Quest’anno ho preparato i pomodorini essiccati sott’olio (oltre alla passata di pomodori), perché mi hanno regalato una quantità esagerata di datterini dell’orto. Ecco qui la ricetta facile, indolore e alla portata di tutti.

Ingredienti

> pomodorini (datterini o ciliegini)
> olio extravergine di oliva
> basilico o origano o entrambi
> sale, aglio, capperi

Procedimento

Lava i pomodorini, asciugali e tagliali a metà. Sistemali sulle griglie dell’essiccatore (il mio è simile a questo) con la parte tagliata rivolta verso l’alto.

Regola la temperatura tra i 40 e i 50°C e lascia essiccare i pomodorini per 3 o 4 giorni: dovranno essere secchi ma ancora abbastanza morbidi. Quando saranno pronti, risciacquali brevemente in acqua e aceto e asciugali.

 

Pomodorini essiccati

Sterilizza i barattoli in forno a 110°C per 20 minuti, poi lascia intiepidire i barattoli nel forno per qualche minuti.

Sistema i pomodorini essiccati nei barattoli, procedendo a strati: uno strato di pomodorini essiccati, un po’ di sale, un cappero, uno spicchietto d’aglio e un po’ di basilico o di origano (o tutti e due) o altre piante aromatiche a scelta.

Continua così fino a riempire il barattolo, disponendo ogni strato di pomodorini essiccati nel senso opposto al precedente. Ricopri il tutto con olio extravergine di oliva e chiudi il barattolo.

Come consumare i pomodorini essiccati

I pomodorini essiccati possono essere mangiati su crostini di pane, aggiunti a sughi e salse (in questo secondo caso, meglio tritarli), messi nei panini, aggiunti alle insalate. Sono buoni, dolci e saporiti. L’olio puoi riciclarlo, anzi, devi riciclarlo, per condire l’insalata e altri piatti a freddo.

 

Leggi anche:

Oggi ti spiego come fare il tempeh in 10 mosse. Immagino tu sappia che il tempeh è un alimento proteico e salutare che si ricava dalla soia gialla fermentata.
Probabilmente hai già assaggiato quello in commercio e sì, non è un granché, sa vagamente di castagne, non ha una consistenza esaltante ed è abbastanza caro.

Il tempeh fatto in casa invece ha un sapore più delicato e gradevole e risulta quindi più versatile in cucina. Inoltre ha una consistenza migliore ed è molto, molto più economico. Certo, preparare il tempeh in casa è un po’ sbatti, ma nemmeno così tanto, vedrai (la cosa più noiosa è controllare la temperatura, perché se non stai attenta uccidi il fungo che consente la fermentazione e il tempeh non riesce).

Come fare il tempeh in 10 mosse

Ingredienti e occorrente
> 1 kg di soia gialla decorticata
> 2-3 cucchiaini di starter
> 1 cucchiaio di aceto
> 5 sacchetti di plastica con chiusura
> termometro da cucina
> termometro per ambienti

