Terzo appuntamento con le artiste di natura ma questo mese – sorpresa! – l’artista di natura è un uomo. Si chiama Paolo, è di Torino e la sua attività è Filosofia vegetale.

Paolo si occupa principalmente di progettazione di piccoli giardini e terrazzi, ma come potrai intuire dal nome del suo brand, Paolo non si limita ad allestire spazi verdi, altrimenti non te ne parlerei.

 

Il giardino come strumento per il benessere

Il lavoro di Paolo è un intreccio in cui si incontrano consapevolezza, benessere, felicità, tenute insieme da un filo rigorosamente verde: la natura è dunque un mezzo, il giardino diventa uno strumento per guardarsi dentro, oltre che per circondarsi di bellezza.

Chi decide di lavorare con Paolo inizia compilando un questionario che serve anche e soprattutto sé, per comprendere i propri desideri più profondi. Questa comprensione porta chiaramente a una maggiore consapevolezza e già questo è un primo passo verso la strada della felicità.

Successivamente si scelgono le piante, che saranno in armonia con le emozioni del cliente: Paolo individua specie e cultivar che “risuonino“ con l’animo di chi ne fruirà, con un occhio di riguardo verso la sostenibilità ambientale (le piante provengono da produttori locali per favorire l’economia del luogo, prediligendo i vivaisti attenti all’ambiente). Ovviamente le specie sono concordate con il cliente poiché il risultato finale dovrà soddisfare il desiderio di bellezza e di benessere della persona.

Dopo la realizzazione del giardino o terrazzo, Paolo continua a seguire i propri clienti insegnando loro come prendersi cura delle proprie piante; questo consente alla persona di essere indipendente, di sporcarsi le mani e di relazionarsi direttamente con la natura.

L’importanza del contatto con la natura

La relazione uomo-pianta è un concetto che ritorna anche nei laboratori e workshop in cui Paolo parla proprio della relazione tra essere umano e natura definendolo come un bisogno fondamentale per il proprio benessere. Un esempio è il laboratorio “Piante e gratitudine” che Paolo ha tenuto all’Accademia della Felicità, a Milano.

Che circondarsi di piante possa migliorare la qualità della vita non è una novità: esistono ormai tanti studi che associano il contatto con la natura a riduzione dello stress, diminuzione del rischio di sviluppare numerose patologie e a un miglioramento della qualità della vita.

Come sai, io adoro le piante (strano per un’erborista, vero?) e anch’io come Paolo sono convinta che il rapporto con la natura sia fondamentale per stare bene. Per la mia esperienza, posso dire che niente riesce a rilassarmi e allontanare i pensieri negativi come il mettere le mani nella terra o fare una passeggiata nel bosco.

Quando poi ho iniziato a studiare le piante per gli esami di botanica e fisiologia vegetale le ho trovate a dir poco affascinanti: i loro meccanismi di difesa, i loro sistemi di comunicazione, la loro resilienza mi hanno meravigliata e ho trovato nuove ispirazioni dalle loro strategie.

 

Probabilmente a Paolo è successa la stessa cosa quando, dopo una formazione umanistica e un lavoro decennale in teatro con giovanissimi, anziani e disabili, si è “trovato” a lavorare in un’azienda di allestimento del verde. Deve essere stato folgorato dal verde come è successo a me e così ha deciso di dare alcuni gli esami di botanica presso la facoltà di agraria, ha studiato individualmente, ha fatto moltissima pratica e finalmente ha dato vita a Filosofia vegetale.

Oggi Paolo, oltre a frequentare corsi di aggiornamento e approfondimento rispetto a progettazione e gestione del verde, sta terminando il percorso di Master presso l’Accademia della Felicità a Milano, per offrire servizi sempre più specifici e personalizzati in un’ottica di benessere e felicità.

Se vuoi approfondire la conoscenza con Paolo e con la sua Filosofia vegetale puoi leggere il suo blog e seguirlo su Instagram e Facebook.

