Deodorante per la casa fai da te

Se vuoi preparare un deodorante per la casa ecologico in pochi minuti e in modo semplice, ecco come si fa.

Questo deodorante per la casa è molto utile per profumare efficacemente ambienti piccoli come bagni e corridoi.

Deodorante per la casa, ricetta e procedimento

Occorrente
> 100 mL di acqua
> 100 gocce di oli essenziali
> 400 gocce di solubol

versione ancora più semplice
> 100 mL di alcool alimentare
> 100 gocce di olio essenziale

Oltre agli ingredienti ti serviranno anche una bottiglia di vetro e qualche bastoncino di legno.

Procedimento
Preparare il deodorante per la casa è davvero facile: basta aggiungere gli oli essenziali all’alcol (o al solubol) e poi all’acqua versando il tutto in una piccola bottiglia di vetro.
Puoi riciclare il contenitore e i bastoncini in legno di un deodorante che hai terminato, oppure usare un barattolo in vetro e cinque o sei bastoncini per gli spiedini.

Gli oli essenziali per profumare la casa
Per preparare il deodorante si possono usare da uno a tre oli essenziali; io ho usato 25 gocce di olio essenziale di limone, 25 di arancio dolce e 50 di pompelmo.
Puoi provare anche arancio e cannella, geranio e lavanda, salvia, rosmarino e eucalipto: sbizzarrisciti.

Come si vede in foto, gli oli essenziali tendono a risalire in parte in superficie, anche se ho utilizzato il solubol che dovrebbe appunto fungere da solubilizzante; la buona notizia è che comunque il deodorante funziona e il profumo si sente molto (lo tengo in bagno, dove ho anche la lettiera dei gatti).

 

20150920_133924Qualche giorno fa Laura ha pubblicato sul gruppo Facebook di minimo un post (How to Finally Clean out Your Closet for Good) che mi ha dato l’ispirazione per sfidare il grande mostro: l’armadio.
A dirla tutta, avevo già affrontato il decluttering dell’armadio e ne avevo parlato anche qui sul blog. Il problema è che i vestiti si moltiplicano sui ripiani e nei cassetti del guardaroba e un giorno succede che, aprendo le ante dell’armadio, pare ci sia stata una battaglia tra le magliette: stoffe e tessuti mescolati tra loro, pile di vestiti talmente stropicciati da sembrare stracci per la polvere e un disordine tale da non riuscire a trovare le uniche due cose che indossi di solito.
Davvero non capisco come possa succedere, è un po’ come il mistero del filo degli auricolari che si annoda sempre su se stesso.

Ad ogni modo, ho preso coraggio e mi sono messa al lavoro, seguendo più o meno le istruzioni del post citato sopra. Mi sono presa un pomeriggio, ho acceso la radio (no, non ho fatto una playlist) e ho letteralmente lanciato tutto il contenuto dell’armadio sul letto.
Dopodiché ho iniziato a organizzare tutti i miei vestiti in quattro pile:
> sicuramente da tenere
> sicuramente da buttare
> da regalare
> non sa/non risponde
Ho riempito un sacco con i vestiti da buttare (perché rovinati, strappati senza salvezza, macchiati indelebilmente eccetera) e uno con quelli da regalare, poi mi sono arenata un po’ arrivata alla pila del “non sa/non risponde”; è stata di certo la più difficile da affrontare perché comprendeva quelle cose belle ma scomode, belle ma poco adatte a me, belle ma che non mi stanno più (e se poi dimagrisco?). Non ci ho pensato troppo, sono andata a istinto e ho eliminato tutto ciò che non mi sta (tanto non dimagrisco), tutto ciò che reputo scomodo e buona parte di ciò che non mi si addice perché non so bene con cosa abbinarlo, non ho le scarpe adatte, non sono una che indossa le gonne eccetera. Ho tenuto parte dei vestiti “poco adatti a me”, ma mi sono data un termine di tre mesi: se non li indosserò entro dicembre, se ne andranno anche loro.
Dopo aver rimesso nell’armadio le cose da tenere, ho fotografato tutto ciò che volevo regalare e ho pubblicato un post sul gruppo Facebook “Te lo regalo se vieni a prenderlo”: dopo nemmeno trenta minuti, i miei vestiti avevano già una nuova proprietaria.
Dopo un paio d’ore ero già fuori dal tunnel, il letto era libero e l’armadio era ordinato come non mai.

Il post citato all’inizio propone di vivere con 33 capi per tre mesi, compresi gli accessori ed esclusi biancheria, pigiami e abbigliamento da lavoro/sportivo: oggi, dopo questa ripulita all’armadio, ho 50 capi in tutto, per 12 mesi. Non male, direi.
Sono soddisfatta, non tanto perché ora l’armadio è in ordine e posso trovare i vestiti senza dover perdere tempo prezioso, ma soprattutto perché mi sono accorta che il mio attaccamento agli oggetti è (quasi) un lontano ricordo. Anni fa liberarmi delle cose era molto più difficile e mi richiedeva uno sforzo maggiore mentre oggi vivo il distacco da ciò che possiedo con obiettività, come se fosse scontato che se non so più dove mettere ciò che ho, non mi serve più spazio, mi servono meno cose. Tempo addietro non era così semplice (e semplice semplice non lo è nemmeno ora) perché attribuivo agli oggetti un valore, economico ma non solo, che complicava tutto. Oggi non mi interessa più nemmeno ricavare del denaro da ciò che non mi serve più (regalare richiede meno tempo e energie rispetto alla vendita e, in più, donare mi fa sentire bene).
Detto questo, vedremo quanto durerà questo ordine prima che ricominci la battaglia delle magliette.

