Con questo post inauguro un nuovo appuntamento qui sul blog. Una volta al mese ospiterò un’artista di natura, cioè un’artista che usa la natura nel proprio lavoro, per ispirarsi o per realizzare le proprie creazioni.
Tengo molto a questa nuova rubrica perché spesso, come oggi, sarà un’occasione per coniugare due cose che amo: natura e artigianato.
Per quanto riguarda l’artigianato credo che gli oggetti realizzati a mano abbiano parecchie marce in più rispetto a quelli fabbricati in serie in qualche capannone di vattelapesca, da lavoratori spesso sfruttati e sottopagati e usando materiali di dubbia provenienza nonché metodi di lavorazione inquinanti o dannosi per l’ambiente.
Sono convinta che il rispetto per se stesse, per la natura e per l’ambiente passi anche dall’acquistare meno e meglio. Rivolgersi a piccoli produttori e sostenere la loro arte e creatività è sicuramente un atto di amore verso il nostro ambiente e non solo. In più, vuoi mettere indossare un paio di orecchini unici al mondo e fatti a mano solo per te?

Dopo la lunga e doverosa premessa, questo mese ti presento Luisa de “La Grenouille ceramiche”, un’artista che usa piante e argilla per realizzare opere uniche e bellissime. Ti anticipo che Luisa ha deciso di riservare uno sconto del 10% a te che leggi il mio blog, in fondo al post ti spiego tutto.

La Grenouille ceramiche: chi è e cosa fa Luisa

Luisa mi ha raccontato che la sua passione per la ceramica è nata dopo quella per la natura, che il mondo vegetale e animale l’ha sempre stregata e che non smette mai di meravigliarsi. Mi ha anche confidato che la ceramica per lei è lentezza, passione e amore per un ambiente che sta soffocando nella plastica.
Così ha coniugato la passione per la ceramica e l’amore per la natura e da questa unione è nata La Grenouille con una linea di prodotti davvero particolare. Le opere di Luisa sono infatti realizzate imprimendo sull’argilla fresca le piante che raccoglie durante le escursioni in Valpolicella.
Nelle sue creazioni, insieme alle piante, sono spesso presenti uccellini come le cince e i pettirossi che le fanno compagnia in inverno in giardino e che visitano assiduamente le mangiatoie a loro disposizione.

Luisa mi ha spiegato un po’ la sua tecnica. Dopo aver impresso fiori e foglie sull’argilla, procede con una decorazione a crudo con ingobbi e poi alla biscottatura in forno a 1000 gradi. Successivamente utilizza un ossido per evidenziare le venature delle piante, immerge le ceramiche in cristallina e procede all’ultima cottura a 980 gradi.
Con questa tecnica realizza tazze, tazzine, oggetti d’arredamento, ma anche orecchini, spille e collane. Il risultato è stupendo, come vedrai nelle prossime foto.

La Grenouille ceramiche e la natura da indossare

Tra le creazioni di Luisa mi piacciono tantissimo gli accessori. Guarda ad esempio questi orecchini, sono stupendi.

Se preferisci le spille agli orecchini, in questo album ne trovi moltissime. Per questo post ho scelto di mostrarti quella realizzata con una foglia di salvia, dato che ho scritto un libro dedicato a questa pianta.
La salvia è un’erba aromatica considerata “amica delle donne” perché utile nei disturbi legati al ciclo mestruale e alla menopausa; la salvia è anche simbolo di longevità, il suo nome significa “salvo” e un trattato medievale recita che “il desiderio della salvia è di rendere l’uomo immortale”.
Luisa utilizza molto le foglie di salvia, che ha definito regina in questa tecnica poiché la carnosità della foglia lascia un’impronta eccellente sull’argilla.

Se poi ami cucire o personalizzare i tuoi abiti, non puoi non amare questi bottoni fatti a mano (io non so cucire ma li amo comunque).

La Grenouille e le ceramiche per la tua casa

Oltre agli accessori da indossare, Luisa realizza anche oggetti per rendere più bella la tua casa. Da erborista non posso non farti vedere almeno una tazza fatta a mano per il tuo “momento tisana”.

Ovviamente non posso che trovare irresistibili anche questi “segna pianta” per le piante aromatiche da coltivare nell’orto o sul balcone.