Se hai voglia di avvicinarti al mondo vegetale e fare una passeggiata virtuale con me alla scoperta delle piante spontanee, qui trovi il mio Percorso selvatico per te che è una bellissima occasione per conoscere meglio la natura che ti circonda (vedrai che poi passerai dal virtuale al reale, ne sono certa).

Come sempre, ci tengo a precisarti che questi miei post non sono marchette: non prendo un compenso e non usufruisco di sconti per scriverli. Mi piace condividere realtà belle, innovative, creative e virtuose.

Secondo appuntamento con la rubrica Artiste di natura, che mi piace sempre di più perché mi permette di parlarti di piccole realtà che offrono prodotti d’eccellenza in cui la natura è in primo piano. Il mese scorso ti ho parlato di Luisa e della sua Grenouille ceramiche, mentre questo mese cambiamo completamente argomento. Ti racconto il lavoro di Wildflower erbe dell’Altopiano, di Lucia e dei suoi cosmetici selvatici.

Wildflower, erbe dell’Altopiano

Immagina di essere in un bosco o in un prato. Stai raccogliendo erbe spontanee aromatiche e medicinali che farai essiccare al fresco nella tua casa in pietra immersa nella natura. Con le tue erbe preparerai poi oleoliti, oli essenziali e idrolati che userai per preparare unguenti, creme e altre pozioni magiche per la pelle e i capelli. Un sogno che purtroppo non tutte noi possiamo realizzare. Fortunatamente c’è Lucia che lo fa per noi e così possiamo far arrivare a casa e sulla nostra pelle i profumi e la magia dei boschi.
I cosmetici di Wildflower sono formulati da Lucia con le erbe spontanee dell’Altopiano di Asiago, nel rispetto dell’ambiente e della natura. I prodotti preparati da Lucia sono frutto di anni di esperimenti e prove, non contengono petrolati, parabeni e solfati e sono confezionati con un packaging leggero.

Oggi ti parlo dei cosmetici Wildflower che ho provato e che sto utilizzando da circa un mese.

Foresta, crema per pelli impure

Per il viso ho scelto di provare Foresta, una crema pensata per pelli impure, a base di ortica e lichene e profumata al timo. È un’emulsione leggera che si assorbe in fretta senza ungere o appesantire, perfetta per le pelli che si ungono o che tollerano poco le creme nutrienti.
Devi sapere che la mia pelle è super sensibile e che spesso mi compaiono brufoletti o rossori dopo aver usato un prodotto nuovo. Foresta di Wildflower non mi ha dato nessun tipo di problema, anzi: quando ho iniziato a usarla la mia pelle era molto sofferente e, dopo qualche applicazione, è tornata alla normalità.
Ti consiglio Foresta se come me hai una pelle delicata e contemporaneamente impura, la adorerai.

Lo Shampoo Soffio

Per i capelli ho voluto provare Soffio, lo shampoo con equiseto e achillea dall’intenso profumo di rosmarino. Anche in questo caso posso dirmi completamente soddisfatta. Soffio fa una bella schiuma soffice con bolle piccole, ne basta una piccola quantità e lava senza appesantire i capelli. Te lo consiglio se hai i capelli normali ma anche se hai un cuoio capelluto problematico, quindi in caso di eccesso di sebo, forfora o prurito: è davvero ottimo.

Unguento Strega

Ho provato anche l’unguento Strega, un prodotto dai mille usi con arnica, iperico, consolida, achillea, timo e calendula. Strega è un unguento senza profumazione da massaggiare in piccole quantità in caso di contusioni, infiammazioni, scottature, screpolature, dolori articolari e punture d’insetto. Io lo sto usando sulla pelle screpolata delle mani, massaggiandolo prima di andare a dormire. È un ottimo prodotto che ti consiglio di avere in casa per ogni emergenza della pelle. In più ha un bellissimo nome, non trovi?

