Che lavoro fai?

Questo post nasce dopo una serie di riflessioni ispirate dal post di Erbaviola che ho letto qualche giorno fa.

Alla domanda “che lavoro fai?” mi trovo sempre in grandissima difficoltà. Eppure lavoro e il mio lavoro richiede impegno, tempo, preparazione, mi pagano pure (poco, ma mi pagano) e non è per niente male. Solo che non svolgo un lavoro “tradizionale”. Prima di tutto perché lavoro da casa, in secondo luogo perché non saprei come definire che lavoro faccio e infine perché molte persone temo siano convinte che il mio sia un ripiego, più che un lavoro.
Così, alla domanda “che lavoro fai?”, spesso rispondo che studio (in effetti avendo conquistato due borse di studio, studiare potrebbe quasi essere considerato un lavoro, nel mio caso). Mi fermerei lì ma capita che i più curiosi vogliano saperne di più: e come ti mantieni? Io spiego quella faccenda delle borse di studio e a volte aggiungo che sì, poi scrivo. Lo dico sempre con un certo timore, perché so come va a finire.
Perché quando poi specifico che lavoro da casa e che scrivo articoli e ho pubblicato un libro (ah, sì, un libro? e di cosa parla?), un manuale sulla cosmesi fai da te e i saponi fatti in casa e organizzo anche corsi per insegnare agli altri a fare cosmetici e saponi, scende il gelo. Non so cosa succeda nella mente del mio interlocutore ma percepisco un senso di imbarazzo. Probabilmente pensa che lavorare da casa non possa essere considerato un vero lavoro oppure che abbia scritto il manuale “donna, fai anche tu le tue saponette colorate, sai che soddisfazione?”, che insegni alle casalinghe come si spalma una crema, che il prossimo libro tratterà di come costruire modellini delle navi nelle bottiglie (chissà poi come fanno a costruirli i modellini delle navi nelle bottiglie, è chiaro che il prossimo libro non sarà su questo) e ripete nella sua testa “ma poverina, cosa le tocca fare per campare”. La conversazione in genere si sblocca con una frase tipo “ma hai provato a sentire dall’azienda x, magari riesci a trovare qualcosa part-time, così puoi anche studiare”.

Ora, io mi rendo conto di non essere l’autrice del bestseller dell’anno e di non collaborare con una testata nazionale (il mio conto corrente ne è molto consapevole), e normalmente tendo a sminuire moltissimo me stessa e quello che faccio ma questa settimana l’oroscopo di Rob mi ha consigliato di individuare le persone che hanno tentato di pormi dei limiti e spegnere il mio entusiasmo e mi sono resa conto che la migliore boicottatrice di me stessa sono io. Quindi oggi vorrei sospendere il mio autoboicottaggio e rispondere finalmente alla domanda “che lavoro fai?”.

Faccio il lavoro che amo, quello che sognavo da bambina, e mi ritengo immensamente fortunata. Ho odiato il 90% dei lavori che mi sono capitati nella vita e sono fortunata perché il lavoro atipico e la crisi mi hanno di fatto permesso di trovare altre strade e scappare dal lavoro “convenzionale”. Sono fortunata perché oggi non solo faccio quello che mi piace ma lo faccio anche con i miei tempi, negli orari che preferisco, a casa mia e senza un capo che mi sta addosso. Sono fortunata perché lavorare in questo modo mi permette di avere tempo e quel tempo mi consente di frequentare l’università, università che mi dà modo di specializzarmi nel settore che ho scelto. Ho deciso di occuparmi di cosmesi non perché sia una fanatica di creme e make up, non lo sono per niente, ma perché è una materia affascinante, dove c’è da studiare molto e attraverso la quale posso coinvolgere le persone in qualcosa che li diverte e trasmettere loro quello in cui credo anche se all’apparenza non interessa la cosmesi (il rispetto per l’ambiente, per fare un esempio).
Sono fortunata perché l’aver scelto di vivere con poco non mi costringe a fare un lavoro che detesto o che mi toglie due terzi di vita per mantenere un determinato stile di vita e per comprare cose superflue.
E io ho proprio scelto questo tipo di vita. L’ho scelto quando ho tagliato le spese, quando invece di abbattermi di fronte al “lavoro tipico” che non si trovava più e continuare a inseguire il “sogno” di un contratto a tempo indeterminato ho usato quel poco che avevo per investire su me stessa, quando ho rifiutato lavori che mi avrebbero solo dato uno stipendio per continuare a concentrarmi su quello che davvero volevo fare (vivendo mesi e mesi economicamente difficilissimi e subendo il giudizio, parecchio negativo, di chi mi stava vicino).
Dunque finché questa fortuna durerà (sono consapevole che tutto questo possa finire da un momento all’altro) finché ci sarà qualcuno disposto a credere in me, io continuerò a fare questo bellissimo lavoro poco tradizionale che mi permette di sentirmi libera e di vivere, nel senso più vero e profondo del termine.

Buon primo maggio a me, ai lavoratori atipici per scelta ma soprattutto a tutti coloro che stanno ancora facendo un lavoro che odiano e a tutti coloro che stanno ancora cercando il loro lavoro.

2 commenti

  1. Ciao Tatiana,
    ho letto molto volentieri questo tuo articolo, più di altri, decisamente attirata dal titolo. Prima di diventare moglie e madre – casalinga – svolgevo un lavoro che più o meno mi dava delle soddisfazioni e che per un certo periodo di tempo ho creduto potesse essere il mio per la vita ma non avevo più voglia di studiare soprattutto quando a 30 anni decidi di diventare madre, non credo possano conciliarsi bene pannolini e giurisprudenza, troppo impegnativo! Forse, non era quello che volevo veramente e in effetti sono ancora alla ricerca del “mio lavoro”.
    Se tu hai trovato la tua strada, continua in questa direzione, non importa quanto guadagni ma lo spirito con cui ti alzi al mattino non ha prezzo.
    Sii fiera davanti a tutto e tutti.
    In bocca al lupo, Cinzia.

    1. Autore

      Ciao Cinzia. Penso che non esista un’unica strada nella vita ma che ci siano strade diverse che si percorrono in momenti diversi. Ora faccio questo, domani chissà. Così come tu oggi stai facendo la moglie, mamma e casalinga, probabilmente perché è la strada giusta in questo momento. Quando vorrai prendere un’altra strada, troverai il modo :)
      In bocca al lupo anche a te :)

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