Ti piacciono le creazioni di Luisa? Allora vai a trovarla sulla sua pagina Facebook.
Vuoi acquistare i prodotti di Luisa? Come ti dicevo all’inizio del post, per te che mi leggi Luisa ha riservato uno sconto del 10%, valido da oggi e per un mese. La parola d’ordine è “Leggo Tascabile” e ti basta comunicarla a Luisa prima del tuo acquisto. Facile, no?

PS: ci tengo a dirti che per questo post non ho ricevuto alcun compenso, sconto, regalo o altro. Ho conosciuto Luisa e le sue creazioni attraverso Facebook e l’ho contattata per parlare di lei senza ricevere nulla in cambio.
Se anche tu sei un’artista di natura e vuoi che parli di te, puoi segnalarmi la tua attività nei commenti.

La primavera non è tutta rosa e fiori, se soffri di allergia a pollini&Co. Sicuramente conosci bene i sintomi delle allergie primaverili: prurito al naso, starnuti, tosse, prurito e gonfiore agli occhi, naso che cola e occhi che lacrimano. Un bel quadro di fastidi, non proprio il massimo per affrontare al meglio la primavera.
Contro le allergie primaverili in genere si assumono antistaminici e quelli di nuova generazione non danno più quella terrificante sonnolenza come effetto collaterale. Se però cerchi un rimedio naturale contro i sintomi delle allergie, ci sono erbe che possono darti una mano a tenere a bada i sintomi.
Grazie alle incredibili proprietà delle piante è molto probabile che in erboristeria tu possa trovare un rimedio adatto a te.

Tisana contro i sintomi delle allergie primaverili

Per calmare i sintomi delle allergie primaverili ti riporto ad esempio questa tisana: la ricetta non è mia ma del Dott. Zambotti, che consiglia di assumere tre tazze di infuso al giorno.

> 30 grammi di Ribes nero, foglie (Ribes nigrum)
> 30 grammi di Piantaggine, foglie (Plantago lanceolata)
> 20 grammi di Elicriso, fiori (Helicrisum italicum)
> 20 grammi di Liquirizia, radice (Glycyrrhiza glabra)

Altre piante che possono aiutarti contro le allergie primaverili sono l’Agrimonia (Agrimonia eupatoria) e la Piantaggine maggiore (Plantago major).

Erbe contro le allergie primaverili

Le piante sono esseri meravigliosi ma ovviamente l’effetto che hanno su di noi non è dovuto a una magia. Le piante contengono infatti sostanze che esplicano un effetto biologico sul nostro organismo e dunque ci aiutano a stare meglio (o peggio, dipende dalla pianta).

Se sei curiosa di sapere cosa contengono e per cosa si usano le piante della tisana sopra, eccoti accontentata:
> le foglie del ribes nero contengono flavonoidi, proantocianidine e acidi fenolici. Sono utilizzate per la loro azione antiallergica, antinfiammatoria, analgesica e diuretica;
> le foglie della piantaggine contengono mucillagini, tannini, acidi fenolici e glicosidi iridoidi. Hanno azione spasmolitica, immunostimolante e antinfiammatoria. La piantaggine si usa, tra le altre cose, come emolliente in caso di tosse secca;
> i fiori di elicriso contengono flavonoidi, olio essenziale, umbelliferone, tannini e principi amari. L’elicriso ha azione spasmolitica e mucolitica;
> la radice di liquirizia contiene saponine triterpeniche, flavonoidi, chalconi e cumarine, polisaccaridi e olio essenziale, è espettorante, emolliente e antinfiammatoria. La liquirizia è usata per fluidificare il muco e favorirne l’eliminazione e per lenire l’irritazione in caso di tosse.

Dato che le piante contengono sostanze attive, avranno anche effetti collaterali e interazioni, giusto? Giusto. Ad esempioi la glicirrizina presente nella liquirizia può causare ipertensione ed edema e interagisce con diversi farmaci, tra cui gli antiaritmici e alcuni diuretici. Ti consiglio quindi di rivolgerti in erboristeria per farti consigliare il rimedio giusto per te.

Se hai domande, lascia un commento qui o sulla pagina Facebook, altrimenti ti aspetto la prossima settimana con un nuovo post.

PS: ti sei iscritta alla newsletter, vero?