Latte di rosa

Veniamo all’ultimo prodotto che ho acquistato da Wildflower, il mio preferito. Sto parlando di Latte di rosa, un latte detergente che ho amato dal primo utilizzo. É cremoso, ricco, gradevolmente e delicatamente profumato. Quando lo usi per struccarti senti la pelle immediatamente idratata e più morbida. Elimina ogni traccia di make-up ed è perfetto per rimuovere il mascara perché non brucia per nulla gli occhi. Per il contorno occhi è spettacolare anche perché idrata e distende le rughe in un attimo.
Latte di rosa è ottimo se hai la pelle sensibile come la mia e se hai bisogno di uno struccante efficace ma delicato, che non interferisca con la funzione barriera della pelle e non ti causi rossori e brufoletti.

Che dire? Io sono veramente felice di aver scoperto questi prodotti e lo è anche la mia pelle. Da quando uso i cosmetici di Wildflower la mia pelle è rinata: nessun arrossamento, niente brufoli, zero impurità.
Se vuoi provare anche tu i cosmetici Wildflower visita il sito e lo shop: troverai tutti i prodotti e le informazioni utili per i tuoi acquisti.

Ti ricordo che per la rubrica Artiste di natura non ricevo alcun compenso, perché se venissi pagata o se avessi un vantaggio a parlare dei prodotti la mia opinione non sarebbe completamente sincera. Ho conosciuto Lucia e la sua Wildflower grazie a un post di Simone Perotti su Facebook e l’ho contattata per acquistare i suoi prodotti e parlarne sul blog nel caso mi fossi trovata bene (come avrai intuito, mi sono trovata alla grande).

Se anche tu sei un’artista di natura e vuoi che parli di te, puoi segnalarmi la tua attività nei commenti.

Con questo post inauguro un nuovo appuntamento qui sul blog. Una volta al mese ospiterò un’artista di natura, cioè un’artista che usa la natura nel proprio lavoro, per ispirarsi o per realizzare le proprie creazioni.
Tengo molto a questa nuova rubrica perché spesso, come oggi, sarà un’occasione per coniugare due cose che amo: natura e artigianato.
Per quanto riguarda l’artigianato credo che gli oggetti realizzati a mano abbiano parecchie marce in più rispetto a quelli fabbricati in serie in qualche capannone di vattelapesca, da lavoratori spesso sfruttati e sottopagati e usando materiali di dubbia provenienza nonché metodi di lavorazione inquinanti o dannosi per l’ambiente.
Sono convinta che il rispetto per se stesse, per la natura e per l’ambiente passi anche dall’acquistare meno e meglio. Rivolgersi a piccoli produttori e sostenere la loro arte e creatività è sicuramente un atto di amore verso il nostro ambiente e non solo. In più, vuoi mettere indossare un paio di orecchini unici al mondo e fatti a mano solo per te?

Dopo la lunga e doverosa premessa, questo mese ti presento Luisa de “La Grenouille ceramiche”, un’artista che usa piante e argilla per realizzare opere uniche e bellissime. Ti anticipo che Luisa ha deciso di riservare uno sconto del 10% a te che leggi il mio blog, in fondo al post ti spiego tutto.

La Grenouille ceramiche: chi è e cosa fa Luisa

Luisa mi ha raccontato che la sua passione per la ceramica è nata dopo quella per la natura, che il mondo vegetale e animale l’ha sempre stregata e che non smette mai di meravigliarsi. Mi ha anche confidato che la ceramica per lei è lentezza, passione e amore per un ambiente che sta soffocando nella plastica.
Così ha coniugato la passione per la ceramica e l’amore per la natura e da questa unione è nata La Grenouille con una linea di prodotti davvero particolare. Le opere di Luisa sono infatti realizzate imprimendo sull’argilla fresca le piante che raccoglie durante le escursioni in Valpolicella.
Nelle sue creazioni, insieme alle piante, sono spesso presenti uccellini come le cince e i pettirossi che le fanno compagnia in inverno in giardino e che visitano assiduamente le mangiatoie a loro disposizione.

