Quando dico che sono un’erborista, mi chiedono subito in quale negozio lavoro, perché nell’immaginario collettivo l’erborista è una sorta di commerciante di erbe.

Rispetto a questa idea, io sono un’erborista strana, una che non vende nulla. O meglio, io “vendo” il mio amore per le erbe, vendo le mie conoscenze sulle erbe, quello che so di loro: lo faccio durante i miei corsi e presto lo farò attraverso le consulenze erboristiche (questa sarà una grande novità, ma te ne parlerò più avanti).

Diffondo il mio amore per le piante e ciò che so su di loro anche quando scrivo qui sul blog o sulla mia pagina Facebook o quando parlo di erbe con le persone che conosco.

Lo faccio soprattutto perché credo che diffondere informazioni su ciò che la natura può fare per noi sia un mezzo per aumentare il rispetto verso l’ambiente, ma anche perché sono convinta che riprendere il contatto con la natura possa farci stare meglio a diversi livelli: si comincia dal raccogliere quattro erbette per prepararsi una tisana perché si ha un po’ di mal di pancia, e poi chissà dove si va a finire.

Be’, oggi partiamo proprio da qui: dal raccogliere quattro erbette. Ti regalo una “ricetta” per preparare una tisana che ti aiuta a digerire e a respirare meglio.

Tisana digestiva con erbe fresche

Vai a fare due passi nell’orto o affacciati sul balcone e raccogli:
> due o tre foglie di basilico
> un paio di piccoli rametti di menta
> tre o quattro rametti fioriti di timo
> tre o quattro rametti fioriti di origano

Lava per bene le erbette che hai raccolto e metti a bollire una tazza di acqua (circa 300 millilitri). Quando l’acqua bolle versala sulle erbette, copri la tazza e lascia in infusione per una decina di minuti, poi filtra e bevi.

Ti racconto in breve le proprietà di queste erbe aromatiche:

  • le foglie del basilico riduce gli spasmi dell’apparato gastrointestinale. è anche tonificante del sistema nervoso e gastrointestinale ed è indicato in caso di astenia, affaticamento e ipotensione (quando raccogli il basilico, strappa le foglie all’apice, così la pianta produrrà nuove foglie);
  • le foglie di menta riducono gli spasmi (come quelle del basilico) e sono carminative e colagoghe, quindi ti aiutano se ti senti la pancia gonfia o se non hai digerito bene;
  • le parti aeree fiorite di timo e origano sono espettoranti; l’origano è anche aperitivo e digestivo e aiuta in caso di areofagia e fermentazioni intestinali.

A proposito di tisane, da domani sarò all’Accademia della tisana dove seguirò un corso sulla miscelazione di erbe. Questo significa che tornerò con tante cose belle da condividere sulle piante e che la newsletter arriverà in ritardo :)

Quanti usi delle erbe conosci? Le erbe e le miscele che compri in erboristeria possono essere usate per diversi scopi, tra cui sicuramente la preparazione di infusi, come quello che ti ho proposto per alleviare i sintomi delle allergie primaverili, ma non solo.
Probabilmente non sai che esistono altri usi per le erbe essiccate. Le erbe e le miscele “taglio tisana” sono infatti vendute come alimenti, quindi l’erborista può consigliarti solo l’uso alimentare. Esistono però altri usi delle erbe e in questo articolo te ne racconto tre.

Uso cosmetico delle erbe

Le erbe essiccate che compri in erboristeria possono essere usate a scopo cosmetico. Hai letto il post in cui ti spiego come preparare gli oleoliti in casa?
Puoi aggiungere gli infusi all’acqua della vasca da bagno o usarli per fare maniluvi o pediluvi. Inoltre gli infusi sono perfetti per preparare il sapone o altri cosmetici fai da te come maschere, impacchi per i capelli e creme. Gli infusi sono ottimi anche da vaporizzare sulla pelle o sui capelli, da frizionare per il cuoio capelluto o usati per risciacquare i capelli dopo lo shampoo.
Se vuoi saperne di più sull’uso cosmetico delle erbe, ti aspetto il 5 maggio a Mombercelli (AT) al corso di cosmesi naturali e saponi. Dopo il corso faremo una passeggiata erboristica nel bosco, non mancare!