Oggi parliamo di oleoliti e vediamo come fare gli oleoliti in casa.
Gli oleoliti sono estratti ottenuti per macerazione in olio di foglie, fiori, frutti, radici e sono molto usati nella cosmesi naturale.

Per sapere quale parte di pianta usare nella preparazione degli oleoliti, bisogna conoscere qual è la droga di quella pianta, cioè la parte che presenta il maggior contenuto di costituenti attivi.

Regole di base per fare un oleolito

Negli oleoliti generalmente la pianta rappresenta il 15-20% dell’estratto finale, dunque si usano 150-200 grammi di pianta per un litro di olio. Per evitare i processi ossidativi che farebbero irrancidire gli oli, si aggiunge lo 0.3% di Vitamina E (calcolata sul totale dell’olio).

Per facilitare il processo di estrazione la pianta andrebbe ridotta in pezzi (non polverizzata) così da aumentare la superficie di vegetale a contatto con l’olio e migliorare l’estrazione. Erbe, fiori e foglie andrebbero quindi tagliati grossolanamente; radici, cortecce e legni andrebbero ridotti in piccoli pezzi; semi e frutti andrebbero contusi.

La macerazione naturale avviene al sole in recipienti di vetro scuro (fino a un certo punto l’aumento di temperatura favorisce l’estrazione, ma i raggi diretti del sole danneggerebbero i componenti per questo il vetro deve schermare i raggi UV) per un periodo variabile secondo la pianta.

Come fare gli oleoliti

Come si fa un oleolito? È molto semplice: sistemi la droga da estrarre – opportunamente ridotta in pezzi o contusa – in un barattolo di vetro scuro o rivestito esternamente, copri con l’olio in cui si hai disciolto la vitamina E e metti il barattolo a macerare al sole.
Almeno tre volte al giorno dovrai agitare il recipiente, per fare in modo che la pianta venga a contatto con olio “vergine” e l’estrazione sia più efficace (l’olio a contatto con la pianta diventa saturo di componenti estratti, agitare il barattolo serve a spostare quell’olio e a far andare a contatto con la pianta altro olio non saturo).

Se hai usato piante essiccate, al termine della macerazione dovrai recuperare l’olio, spremendo la parte vegetale (in genere si fa con un torchio, a casa si schiaccia la droga su un colino), poi farai riposare per 24 h e infine filtrerai su carta.
Partendo da pianta fresca il procedimento è un po’ più complicato perché bisognerebbe eliminare la parte acquosa, e questo in genere si fa per decantazione o tramite imbuto separatore; dopo la separazione, anche in questo caso si fa riposare per 24-48 h e si filtra su carta; alcuni oleoliti possono essere fatti solo da pianta fresca (ad esempio: iperico, elicriso, ciclamino).

Le piante da usare puoi raccoglierle tu, se hai esperienza in riconoscimento delle erbe spontanee, oppure puoi acquistarle in erboristeria: utilizza piante di qualità, non ti accontentare.

L’oleolito puoi poi utilizzarlo per preparare cosmetici in casa oppure usarlo così com’è per effettuare massaggi specifici in base alle proprietà della droga che hai scelto.

Ti interessa imparare a usare gli oleoliti per i tuoi cosmetici fai da te? Allora ti farà piacere sapere che terrò presto un corso di cosmetici e saponi a Mombercelli.

Nella foto qui a sinista trovi una tabella tratta dal “Manuale delle preparazioni erboristiche” (Bettiol-Vinceri, edizione Tecniche nuove), con le indicazioni per la preparazione dei principali oleoliti: se ci clicchi sopra puoi vederla ingrandita. La foto in alto al post è invece di Ricky Kharawala.

Se hai dubbi o domande su come fare un oleolito o vuoi condividere la tua esperienza con gli oleoliti, commenta questo post qui o su Facebook.

Se invece è tutto chiaro, inizia a preparare i tuoi oleoliti e fammi sapere come è andata.

Le più attente avranno notato che il sito ha subìto un restyling importante. Ho cambiato nome e grafica, inserito la newsletter (a proposito, ti sei iscritta? C’è un regalo per te, corri!) e sono in arrivo altre novità. La prima è che dopo diversi anni di latitanza, ricomincerò a curare il blog regolarmente.ò a curare il blog regolarmente.

Ti aspetto la prossima settimana con un nuovo argomento qui sul blog.

