzo non inferiore ai 4-5 euro, se acquistato direttamente dalle cantine. Chi volesse saperne di più può leggere la Guida al vino critico 2015 e consultare il sito Sorgente del vino, dove è possibile anche acquistare online.