Luisa mi ha spiegato un po’ la sua tecnica. Dopo aver impresso fiori e foglie sull’argilla, procede con una decorazione a crudo con ingobbi e poi alla biscottatura in forno a 1000 gradi. Successivamente utilizza un ossido per evidenziare le venature delle piante, immerge le ceramiche in cristallina e procede all’ultima cottura a 980 gradi.
Con questa tecnica realizza tazze, tazzine, oggetti d’arredamento, ma anche orecchini, spille e collane. Il risultato è stupendo, come vedrai nelle prossime foto.

La Grenouille ceramiche e la natura da indossare

Tra le creazioni di Luisa mi piacciono tantissimo gli accessori. Guarda ad esempio questi orecchini, sono stupendi.

Se preferisci le spille agli orecchini, in questo album ne trovi moltissime. Per questo post ho scelto di mostrarti quella realizzata con una foglia di salvia, dato che ho scritto un libro dedicato a questa pianta.
La salvia è un’erba aromatica considerata “amica delle donne” perché utile nei disturbi legati al ciclo mestruale e alla menopausa; la salvia è anche simbolo di longevità, il suo nome significa “salvo” e un trattato medievale recita che “il desiderio della salvia è di rendere l’uomo immortale”.
Luisa utilizza molto le foglie di salvia, che ha definito regina in questa tecnica poiché la carnosità della foglia lascia un’impronta eccellente sull’argilla.

Se poi ami cucire o personalizzare i tuoi abiti, non puoi non amare questi bottoni fatti a mano (io non so cucire ma li amo comunque).

La Grenouille e le ceramiche per la tua casa

Oltre agli accessori da indossare, Luisa realizza anche oggetti per rendere più bella la tua casa. Da erborista non posso non farti vedere almeno una tazza fatta a mano per il tuo “momento tisana”.

Ovviamente non posso che trovare irresistibili anche questi “segna pianta” per le piante aromatiche da coltivare nell’orto o sul balcone.

Ti piacciono le creazioni di Luisa? Allora vai a trovarla sulla sua pagina Facebook.
Vuoi acquistare i prodotti di Luisa? Come ti dicevo all’inizio del post, per te che mi leggi Luisa ha riservato uno sconto del 10%, valido da oggi e per un mese. La parola d’ordine è “Leggo Tascabile” e ti basta comunicarla a Luisa prima del tuo acquisto. Facile, no?

PS: ci tengo a dirti che per questo post non ho ricevuto alcun compenso, sconto, regalo o altro. Ho conosciuto Luisa e le sue creazioni attraverso Facebook e l’ho contattata per parlare di lei senza ricevere nulla in cambio.
Se anche tu sei un’artista di natura e vuoi che parli di te, puoi segnalarmi la tua attività nei commenti.

Foto: Ben White
Foto: Ben White

Mancano poco più di due settimane a Natale e il pericolo di ricevere l’ennesimo kit tazza-accappatoio-boxer della squadra del cuore, il dopobarba che sa di colonia anni 80 o il centrotavola dal design discutibile si fa sempre più vicino, perché “un pensiero lo dovremo pur fare a Mario (o Maria), no?”. No. Per me è decisamente no.
Questo post vuole essere un invito a non regalare cose inutili, che riempiono le case di Mario e Maria, prendono polvere e non si possono nemmeno buttare altrimenti chi le ha regalate si offende (bisogna aspettare che si rompano e, come minimo, la tazza sarà di metallo). Evita allora di farti venire mal di testa a furia di annusare dopobarba, smetti di fare file interminabili alla cassa di Auchan e di sprecare energie e risorse per fare regali inutili: concentrati sulle poche persone che davvero ti stanno a cuore e fai pochi (pochissimi) regali ma mirati, pensando a cosa può essere importante per loro: non sono sicura che sia un oggetto.
Ecco allora la mia lista di regali alternativi per Natale: esperienze, attività, servizi immateriali che possono riempire la vita anziché la casa.