 

Casa Selz è un luogo con una bella energia, colorato, accogliente e immerso nella natura. Il posto ideale dove ritrovarsi intorno a un tavolo e raccontare di bellezza e chimica, preparare i propri cosmetici e saponi e poi fermarsi per un aperitivo e fare quattro chiacchiere.
Che è quello che successo lo scorso sabato durante e dopo il corso di cosmetici e saponi fai da te.

 

Abbiamo preparato:
> un sapone alla curcuma e al profumo di arancio, con olio di oliva, olio di cocco e burro di cacao;
> un unguento lenitivo a base di burro di karitè, olio di cocco, oleolito di lavanda e olio essenziale alla lavanda
> sali da bagno colorati in due versioni, alla lavanda e all’arancio dolce.
È stata l’occasione per parlare di proprietà e uso degli oli essenziali, di efficacia e sicurezza dei cosmetici,  di chimica e di marketing.

Per me è stata sicuramente una bella esperienza e spero anche per le ragazze che hanno seguito al corso – che ringrazio per la partecipazione – e per Claudia e John, che ringrazio per la splendida accoglienza.

Per chi non ha potuto partecipare spero di poter replicare con un nuovo corso, ma le porte di Casa Selz sono aperte sempre, basta prenotare :)
Sarà la magia del luogo, sarà l’energia di Claudia, sarà la cucina di John, ma vi posso assicurare che tornerete a casa rigenerati e con mille idee, ispirazioni e con un bonus entusiasmo.

 

Frittata di ceci e insalata
Frittata di ceci

La frittata di ceci è una ricetta vegana, un’alternativa alla frittata preparata con le uova ispirata alla farinata ligure: qualcuno la chiama anche farifrittata o frittata senza uova.

Preparo la frittata di ceci da diversi anni ormai e ho perfezionato la ricetta fino a trovare le dosi giuste e il giusto procedimento per farla perfetta.

Frittata di ceci, la ricetta

Ecco la ricetta della frittata di ceci. Le quantità permettono di preparare una frittata di ceci per quattro persone con poca fame, tre con una fame moderata o per due persone affamate.

Ingredienti
> 150 grammi di farina di ceci
> 300 millilitri di acqua (anche l’acqua di cottura delle verdure va bene, se l’avete)
> verdura di stagione*
> 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
> un cucchiaino di erbe aromatiche essiccate (un cucchaio, se le erbe aromatiche sono fresche)
> sale

* La frittata di ceci si può preparare con diverse verdure tra cui: due cipolle di medie dimensioni tagliate a fette sottili; due porri tagliati a rondelle; fiori di broccolo (-> con il gambo puoi fare il pesto di broccolo, la ricetta è in arrivo); peperoni tagliati a listarelle; asparagi, spinaci o erbette lessate, cotte a vapore o in padella.
In alternativa: puoi preparare la frittata di ceci in versione omelette. Cuocila senza le verdure, cuoci le verdure a parte in padella e usale per farcire l’omelette di ceci.

Procedimento
> Per prima prepara la pastella: in una ciotola setaccia la farina di ceci (-> setacciare la farina eviterà la formazione di grumi), aggiungi un cucchiaio di olio, una presa di sale, erbe aromatiche essiccate o fresche e l’acqua. Mescola molto bene con una frusta a mano e lascia da parte;
> Mentre la pastella rimane in stand-by, pulisci la verdura che hai a disposizione e cuocila in padella con un cucchiaio di olio extravergine di oliva e una presa di sale; a seconda della verdura puoi aggiungere erbe, spezie, aglio, peperoncini, pinoli; a cottura ultimata, unisci le verdure alla pastella preparata prima e amalgama bene il tutto;
> Scalda un cucchiaio di olio extravergine di oliva in una padella di medie dimensioni e, una volta caldo, versa il composto; cuoci a fuoco basso con il coperchio per circa 10 minuti, poi gira la frittata e termina la cottura per 5 minuti.
> Fai intiepidire la frittata di ceci prima di servirla. L’abbinamento ideale è con un’insalata (o altra verdura cruda condita con olio e sale) e una fetta di pane integrale.