Procedimento
1. Risciacqua la soia e sistemala in una pentola con l’acqua, porta a bollore e fai cuocere per 30-40 minuti. La soia sarà pronta quando riuscirai a spezzarla sotto i denti: non deve essere molto cotta (quindi non appiccicosa) ma nemmeno troppo dura.
2. Scola molto bene la soia e falla raffreddare (ci vorrà un po’ di tempo).
3. Quando arriverà a 40°C circa (serve il termometro da cucina) aggiungi l’aceto e mescola bene.
4. Aggiungi lo starter e mescola molto bene e a lungo per distribuirlo in modo omogeneo.
5. Sistema la soia nei sacchetti dandogli una forma regolare a panetto.
6. Disponi i sacchetti sulla teglia del forno e fai dei piccoli fori distanti un centimetro tra loro sulla parte superiore e ai lati, usando uno stuzzicandenti.
7. Lascia i sacchetti nel forno spento, leggermente aperto e con la luce accesa e sistema un termometro dentro il forno. Per le prime 10 ore, la temperatura dovrà essere di 30-35°C, mentre per le ore successive dovrà essere un po’ più bassa (30-32°C). Puoi regolare la temperatura aprendo più o meno lo sportello del forno o accendendo e spegnendo la luce. L’estate è il momento migliore per preparare il tempeh perché la temperatura ambientale è ideale, a patto che tu non accenda il condizionatore.
8. Lascia proliferare il fungo per circa 36 ore: inizialmente i fagioli saranno tutti divisi; con il passare delle ore vedrai comparire una muffetta bianca, i fagioli inizieranno a unirsi e panetti diventeranno più rigidi; al termine i fagioli saranno un tutt’uno, ricoperti da una muffetta bianca e uniforme e i panetti saranno rigidi.
9. Tira fuori i panetti dai sacchetti (purtroppo dovrai rompere i sacchetti per farlo, quindi non potrai riutilizzarli). Se noti delle parti viscide e marroni, eliminale e buttale: in genere si formano agli angoli, dove l’aria circola meno. Se invece vedi dei puntini grigio fumo in corrispondenza dei buchi, nessn problema: sono le spore del fungo e, se sei molto figa, puoi recuperarle e usarle il giorno stesso come nuovo starter.
10. A questo punto puoi cucinare il tuo tempeh o congelarlo e consumarlo più avanti.

Come cucinare il tempeh

Il tempeh ha un sapore gradevole ma non particolarmente forte, quindi puoi cucinarlo in molti modi diversi. Una delle mie ricette preferite: tagliato a cubetti e dorato in padella con un cucchiaino di olio di cocco e con aggiunta di un cucchiaio di salsa shoyou a fine cottura.
Se preferisci puoi aggiungerlo alle insalate, sempre tagliato a cubetti, oppure tagliarlo a fette e cucinarlo in padella tipo scaloppina o alla pizzaiola: dai pure sfogo alla tua fantasia e buon appetito.

2016-10-12-11-19-38-697

Dato che la prova costume è alle porte, ho deciso di mettermi a dieta. Ora non faccio che pensare al cibo, dunque oggi condivido una ricetta di una confettura di prugne e zenzero squisita che ho preparato l’anno scorso.

Quest’anno invece le prugne me le mangio così come sono e lo zenzero solo in tisana, senza zucchero. Tu che puoi (se puoi) prova questa fantastica confettura. Dopo la ricetta ti spiego anche che differenza c’è tra marmellata e confettura e ti dico due parole sulle proprietà e sull’uso dello zenzero.

Confettura di prugne e zenzero, la ricetta

Ingredienti
> 600 g di prugne
> 200 g di zucchero
> mezzo cucchiaino di zenzero in polvere
> il succo di un limone

Procedimento

Lava le prugne, togli in nocciolo, tagliale a pezzi grossolani, poi pesale e sistemale in una ciotola. Aggiungi 1/3 di zucchero, il succo di limone e lo zenzero, copri la ciotola con un piatto o un coperchio e lascia macerare per almeno trenta minuti.
Trascorso il tempo di macerazione, metti tutto in una pentola (io ho usato una casseruola larga con bordo alto) e cuoci per quaranta minuti circa, mescolando. Quando il composto sarà denso*, versalo nei barattoli precedentemente sterilizzati in acqua bollente; chiudi i barattoli, capovolgili e lasciali raffreddare (faranno il sottovuoto).

*Come capire quando la confettura è pronta? Versa mezzo cucchiaino di confettura su un piatto e inclinalo: se scivola facilmente, non è ancora pronta; se scivola lentamente, ci sei (se non scivola, l’hai cotta troppo).

Confettura e marmellata, che differenza c’è?