Le erbe per pulire casa

Gli infusi di erbe possono essere utilizzati anche nelle pulizie. Io ad esempio uso l’infuso di fiori di lavanda e di camomilla per pulire le superfici lavabili e i pavimenti: è ecologico, lascia un buon profumo e aiuta a rilassare (fare le pulizie è stressante, no?). Se vuoi provare anche tu, prepara un infuso con due cucchiai di lavanda e camomilla, oppure lavanda e menta o menta e rosmarino in un litro di acqua, aggiungendo le erbe quando l’acqua bolle. Spegni il fuoco e lascia in infusione con il coperchio per almeno quindici minuti, poi filtra l’infuso con un colino. L’infuso si aggiunge all’acqua del secchio per lavare pavimenti, specchi, vetri e superfici lavabili poco sporche (ad esempio per lavare i mobili con un panno imbevuto dell’infuso e ben strizzato). In alternativa, travasa l’infuso in un vaporizzatore e conservalo pronto all’uso per 3-4 giorni in frigorifero.

Erbe da fumare

Ebbene sì, le erbe essiccate si possono fumare, basta sminuzzarle finemente con le mani per ridurle in dimensioni più piccole del “taglio tisana”. Fumare è un’attività dannosa poiché la combustione produce sostanze pericolose per la salute dell’apparato respiratorio e non solo. Fumare sigarette con erbe essiccate non è meno nocivo, ma erbe come la lavanda e la menta non causano dipendenza, quindi potrebbero aiutarti a smettere.
Se ti prepari le sigarette da sola potresti provare a mescolare le erbe al tabacco. In questo modo potresti ridurre radualmente la dose di tabacco e sostituire qualche sigaretta al giorno con sigarette preparate solo con erbe essiccate. Potresti così disintossicarti in modo graduale e potresti smettere di fumare in un paio di settimane. Per onestà ti dico che non ho trovato studi in letteratura che provino l’efficacia di questo metodo.
Ovviamente per smettere di fumare servono anche volontà e motivazione e occorre fare un lavoro su se stessi per avere successo.

Come sempre, se hai voglia di confrontarti sull’argomento del post puoi commentare qui o sulla pagina facebook, altrimenti ci sentiamo la prossima settimana.
Buon 25 aprile :)

 

La primavera non è tutta rosa e fiori, se soffri di allergia a pollini&Co. Sicuramente conosci bene i sintomi delle allergie primaverili: prurito al naso, starnuti, tosse, prurito e gonfiore agli occhi, naso che cola e occhi che lacrimano. Un bel quadro di fastidi, non proprio il massimo per affrontare al meglio la primavera.
Contro le allergie primaverili in genere si assumono antistaminici e quelli di nuova generazione non danno più quella terrificante sonnolenza come effetto collaterale. Se però cerchi un rimedio naturale contro i sintomi delle allergie, ci sono erbe che possono darti una mano a tenere a bada i sintomi.
Grazie alle incredibili proprietà delle piante è molto probabile che in erboristeria tu possa trovare un rimedio adatto a te.

Tisana contro i sintomi delle allergie primaverili

Per calmare i sintomi delle allergie primaverili ti riporto ad esempio questa tisana: la ricetta non è mia ma del Dott. Zambotti, che consiglia di assumere tre tazze di infuso al giorno.

> 30 grammi di Ribes nero, foglie (Ribes nigrum)
> 30 grammi di Piantaggine, foglie (Plantago lanceolata)
> 20 grammi di Elicriso, fiori (Helicrisum italicum)
> 20 grammi di Liquirizia, radice (Glycyrrhiza glabra)

Altre piante che possono aiutarti contro le allergie primaverili sono l’Agrimonia (Agrimonia eupatoria) e la Piantaggine maggiore (Plantago major).

Erbe contro le allergie primaverili

Le piante sono esseri meravigliosi ma ovviamente l’effetto che hanno su di noi non è dovuto a una magia. Le piante contengono infatti sostanze che esplicano un effetto biologico sul nostro organismo e dunque ci aiutano a stare meglio (o peggio, dipende dalla pianta).