Consigli per preparare una frittata di ceci perfetta

> La frittata di ceci non deve essere troppo alta: con le quantità in questa ricetta puoi usare una padella da 26 centimetri di diametro per avere un’altezza ottimale.
> Puoi modificare le dosi, ma vanno mantenute le proporzioni: una dose di farina di ceci, due dosi di acqua.
> La frittata di ceci va girata quando appare solida in superficie, altrimenti rischi di rovesciarla; per girarla, capovolgi la padella tenendo saldo il coperchio, poi fai scivolare la frittata dal coperchio alla padella. Per fare questa operazione, è importante che il coperchio sia piatto e liscio.
> Se non hai abilità nel rigirare le frittate, puoi cuocere la frittata di ceci in forno a 180°C per 15-20 minuti: sistema la pastella in una teglia unta e versa un filo d’olio anche sulla superficie.
> La frittata di ceci è più buona se consumata tiepida o fredda, quindi è ottima anche per la schiscetta (in italiano: da portare al lavoro per il pranzo).

 

Buon appetito :)

Dopo oltre un anno di assenza, eccomi di nuovo sul blog. Torno da Dottoressa, finalmente con la mia sudatissima Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche.
Ora che questo percorso universitario è terminato, ho ancora molto da studiare per diventare una brava erborista, ma sicuramente in una cosa sono diventata esperta: la gestione dell’ansia da esami!
L’ansia è stata per me la cosa più difficile da superare durante lo studio: più di chimica organica, più di biochimica, più di analisi chimica (insomma, più di tutta la chimica che ho studiato).
Quindi vista l’esperienza consolidata nella lotta all’ansia da esame, ecco qui i miei consigli per giovani (e meno giovani) studentesse e studenti che a ogni sessione si trovano a dover fare i conti con l’ansia: cosa fare, cosa non fare e ovviamente quali sono le erbe utili a combattere l’ansia.

Come combattere l’ansia prima degli esami

1. Studia. Banale, me ne rendo conto, ma se studi è meno probabile che l’ansia ti faccia fare scena muta, perché ti sentirai sicura/o e preparata/o. Ti consiglio di trovare un tuo metodo di studio efficace e di cercare di capire e di ragionare: non studiare a memoria, perché l’ansia ti farà quasi sicuramente dimenticare molte cose quando sarai sotto esame.
Non c’entra con l’ansia, ma per aumentare la concentrazione durante lo studio, puoi diffondere nell’ambiente l’olio essenziale di limone.
2. Dormi. Mentre dormi, ciò che hai studiato durante il giorno si consolida, quindi passare le nottate sui libri è controproducente perché non ti permette di “fissare” i concetti e la mancanza di riposo farà inoltre aumentare l’ansia, l’agitazione e la stanchezza, diminuendo le tue prestazioni il giorno successivo.
3. Mangia bene. Una mente può funzionare bene solo se l’organismo funziona bene e se ha sufficiente energia. Se segui una dieta equilibrata, sana e varia, il tuo apparato digerente funziona bene, non ti addomenti sui libri, riposi meglio, ragioni meglio. Ad esempio, sai che è meglio mangiare proteine a pranzo e carboidrati a cena, perché i carboidrati rispetto alle proteine hanno effetto sedativo? Ora lo sai.
4. Fai attività fisica. Ogni giorno, fai una pausa dallo studio e concediti una passeggiata di 30 minuti a passo svelto, possibilmente in un posto lontano da auto e caos. L’attività fisica ossigena i tessuti, cervello compreso, quindi aumenta le tue performance nello studio, oltre a distrarti, farti “scaricare” ansia e stress e ad aumentare il tuo livello di benessere.
5. Non fumare e diminuisci il caffè. Più si avvicina l’esame, più il numero di caffè e sigarette aumentano: pensi che il caffè ti tenga sveglia/o e che le sigarette ti calmino. In realtà l’accoppiata caffè e sigaretta non fa che peggiorare il tuo stato di ansia: il caffè è stimolante per la presenza di caffeina e ti aiuta a mantenere alte attenzione e concentrazione, ma se ne bevi troppo ti farà agitare e dormire peggio; il fumo invece toglie ossigeno al cervello (tra le altre cose) e diminuisce le tue prestazioni sui libri. Dunque elimina o almeno riduci caffè e sigarette soprattutto durante la settimana prima dell’esame. Se hai bisogno di più energia o di migliorare la memoria puoi prendere un integratore, chiedi in erboristeria: io prendevo il ginseng e lo sospendevo una settimana prima dell’esame, per passare ai tisanoni rilassanti.
6. Non bere alcolici. Se bevi alcol la sera, dormirai peggio e non permetterai al tuo splendido cervello di consolidare i concetti appresi durante la giornata. Quindi rimanda a dopo l’esame, quando potrai ubriacarti per festeggiare l’esito dell’esame (non è vero, l’alcol fa malissimo, sarebbe meglio non ubriacarsi mai).
7. Respira. Mentre aspetti di essere esaminata/o, quando senti arrivare quell’ondata di ansia, il cervello comincia a ripetere in loop “noncelafaccio-noncelafaccio-noncelafaccio”, il cuore inizia a battere in modo anomalo, ti senti un mattone piantato sullo stomaco e ti vengono gli strizzoni, fai così: inspira per tre secondi, trattieni il fiato per tre secondi, espira per tre secondi. Ripeti finché non ti sentirai meglio (in genere bastano 4-5 ripetizioni, anche meno). Concentrati sul respiro, il cuore tornerà a battere normalmente, la pancia smetterà di fare male e i pensieri torneranno alla realtà.