La differenza tra confettura e marmellata dipende dal tipo di frutta che si utilizza per prepararla: la marmellata viene fatta con polpa, purea, succo o estratti acquosi ottenuti dalla scorza degli agrumi; la confettura è fatta con frutta diversa dagli agrumi.
La confettura deve contenere più di 350 grammi di frutta per ogni chilogrammo di prodotto finito, mentre per la confettura extra la quantità di frutta sale a 450 grammi per chilo. Così, per curiosità.

Se vuoi provare altre ricette qui trovi quella della confettura alle fragole (che chiamavo ancora marmellata perché non avevo studiato :D) e qui quella ai frutti di bosco, che potrai preparare più avanti.

Proprietà e uso dello zenzero

Lo zenzero è il rizoma dello Zingiber officinalis, pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae. Contiente oli essenziali e una resina costituita da gingeroli e shogaoli, oltre ad amido, zuccheri, acidi organici e sali minerali. Lo zenzero è utilizzato contro la nausea, per migliorare i processi digestivi e come antinfiammatorio. (Se ti interessano le erbe e le loro proprietà, c’è il percorso selvatico, lo sai vero?)
Ovviamente nelle quantità presenti nella confettura serve solamente a dare una nota piccante: per avere benefici per la salute, lo zenzero andrebbe assunto regolarmente e a dosaggi più elevati sotto forma di tisana o estratto.
In cucina si utilizza il rizoma intero fresco oppure essiccato in polvere: il rizoma fresco si conserva in frigorifero per qualche settimana e al momento dell’uso va sbucciato e grattugiato, mentre quello in polvere si conserva a temperatura ambiente per diversi mesi e si utilizza come una qualsiasi spezia in polvere.

Se provi la ricetta, pensami :)

Frittata di ceci e insalata
Frittata di ceci

La frittata di ceci è una ricetta vegana, un’alternativa alla frittata preparata con le uova ispirata alla farinata ligure: qualcuno la chiama anche farifrittata o frittata senza uova.

Preparo la frittata di ceci da diversi anni ormai e ho perfezionato la ricetta fino a trovare le dosi giuste e il giusto procedimento per farla perfetta.

Frittata di ceci, la ricetta

Ecco la ricetta della frittata di ceci. Le quantità permettono di preparare una frittata di ceci per quattro persone con poca fame, tre con una fame moderata o per due persone affamate.

Ingredienti
> 150 grammi di farina di ceci
> 300 millilitri di acqua (anche l’acqua di cottura delle verdure va bene, se l’avete)
> verdura di stagione*
> 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
> un cucchiaino di erbe aromatiche essiccate (un cucchaio, se le erbe aromatiche sono fresche)
> sale

* La frittata di ceci si può preparare con diverse verdure tra cui: due cipolle di medie dimensioni tagliate a fette sottili; due porri tagliati a rondelle; fiori di broccolo (-> con il gambo puoi fare il pesto di broccolo, la ricetta è in arrivo); peperoni tagliati a listarelle; asparagi, spinaci o erbette lessate, cotte a vapore o in padella.
In alternativa: puoi preparare la frittata di ceci in versione omelette. Cuocila senza le verdure, cuoci le verdure a parte in padella e usale per farcire l’omelette di ceci.

Procedimento
> Per prima prepara la pastella: in una ciotola setaccia la farina di ceci (-> setacciare la farina eviterà la formazione di grumi), aggiungi un cucchiaio di olio, una presa di sale, erbe aromatiche essiccate o fresche e l’acqua. Mescola molto bene con una frusta a mano e lascia da parte;
> Mentre la pastella rimane in stand-by, pulisci la verdura che hai a disposizione e cuocila in padella con un cucchiaio di olio extravergine di oliva e una presa di sale; a seconda della verdura puoi aggiungere erbe, spezie, aglio, peperoncini, pinoli; a cottura ultimata, unisci le verdure alla pastella preparata prima e amalgama bene il tutto;
> Scalda un cucchiaio di olio extravergine di oliva in una padella di medie dimensioni e, una volta caldo, versa il composto; cuoci a fuoco basso con il coperchio per circa 10 minuti, poi gira la frittata e termina la cottura per 5 minuti.
> Fai intiepidire la frittata di ceci prima di servirla. L’abbinamento ideale è con un’insalata (o altra verdura cruda condita con olio e sale) e una fetta di pane integrale.