Se sei curiosa di sapere cosa contengono e per cosa si usano le piante della tisana sopra, eccoti accontentata:
> le foglie del ribes nero contengono flavonoidi, proantocianidine e acidi fenolici. Sono utilizzate per la loro azione antiallergica, antinfiammatoria, analgesica e diuretica;
> le foglie della piantaggine contengono mucillagini, tannini, acidi fenolici e glicosidi iridoidi. Hanno azione spasmolitica, immunostimolante e antinfiammatoria. La piantaggine si usa, tra le altre cose, come emolliente in caso di tosse secca;
> i fiori di elicriso contengono flavonoidi, olio essenziale, umbelliferone, tannini e principi amari. L’elicriso ha azione spasmolitica e mucolitica;
> la radice di liquirizia contiene saponine triterpeniche, flavonoidi, chalconi e cumarine, polisaccaridi e olio essenziale, è espettorante, emolliente e antinfiammatoria. La liquirizia è usata per fluidificare il muco e favorirne l’eliminazione e per lenire l’irritazione in caso di tosse.

Dato che le piante contengono sostanze attive, avranno anche effetti collaterali e interazioni, giusto? Giusto. Ad esempioi la glicirrizina presente nella liquirizia può causare ipertensione ed edema e interagisce con diversi farmaci, tra cui gli antiaritmici e alcuni diuretici. Ti consiglio quindi di rivolgerti in erboristeria per farti consigliare il rimedio giusto per te.

Se hai domande, lascia un commento qui o sulla pagina Facebook, altrimenti ti aspetto la prossima settimana con un nuovo post.

PS: ti sei iscritta alla newsletter, vero?

Oggi parliamo di oleoliti e vediamo come fare gli oleoliti in casa.
Gli oleoliti sono estratti ottenuti per macerazione in olio di foglie, fiori, frutti, radici e sono molto usati nella cosmesi naturale.

Per sapere quale parte di pianta usare nella preparazione degli oleoliti, bisogna conoscere qual è la droga di quella pianta, cioè la parte che presenta il maggior contenuto di costituenti attivi.

Regole di base per fare un oleolito

Negli oleoliti generalmente la pianta rappresenta il 15-20% dell’estratto finale, dunque si usano 150-200 grammi di pianta per un litro di olio. Per evitare i processi ossidativi che farebbero irrancidire gli oli, si aggiunge lo 0.3% di Vitamina E (calcolata sul totale dell’olio).

Per facilitare il processo di estrazione la pianta andrebbe ridotta in pezzi (non polverizzata) così da aumentare la superficie di vegetale a contatto con l’olio e migliorare l’estrazione. Erbe, fiori e foglie andrebbero quindi tagliati grossolanamente; radici, cortecce e legni andrebbero ridotti in piccoli pezzi; semi e frutti andrebbero contusi.

La macerazione naturale avviene al sole in recipienti di vetro scuro (fino a un certo punto l’aumento di temperatura favorisce l’estrazione, ma i raggi diretti del sole danneggerebbero i componenti per questo il vetro deve schermare i raggi UV) per un periodo variabile secondo la pianta.

Come fare gli oleoliti

Come si fa un oleolito? È molto semplice: sistemi la droga da estrarre – opportunamente ridotta in pezzi o contusa – in un barattolo di vetro scuro o rivestito esternamente, copri con l’olio in cui si hai disciolto la vitamina E e metti il barattolo a macerare al sole.
Almeno tre volte al giorno dovrai agitare il recipiente, per fare in modo che la pianta venga a contatto con olio “vergine” e l’estrazione sia più efficace (l’olio a contatto con la pianta diventa saturo di componenti estratti, agitare il barattolo serve a spostare quell’olio e a far andare a contatto con la pianta altro olio non saturo).

Se hai usato piante essiccate, al termine della macerazione dovrai recuperare l’olio, spremendo la parte vegetale (in genere si fa con un torchio, a casa si schiaccia la droga su un colino), poi farai riposare per 24 h e infine filtrerai su carta.
Partendo da pianta fresca il procedimento è un po’ più complicato perché bisognerebbe eliminare la parte acquosa, e questo in genere si fa per decantazione o tramite imbuto separatore; dopo la separazione, anche in questo caso si fa riposare per 24-48 h e si filtra su carta; alcuni oleoliti possono essere fatti solo da pianta fresca (ad esempio: iperico, elicriso, ciclamino).