1.Il week-end sostenibile
Per l’amica/amico/partner/genitore tutto casa-lavoro-occhiaie che ha decisamente bisogno di una pausa, ti consiglio il soggiorno responsabile di equotube, un cofanetto per evadere dalla routine quotidiana e rilassarsi attraverso un’esperienza etica e sostenibile. Come funziona: scegli il cofanetto che vuoi regalare e il destinatario deciderà poi il periodo e la struttura in cui vivere l’esperienza.
Prezzo: a partire da 44,90.

2. L’aperitivo con il coach
Per l’amico alle prese con un atroce dubbio, che non smette di scervellarsi su un problema o non riesce a prendere una decisione, due chiacchiere “con uno bravo” potrebbero fargli davvero bene. Per il tuo amico in sbattimento esistenziale può essere una bella idea regalo la proposta dell’Accademia della felicità: l’aperitivo con il coach (ma anche il pranzo o la cena, dipende dal livello di sbattimento).
Prezzo: a partire da 30 euro + IVA

3. Un corso per imparare qualcosa di nuovo
Per il partner che non si entusiasma di fronte a niente, ecco l’occasione per dargli una bella botta di vita. Nel magico mondo dei corsi puoi davvero sbizzarrirti e dubito fortemente che tu non riesca a trovare il regalo giusto, tra yoga, fotografia, lingue, ballo, disegno, cucina, maglia, riciclo creativo e autoproduzione.
Oltre alle tante proposte per adulti, tra i vari corsi trovi anche idee interessanti per i bambini: musica, sport, ma anche percorsi e laboratori nelle fattorie didattiche. Ovviamente se i figli non sono i tuoi dovrai consultare prima i genitori, che dovranno approvare la scelta e scarrozzare la prole al corso.
Prezzo: variabile

4. La consulenza d’immagine
Per l’amica che non ha mai niente da mettere pur avendo l’armadio che fatica a chiudersi, che si vede grassa-brutta-troppo qualcosa o poco qualcos’altro- ecco la soluzione: una consulenza d’immagine. Qualcuno che la prenda per mano e la guidi nella scelta di colori, forme e stili in base alla propria personalità. A cosa serve? A farla sentire meglio con se stessa, a scoprire di essere unica e bella così com’è, a far emergere i suoi punti di forza, a comprare meno e meglio e ad avere finalmente un armadio che si chiuda.
In rete trovi tante persone che offrono questo tipo di servizio: io ti consiglio la consulenza (anche a distanza) e i corsi di Anna Turcato, perché mi piace la sua filosofia.
Prezzo: a partire da 180 euro.

5. Mostre, concerti e intrattenimento
A chi ha un evidente bisogno di uscire di casa, incontrare gente o riscoprire la bellezza delle cose, regala un biglietto per un concerto, una mostra d’arte o una mostra fotografica; l’ideale sarebbe vivere l’esperienza insieme per regalare anche un po’ del tuo tempo oltre che un ingresso gratis e, buona notizia, è un’idea regalo che va benissimo anche per gli adolescenti.
Prezzo: variabile

6. Abbonamenti e contenuti digitali
Agli amici nerd che non hanno nostalgia di carta e vinile, puoi regalare un abbonamento a una rivista o a un quotidiano in digitale, un e-book, una carta regalo da usare su Netflix per gli appassionati di serie tv, oppure una gift card Spotify per gli amanti della musica.
Prezzo: variabile