Consigli per preparare una frittata di ceci perfetta

> La frittata di ceci non deve essere troppo alta: con le quantità in questa ricetta puoi usare una padella da 26 centimetri di diametro per avere un’altezza ottimale.
> Puoi modificare le dosi, ma vanno mantenute le proporzioni: una dose di farina di ceci, due dosi di acqua.
> La frittata di ceci va girata quando appare solida in superficie, altrimenti rischi di rovesciarla; per girarla, capovolgi la padella tenendo saldo il coperchio, poi fai scivolare la frittata dal coperchio alla padella. Per fare questa operazione, è importante che il coperchio sia piatto e liscio.
> Se non hai abilità nel rigirare le frittate, puoi cuocere la frittata di ceci in forno a 180°C per 15-20 minuti: sistema la pastella in una teglia unta e versa un filo d’olio anche sulla superficie.
> La frittata di ceci è più buona se consumata tiepida o fredda, quindi è ottima anche per la schiscetta (in italiano: da portare al lavoro per il pranzo).

 

Buon appetito :)

Pane fatto in casa
Pane fatto in casa e cotto nel coccio.

Il pane cotto nel coccio è un pane a lievitazione lenta, che non richiede l’impasto a mano e che, ovviamente, si cuoce nel coccio. Un pane così non l’hai mai preparato in casa, fidati. La ricetta me l’ha passata mia madre e la mamma ha sempre ragione.

Procurati gli ingredienti, una pentola di coccio da 24 centimetri di diametro con coperchio e una ciotola, poi  segui le istruzioni: non te ne pentirai.

Pane cotto nel coccio, la ricetta

Ingredienti:
> 500 g di farina (350 g di farina integrale, 150 g di farina manitoba e 100 g di semola)
> 380 mL di acqua
> 10 g di lievito madre essiccato
> un cucchiaio di malto di riso
> due cucchiaini rasi di sale fino

Procedimento
1. Mescola gli ingredienti
Versa in una ciotola le farine setacciate, il lievito, il sale e aggiungi l’acqua in cui haiprecedentemente sciolto un cucchiaio di malto. Amalgama tutti gli ingredienti mescolando per qualche minuto con una spatola in silicone. Sistema un canovaccio sulla ciotola e lascia riposare l’impasto.

2. Riprendi l’impasto
Il pane dovrà lievitare 8-10 ore. Ogni 30-40 minuti riprendi l’impasto, mettilo su un tagliere infarinato, e stendilo con le mani cercando di formare un rettangolo. Ripiega l’impasto in quattro (in pratica, solleva un’estremità alla volta ripiegando verso il centro). Rimetti l’impasto nella ciotola e ripeti l’operazione altre due volte lasciando trascorrere sempre 30-40 minuti.
Se vuoi ancora più alveoli, ripeti “ripiegatura” dell’impasto una quarta volta a metà lievitazione, cioè dopo 4 o 5 ore.

3. Fai cuocere il pane nel coccio
Preriscalda il forno a 250°C con all’interno la pentola di coccio con il coperchio. Quando il forno sarà caldo estrai la pentola facendo molta attenzione a non scottarti e adagia delicatamente al suo interno l’impasto del pane. Cuoci in forno per 40 minuti con il coperchio a 220°C..

4. Sforna il pane
Una volta sfornato il pane (attenzione di nuovo a non scottarti), tiralo fuori dalla pentola capovolgendola su un tagliere. Se il pane fa fatica a uscire, usa una paletta per facilitare l’operazione. Fai raffreddare il pane prima di affettarlo.

Buon appetito :)