Le piante da usare puoi raccoglierle tu, se hai esperienza in riconoscimento delle erbe spontanee, oppure puoi acquistarle in erboristeria: utilizza piante di qualità, non ti accontentare.

L’oleolito puoi poi utilizzarlo per preparare cosmetici in casa oppure usarlo così com’è per effettuare massaggi specifici in base alle proprietà della droga che hai scelto.

Ti interessa imparare a usare gli oleoliti per i tuoi cosmetici fai da te? Allora ti farà piacere sapere che terrò presto un corso di cosmetici e saponi a Mombercelli.

Nella foto qui a sinista trovi una tabella tratta dal “Manuale delle preparazioni erboristiche” (Bettiol-Vinceri, edizione Tecniche nuove), con le indicazioni per la preparazione dei principali oleoliti: se ci clicchi sopra puoi vederla ingrandita. La foto in alto al post è invece di Ricky Kharawala.

Se hai dubbi o domande su come fare un oleolito o vuoi condividere la tua esperienza con gli oleoliti, commenta questo post qui o su Facebook.

Se invece è tutto chiaro, inizia a preparare i tuoi oleoliti e fammi sapere come è andata.

Le più attente avranno notato che il sito ha subìto un restyling importante. Ho cambiato nome e grafica, inserito la newsletter (a proposito, ti sei iscritta? C’è un regalo per te, corri!) e sono in arrivo altre novità. La prima è che dopo diversi anni di latitanza, ricomincerò a curare il blog regolarmente.ò a curare il blog regolarmente.

Ti aspetto la prossima settimana con un nuovo argomento qui sul blog.

 

Dopo oltre un anno di assenza, eccomi di nuovo sul blog. Torno da Dottoressa, finalmente con la mia sudatissima Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche.
Ora che questo percorso universitario è terminato, ho ancora molto da studiare per diventare una brava erborista, ma sicuramente in una cosa sono diventata esperta: la gestione dell’ansia da esami!
L’ansia è stata per me la cosa più difficile da superare durante lo studio: più di chimica organica, più di biochimica, più di analisi chimica (insomma, più di tutta la chimica che ho studiato).
Quindi vista l’esperienza consolidata nella lotta all’ansia da esame, ecco qui i miei consigli per giovani (e meno giovani) studentesse e studenti che a ogni sessione si trovano a dover fare i conti con l’ansia: cosa fare, cosa non fare e ovviamente quali sono le erbe utili a combattere l’ansia.