Erbe e rimedi contro l’ansia da esame

Da erborista non posso non consigliarti le erbe e i rimedi utili in caso di ansia da esame. Ovviamente dovrai cercare di seguire anche i consigli che ho elencato sopra, perché non esiste un unico rimedio miracoloso che farà sparire l’ansia come per magia.
Per ridurre l’ansia, qualche giorno prima dell’esame puoi ricorrere a tisane rilassanti a base di passiflora, luppolo, melissa, tiglio da bere la sera per dormire meglio, calmare l’agitazione ed evitare di rigirarti nel letto a rimuginare su ciò che non ricordi. Se l’ansia ti prende la pancia, puoi aggiungere erbe dall’azione spasmolitica come la camomilla, che calma quelli che io chiamo strizzoni.
Per migliorare il sonno puoi anche versare sul cuscino due gocce di olio essenziale di lavanda o di olio essenziale di melissa: prova.
In alternativa alla tisana (o in aggiunta alla tisana) nei giorni precedenti all’esame e poco prima dell’esame puoi prendere degli estratti di erbe dall’azione calmante: io ho usato un prodotto di Solimè con arancio dolce, biancospino, melissa e camomilla e lo compravo regolarmente da L’Oca irriverente (erboristeria dove ho svolto anche il tirocinio); trovi prodotti simili in qualsiasi erboristeria, anche di altre marche.
Il giorno dell’esame mescola due gocce di olio essenziale di lavanda a mezzo cucchiaino di olio e massaggia l’olio dietro le orecchie: in quella zona del corpo la pelle ha il massimo assorbimento, e la lavanda ti aiuterà a calmarti.
Infine un consiglio che non ha a che fare con le erbe. Il giorno dell’esame, vestiti di verde: no, non c’entra la speranza di passare l’esame, ma il fatto che il verde aiuta a rilassarsi come mi ha insegnato la carissima Anna, image consultant e style strategist.

Abbiamo finito, in bocca al lupo per il tuo prossimo esame :)

Foto: Ben White
Foto: Ben White

Mancano poco più di due settimane a Natale e il pericolo di ricevere l’ennesimo kit tazza-accappatoio-boxer della squadra del cuore, il dopobarba che sa di colonia anni 80 o il centrotavola dal design discutibile si fa sempre più vicino, perché “un pensiero lo dovremo pur fare a Mario (o Maria), no?”. No. Per me è decisamente no.
Questo post vuole essere un invito a non regalare cose inutili, che riempiono le case di Mario e Maria, prendono polvere e non si possono nemmeno buttare altrimenti chi le ha regalate si offende (bisogna aspettare che si rompano e, come minimo, la tazza sarà di metallo). Evita allora di farti venire mal di testa a furia di annusare dopobarba, smetti di fare file interminabili alla cassa di Auchan e di sprecare energie e risorse per fare regali inutili: concentrati sulle poche persone che davvero ti stanno a cuore e fai pochi (pochissimi) regali ma mirati, pensando a cosa può essere importante per loro: non sono sicura che sia un oggetto.
Ecco allora la mia lista di regali alternativi per Natale: esperienze, attività, servizi immateriali che possono riempire la vita anziché la casa.