Se proprio non ce la fai a regalare qualcosa di immateriale
, buttati sul classico (o quasi) cesto natalizio: dato che tutti noi mangiamo, se il destinatario non è a dieta, quasi sicuramente non sarà un regalo inutile. Fai solo attenzione a non regalare il cotechino a un vegano o chili di pasta di grano duro trafilata al bronzo a un intollerante al glutine. Oltre a informarti sulle varie allergie, intolleranze e scelte alimentari, regala cibo etico e di qualità. Rivolgiti al gruppo d’acquisto della tua zona, oppure fai da te il tuo cesto natalizio da regalare, acquistando prodotti dalle aziende locali. Sono validi anche cestini di tè e spezie, possibilmente del mercato equosolidale. E per favore niente panettoni e pandori, che poi ci tocca far colazione con quelli fino a Pasqua.

foto-calendarioDopo qualche anno di assenza, quest’anno ho preparato di nuovo l’eco calendario gratuito.
Di cosa si tratta? È un file in pdf che puoi scaricare gratis, stampare su fogli già stampati su un lato, e appendere a casa o al lavoro. Oltre ai giorni dell’anno, ho inserito la frutta e la verdura di stagione e le erbe spontanee che puoi raccogliere, mese per mese.

Il calendario ha un stile minimal, così risparmi inchiostro durante la stampa e hai sul calendario solo informazioni utili, senza fronzoli.

Il calendario è pensato per te che studi tantissimo e usi molta carta per i tuoi riassunti, per te che al lavoro invii stampe per errore o per te che per mille altri motivi hai fogli stampati solo su un lato e che così puoi riciclarli in modo utile e intelligente.

Cosa devi fare? Semplice: scarica qui il file e stampalo su 12 fogli già stampati su un lato; fora i fogli in alto al centro con la “buca fogli” (apposito strumento che serve appunto a forare i fogli, e di cui ignoro il nome tecnico!); infine, lega un nastrino intorno al foro per poter appendere il calendario.
Se noti errori ti prego di segnalarmelo, così potrò correggerli (grazie!).

Oltre al calendario 2017, sulla pagina Facebook delle eco idee tascabili trovi un’altra risorsa gratuita: fino al 25 dicembre pubblicherò ogni giorno l’eco calendario dell’avvento, una serie di piccole eco-idee da cui puoi prendere spunto e che puoi condividere con i tuoi contatti per diffondere un po’ di spirito green durante le feste. Qui sotto l’eco consiglio del giorno due:

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Ti aspetto sulla pagina :)

Deodorante per la casa fai da te

Se vuoi preparare un deodorante per la casa ecologico in pochi minuti e in modo semplice, ecco come si fa.

Questo deodorante per la casa è molto utile per profumare efficacemente ambienti piccoli come bagni e corridoi.

Deodorante per la casa, ricetta e procedimento

Occorrente
> 100 mL di acqua
> 100 gocce di oli essenziali
> 400 gocce di solubol

versione ancora più semplice
> 100 mL di alcool alimentare
> 100 gocce di olio essenziale

Oltre agli ingredienti ti serviranno anche una bottiglia di vetro e qualche bastoncino di legno.

Procedimento
Preparare il deodorante per la casa è davvero facile: basta aggiungere gli oli essenziali all’alcol (o al solubol) e poi all’acqua versando il tutto in una piccola bottiglia di vetro.
Puoi riciclare il contenitore e i bastoncini in legno di un deodorante che hai terminato, oppure usare un barattolo in vetro e cinque o sei bastoncini per gli spiedini.

Gli oli essenziali per profumare la casa
Per preparare il deodorante si possono usare da uno a tre oli essenziali; io ho usato 25 gocce di olio essenziale di limone, 25 di arancio dolce e 50 di pompelmo.
Puoi provare anche arancio e cannella, geranio e lavanda, salvia, rosmarino e eucalipto: sbizzarrisciti.

Come si vede in foto, gli oli essenziali tendono a risalire in parte in superficie, anche se ho utilizzato il solubol che dovrebbe appunto fungere da solubilizzante; la buona notizia è che comunque il deodorante funziona e il profumo si sente molto (lo tengo in bagno, dove ho anche la lettiera dei gatti).