Come combattere l’ansia prima degli esami

1. Studia. Banale, me ne rendo conto, ma se studi è meno probabile che l’ansia ti faccia fare scena muta, perché ti sentirai sicura/o e preparata/o. Ti consiglio di trovare un tuo metodo di studio efficace e di cercare di capire e di ragionare: non studiare a memoria, perché l’ansia ti farà quasi sicuramente dimenticare molte cose quando sarai sotto esame.
Non c’entra con l’ansia, ma per aumentare la concentrazione durante lo studio, puoi diffondere nell’ambiente l’olio essenziale di limone.
2. Dormi. Mentre dormi, ciò che hai studiato durante il giorno si consolida, quindi passare le nottate sui libri è controproducente perché non ti permette di “fissare” i concetti e la mancanza di riposo farà inoltre aumentare l’ansia, l’agitazione e la stanchezza, diminuendo le tue prestazioni il giorno successivo.
3. Mangia bene. Una mente può funzionare bene solo se l’organismo funziona bene e se ha sufficiente energia. Se segui una dieta equilibrata, sana e varia, il tuo apparato digerente funziona bene, non ti addomenti sui libri, riposi meglio, ragioni meglio. Ad esempio, sai che è meglio mangiare proteine a pranzo e carboidrati a cena, perché i carboidrati rispetto alle proteine hanno effetto sedativo? Ora lo sai.
4. Fai attività fisica. Ogni giorno, fai una pausa dallo studio e concediti una passeggiata di 30 minuti a passo svelto, possibilmente in un posto lontano da auto e caos. L’attività fisica ossigena i tessuti, cervello compreso, quindi aumenta le tue performance nello studio, oltre a distrarti, farti “scaricare” ansia e stress e ad aumentare il tuo livello di benessere.
5. Non fumare e diminuisci il caffè. Più si avvicina l’esame, più il numero di caffè e sigarette aumentano: pensi che il caffè ti tenga sveglia/o e che le sigarette ti calmino. In realtà l’accoppiata caffè e sigaretta non fa che peggiorare il tuo stato di ansia: il caffè è stimolante per la presenza di caffeina e ti aiuta a mantenere alte attenzione e concentrazione, ma se ne bevi troppo ti farà agitare e dormire peggio; il fumo invece toglie ossigeno al cervello (tra le altre cose) e diminuisce le tue prestazioni sui libri. Dunque elimina o almeno riduci caffè e sigarette soprattutto durante la settimana prima dell’esame. Se hai bisogno di più energia o di migliorare la memoria puoi prendere un integratore, chiedi in erboristeria: io prendevo il ginseng e lo sospendevo una settimana prima dell’esame, per passare ai tisanoni rilassanti.
6. Non bere alcolici. Se bevi alcol la sera, dormirai peggio e non permetterai al tuo splendido cervello di consolidare i concetti appresi durante la giornata. Quindi rimanda a dopo l’esame, quando potrai ubriacarti per festeggiare l’esito dell’esame (non è vero, l’alcol fa malissimo, sarebbe meglio non ubriacarsi mai).
7. Respira. Mentre aspetti di essere esaminata/o, quando senti arrivare quell’ondata di ansia, il cervello comincia a ripetere in loop “noncelafaccio-noncelafaccio-noncelafaccio”, il cuore inizia a battere in modo anomalo, ti senti un mattone piantato sullo stomaco e ti vengono gli strizzoni, fai così: inspira per tre secondi, trattieni il fiato per tre secondi, espira per tre secondi. Ripeti finché non ti sentirai meglio (in genere bastano 4-5 ripetizioni, anche meno). Concentrati sul respiro, il cuore tornerà a battere normalmente, la pancia smetterà di fare male e i pensieri torneranno alla realtà.

Erbe e rimedi contro l’ansia da esame

Da erborista non posso non consigliarti le erbe e i rimedi utili in caso di ansia da esame. Ovviamente dovrai cercare di seguire anche i consigli che ho elencato sopra, perché non esiste un unico rimedio miracoloso che farà sparire l’ansia come per magia.
Per ridurre l’ansia, qualche giorno prima dell’esame puoi ricorrere a tisane rilassanti a base di passiflora, luppolo, melissa, tiglio da bere la sera per dormire meglio, calmare l’agitazione ed evitare di rigirarti nel letto a rimuginare su ciò che non ricordi. Se l’ansia ti prende la pancia, puoi aggiungere erbe dall’azione spasmolitica come la camomilla, che calma quelli che io chiamo strizzoni.
Per migliorare il sonno puoi anche versare sul cuscino due gocce di olio essenziale di lavanda o di olio essenziale di melissa: prova.
In alternativa alla tisana (o in aggiunta alla tisana) nei giorni precedenti all’esame e poco prima dell’esame puoi prendere degli estratti di erbe dall’azione calmante: io ho usato un prodotto di Solimè con arancio dolce, biancospino, melissa e camomilla e lo compravo regolarmente da L’Oca irriverente (erboristeria dove ho svolto anche il tirocinio); trovi prodotti simili in qualsiasi erboristeria, anche di altre marche.
Il giorno dell’esame mescola due gocce di olio essenziale di lavanda a mezzo cucchiaino di olio e massaggia l’olio dietro le orecchie: in quella zona del corpo la pelle ha il massimo assorbimento, e la lavanda ti aiuterà a calmarti.
Infine un consiglio che non ha a che fare con le erbe. Il giorno dell’esame, vestiti di verde: no, non c’entra la speranza di passare l’esame, ma il fatto che il verde aiuta a rilassarsi come mi ha insegnato la carissima Anna, image consultant e style strategist.

Abbiamo finito, in bocca al lupo per il tuo prossimo esame :)