1.Il week-end sostenibile
Per l’amica/amico/partner/genitore tutto casa-lavoro-occhiaie che ha decisamente bisogno di una pausa, ti consiglio il soggiorno responsabile di equotube, un cofanetto per evadere dalla routine quotidiana e rilassarsi attraverso un’esperienza etica e sostenibile. Come funziona: scegli il cofanetto che vuoi regalare e il destinatario deciderà poi il periodo e la struttura in cui vivere l’esperienza.
Prezzo: a partire da 44,90.

2. L’aperitivo con il coach
Per l’amico alle prese con un atroce dubbio, che non smette di scervellarsi su un problema o non riesce a prendere una decisione, due chiacchiere “con uno bravo” potrebbero fargli davvero bene. Per il tuo amico in sbattimento esistenziale può essere una bella idea regalo la proposta dell’Accademia della felicità: l’aperitivo con il coach (ma anche il pranzo o la cena, dipende dal livello di sbattimento).
Prezzo: a partire da 30 euro + IVA

3. Un corso per imparare qualcosa di nuovo
Per il partner che non si entusiasma di fronte a niente, ecco l’occasione per dargli una bella botta di vita. Nel magico mondo dei corsi puoi davvero sbizzarrirti e dubito fortemente che tu non riesca a trovare il regalo giusto, tra yoga, fotografia, lingue, ballo, disegno, cucina, maglia, riciclo creativo e autoproduzione.
Oltre alle tante proposte per adulti, tra i vari corsi trovi anche idee interessanti per i bambini: musica, sport, ma anche percorsi e laboratori nelle fattorie didattiche. Ovviamente se i figli non sono i tuoi dovrai consultare prima i genitori, che dovranno approvare la scelta e scarrozzare la prole al corso.
Prezzo: variabile

4. La consulenza d’immagine
Per l’amica che non ha mai niente da mettere pur avendo l’armadio che fatica a chiudersi, che si vede grassa-brutta-troppo qualcosa o poco qualcos’altro- ecco la soluzione: una consulenza d’immagine. Qualcuno che la prenda per mano e la guidi nella scelta di colori, forme e stili in base alla propria personalità. A cosa serve? A farla sentire meglio con se stessa, a scoprire di essere unica e bella così com’è, a far emergere i suoi punti di forza, a comprare meno e meglio e ad avere finalmente un armadio che si chiuda.
In rete trovi tante persone che offrono questo tipo di servizio: io ti consiglio la consulenza (anche a distanza) e i corsi di Anna Turcato, perché mi piace la sua filosofia.
Prezzo: a partire da 180 euro.

5. Mostre, concerti e intrattenimento
A chi ha un evidente bisogno di uscire di casa, incontrare gente o riscoprire la bellezza delle cose, regala un biglietto per un concerto, una mostra d’arte o una mostra fotografica; l’ideale sarebbe vivere l’esperienza insieme per regalare anche un po’ del tuo tempo oltre che un ingresso gratis e, buona notizia, è un’idea regalo che va benissimo anche per gli adolescenti.
Prezzo: variabile

6. Abbonamenti e contenuti digitali
Agli amici nerd che non hanno nostalgia di carta e vinile, puoi regalare un abbonamento a una rivista o a un quotidiano in digitale, un e-book, una carta regalo da usare su Netflix per gli appassionati di serie tv, oppure una gift card Spotify per gli amanti della musica.
Prezzo: variabile

Se proprio non ce la fai a regalare qualcosa di immateriale
, buttati sul classico (o quasi) cesto natalizio: dato che tutti noi mangiamo, se il destinatario non è a dieta, quasi sicuramente non sarà un regalo inutile. Fai solo attenzione a non regalare il cotechino a un vegano o chili di pasta di grano duro trafilata al bronzo a un intollerante al glutine. Oltre a informarti sulle varie allergie, intolleranze e scelte alimentari, regala cibo etico e di qualità. Rivolgiti al gruppo d’acquisto della tua zona, oppure fai da te il tuo cesto natalizio da regalare, acquistando prodotti dalle aziende locali. Sono validi anche cestini di tè e spezie, possibilmente del mercato equosolidale. E per favore niente panettoni e pandori, che poi ci tocca far colazione con quelli fino a Pasqua.