 

20150920_133924Qualche giorno fa Laura ha pubblicato sul gruppo Facebook di minimo un post (How to Finally Clean out Your Closet for Good) che mi ha dato l’ispirazione per sfidare il grande mostro: l’armadio.
A dirla tutta, avevo già affrontato il decluttering dell’armadio e ne avevo parlato anche qui sul blog. Il problema è che i vestiti si moltiplicano sui ripiani e nei cassetti del guardaroba e un giorno succede che, aprendo le ante dell’armadio, pare ci sia stata una battaglia tra le magliette: stoffe e tessuti mescolati tra loro, pile di vestiti talmente stropicciati da sembrare stracci per la polvere e un disordine tale da non riuscire a trovare le uniche due cose che indossi di solito.
Davvero non capisco come possa succedere, è un po’ come il mistero del filo degli auricolari che si annoda sempre su se stesso.

Ad ogni modo, ho preso coraggio e mi sono messa al lavoro, seguendo più o meno le istruzioni del post citato sopra. Mi sono presa un pomeriggio, ho acceso la radio (no, non ho fatto una playlist) e ho letteralmente lanciato tutto il contenuto dell’armadio sul letto.
Dopodiché ho iniziato a organizzare tutti i miei vestiti in quattro pile:
> sicuramente da tenere
> sicuramente da buttare
> da regalare
> non sa/non risponde
Ho riempito un sacco con i vestiti da buttare (perché rovinati, strappati senza salvezza, macchiati indelebilmente eccetera) e uno con quelli da regalare, poi mi sono arenata un po’ arrivata alla pila del “non sa/non risponde”; è stata di certo la più difficile da affrontare perché comprendeva quelle cose belle ma scomode, belle ma poco adatte a me, belle ma che non mi stanno più (e se poi dimagrisco?). Non ci ho pensato troppo, sono andata a istinto e ho eliminato tutto ciò che non mi sta (tanto non dimagrisco), tutto ciò che reputo scomodo e buona parte di ciò che non mi si addice perché non so bene con cosa abbinarlo, non ho le scarpe adatte, non sono una che indossa le gonne eccetera. Ho tenuto parte dei vestiti “poco adatti a me”, ma mi sono data un termine di tre mesi: se non li indosserò entro dicembre, se ne andranno anche loro.
Dopo aver rimesso nell’armadio le cose da tenere, ho fotografato tutto ciò che volevo regalare e ho pubblicato un post sul gruppo Facebook “Te lo regalo se vieni a prenderlo”: dopo nemmeno trenta minuti, i miei vestiti avevano già una nuova proprietaria.
Dopo un paio d’ore ero già fuori dal tunnel, il letto era libero e l’armadio era ordinato come non mai.

Il post citato all’inizio propone di vivere con 33 capi per tre mesi, compresi gli accessori ed esclusi biancheria, pigiami e abbigliamento da lavoro/sportivo: oggi, dopo questa ripulita all’armadio, ho 50 capi in tutto, per 12 mesi. Non male, direi.
Sono soddisfatta, non tanto perché ora l’armadio è in ordine e posso trovare i vestiti senza dover perdere tempo prezioso, ma soprattutto perché mi sono accorta che il mio attaccamento agli oggetti è (quasi) un lontano ricordo. Anni fa liberarmi delle cose era molto più difficile e mi richiedeva uno sforzo maggiore mentre oggi vivo il distacco da ciò che possiedo con obiettività, come se fosse scontato che se non so più dove mettere ciò che ho, non mi serve più spazio, mi servono meno cose. Tempo addietro non era così semplice (e semplice semplice non lo è nemmeno ora) perché attribuivo agli oggetti un valore, economico ma non solo, che complicava tutto. Oggi non mi interessa più nemmeno ricavare del denaro da ciò che non mi serve più (regalare richiede meno tempo e energie rispetto alla vendita e, in più, donare mi fa sentire bene).
Detto questo, vedremo quanto durerà questo ordine prima che ricominci la battaglia delle magliette.