Dopo aver sperimentato il dentifricio definitivo, mi sono cimentata nella produzione delle balle effervescenti per il bagno, osannate ovunque in rete e non; la curiosità mi è venuta dopo aver provato l’originale ballistica della Lush, vinta ad una pesca di beneficenza. Era la prima volta che ne vedevo una, quindi appena tornata a casa ho riempito la vasca, mi sono immersa e ho lanciato la palla aspettandomi un tripudio di bolle: le mie aspettative sono state a dir poco deluse, poiché la ballistica ha frizzato quasi impercettibilmente per pochi secondi e poi è scomparsa lasciando residui galleggianti non identificati.
Credendo di aver vinto una palla difettosa, ho voluto farne qualcuna da me, guardando l’INCI della ballistica e ispirandomi alle molte ricette che si trovano on line.

Ho usato:
120 gr di acido citrico (comprato da La Saponaria)
60 gr di bicarbonato di sodio
olio di mandorle dolci (quanto basta per amalgamare i due ingredienti sopra)
cannella in polvere e 4 gocce di olio essenziale di cannella.

Ho ottenuto – faticosamente – quattro balle effervescenti, che ho riposto negli stampi dei budini e ho lasciato riposare per un giorno. Al momento del bagno ho dovuto buttare nella vasca anche lo stampino, perché non c’è stato verso di far uscire la palla sgretolosa da lì. Risultato: tanto profumo di cannella, bollicine quasi impercettibili per pochi secondi, vasca colorata di arancione. Direi che queste balle sono bocciate. Se anche volessi tralasciare la difficoltà nel produrle (è veramente un’impresa riuscire a tenere insieme gli ingredienti) e lo scarso risultato, le boccerei ugualmente perché non hanno nessun potere lavante e costringono a riempire la vasca anziché optare per la doccia: dunque uno spreco di materie prime e d’acqua praticamente per nulla. Direi che continuerò a sfruttare la reazione acido-base per lo sgorgante dei tubi, prodotto mille volte più utile ed efficace.

PS: foto presa di nuovo da Internet perché mi sono dimenticata di mettere in carica la macchina fotografica; preciso che le mie balle effervescenti non erano di certo così belle.

Settembre è volato via senza che me ne rendessi conto e così la mia eco-fatica è rimasta a metà, in attesa di trovare il tempo e le energie per terminarla degnamente.

I vestiti che vorrei vendere sono ancora lì poiché da Mercatopoli vengono ritirati in determinati giorni e orari in cui io ovviamente non riesco ad andare; in più, accettano i primi dieci capi d’abbigliamento (e io ne ho molti di più) portati dalle prime dieci persone, quindi liberarsi degli abiti che ho messo da parte si sta rivelando più complicato di quanto credessi.
L’inventario delle cose che devono assolutamente uscire da queste quattro mura, comprende oltre all’abbigliamento: spazzolino elettrico, Mokona Bialetti, stepper, cyclette, tostapane. Penso che mi affiderò agli annunci on-line “solo ritiro” perché non saprei proprio come far stare una cyclette nel bagagliaio della Smart. Già, perché l’auto di Matteo è ancora parcheggiata ad attendere una decisione sul suo destino.

Quindi il decluttering continua anche se il mese è finito, ma dato che un altro mese è in arrivo, mi tocca una nuova eco-fatica.
Ottobre sarà il mese “senza prodotti chimici”. La dicitura è un po’ fuorviante, dato che la chimica comprende un po’ tutto: intendo sostituire il più possibile i prodotti industriali per l’igiene personale e le pulizie di casa con alternative fai da me. Inizio lanciatissima con un esperimento ben riuscito: il dentifricio.

Tempo fa avevo provato la soluzione “in polvere” che prevede di mescolare insieme:
2 cucchiai di caolino (argilla bianca)
1 cucchiaio di bicarbonato di sodio
2/4 gocce di olio essenziale di menta.
Ho girato tutte le erboristerie e le farmacie della zona senza riuscire a trovare il caolino (prodotto sconosciuto e misterioso qui nella bassa padana) così l’ho sostituito con l’argilla verde che non è meno pregiata di quella bianca, è solo più scura.
Il risultato è stato a dir poco deludente. Oltre al sapore salatissimo, ho trovato scomodo lavarmi i denti con qualcosa che non somigli per nulla ad un dentifricio. Così ho cercato e ricercato una soluzione in rete, che suggerisse l’ingrediente miracoloso, capace di trasformare la polvere in pasta.

Ecco la soluzione: la glicerina. L’ho comprata sul sito della Saponaria e l’ho aggiunta al mio bel composto polveroso, fino ad ottenere quello che è a tutti gli effetti un dentifricio alla menta, per nulla salato perché la glicerina è dolciastra e smorza la salinità del bicarbonato. Certo, il prodotto finale – a causa dell’argilla verde – ha l’aspetto del cemento, però posso garantire che è ottimo e che i denti restano bianchi.
Un’ultima cosa, per tutti coloro che sono convinti che il bicarbonato possa rovinare lo smalto dei denti: leggete ciò che pensa Fabrizio Zago sul Forum di Promiseland e traete le vostre conclusioni.

PS: La foto l’ho presa dalla rete, per la precisione qui, perché la mia macchina fotografica ha deciso di scaricarsi un attimo prima di scattare la foto per il post.