 

Ghiaccioli fai da teRicetta facilissima e veloce dei ghiaccioli fai da te gusto cola, rimedio efficace per sopravvivere a queste giornate di caldo infernale.

Per preparare questi ghiaccioli serve lo sciroppo di guaranà.
Il guaranà (Paulinia cupana) è una liana legnosa originaria dell’Amazzonia. I semi, essiccati e torrefatti, vengono pestati e mescolati con acqua per ottenere una pasta. La pasta viene poi lavorata in cilindri che contengono amido, caffeina e tracce di teobromina. L’estratto è usato poi per preparare bevande e integratori stimolanti per combattere stanchezza e affaticamento fisico o mentale e che possono essere utilizzati anche per curare le dissenterie leggere o come coadiuvanti nelle diete dimagranti.
Con lo sciroppo di guaranà si possono preparare bevande, bibite analcoliche o alcoliche, granite: io lo uso per fare questi ghiaccioli, che non credo abbiano proprietà ma sono molto buoni :)

Ingredienti
> Sciroppo di guaranà
> Acqua

Procedimento
Prendi sei formine per i ghiaccioli, riempine cinque con acqua e una con lo sciroppo di guaranà: io uso lo sciroppo al guaranà di Altromercato. Trasferisci in una caraffa, mescola e riempi le formine. Metti in congelatore e dopo circa otto ore avrai i tuoi ghiaccioli alla cola; meglio ancora se li dimentichi in congelatore per una notte.
Sperimenta anche la ricetta per preparare i ghiaccioli alla frutta.

aromazone Non so tu ma io con questo caldo non ho nessuna voglia di spignattare. Però ho bisogno di qualche cosmetico che mi dia una mano a combattere gonfiore, ritenzione idrica e quel senso di pesantezza alle gambe. allora ho deciso di provare i cosmetici di Aroma zone: considerando che acquisto spesso da loro le materie prime per preparare i cosmetici in casa è un po’ come se avessi preparato io questi prodotti, no?
Di seguito una breve recensione di qualche prodotto che ho provato per cercare di sconfiggere gambe pesanti e ritenzione idrica.

Gel gambe leggere

Jambes légères è un gel da usare in caso di gambe pesanti e gonfie. Contiene, tra le altre cose, idrolato di menta, olio essenziale di cipresso, olio essenziale di menta piperita, estratto di rusco, estratto di vite rossa e idrolato di arancio. È verde perché contiene clorofilla e tutti gli ingredienti sono eco-bio. Ha un buon profumo di ghiacciolo alla menta, si assorbe in fretta ma abbastanza lentamente da permettere un buon massaggio e non fa quell’effetto freddo che molti gel simili danno e che personalmente trovo più fastidioso che benefico. Ho comprato il flacone da 200 millilitri (9,50 euro) e lo applico tutti i giorni nel tardo pomeriggio perché nelle ore calde le mie gambe si gonfiano che è una meraviglia.
Se soffrite anche voi di gonfiore alle gambe, consiglio di abbinare all’uso di questo gel anche un paio di pastigliette drenanti al giorno e qualche minuto di doccia fredda alle gambe: quando mi ricordo di farlo noto un miglioramento.

Gel anticellulite

Galbe e silhouette è invece un gel per combattere i cuscinetti. Tra gli ingredienti attivi della formulazione ci sono: idrolato di verbena, olio essenziale di pompelmo, caffeina, olio essenziale di bergamotto, estratto di edera, olio essenziale di finocchio marino, idrolato di arancio, olio essenziale di menta e estratto di sphacelaria scoparia (un’alga bruna). Anche in questo caso gli ingredienti sono tutti vegetali e eco-bio. Come per l’altro gel, anche questo si assorbe abbastanza in fretta da non dare fastidio ma abbastanza lentamente da permettere un buon massaggio. Il profumo è fantastico, sa moltissimo di pompelmo, che io adoro. Anche di questo ho scelto il formato da 200 milliltri (10,50 euro) e lo uso la mattina dopo la doccia per combattere adiposità e pelle a buccia d’arancia.

Per combattere la cellulite in modo efficace ovviamente non basta questo: bisogna soprattutto mangiare bene, fare un po’ di attività fisica e pendersi cura del proprio corpo, però un buon cosmetico potrebbe aiutare sommato al resto.

Crema anticellulite e altri prodotti

Un altro prodotto che ho provato, non eco bio ma con cui mi sono trovata molto bene è Jovita Osmocell crema anticellulite: si spalma e si assorbe benissimo, non unge e non dà nessun fastidio. Devo dire che rispetto ai prodotti di Aroma zone questo Jovita è tutta un’altra cosa (nettamente migliore).

Se soffrite di cellulite e ritenzione idrica
, vi segnalo che Lara ha preparato un bel beauty case con prodotti anticellulite sul sito di Samifar dove potete trovare cosmetici e non, utili a combattere la cellulite su più fronti.
Vi consiglio di iscrivervi anche al gruppo Facebook “Cellulite non ti temo” dove cerchiamo di uscire dal tunnel della pelle a buccia d’arancia.

Se vuoi provare a fare te un gel “due in uno” contro gonfiore degli arti inferiori e cellulite, ecco una mia ricetta: Gel snellente e anticellulite fai da te.

PS: Aroma zone non mi paga per le recensioni, nemmeno in buoni spesa. Nemmeno Samifar mi paga, questo post è nato solo da puro spirito di condivisione.

Scaloppine di seitan al limoneDopo anni di esperimenti con il seitan, eccoti due ricette collaudate e veramente buone per preparare le scaloppine vegan.
Una cosa importantissima perché il seitan sia buono è, manco a dirlo, il seitan stesso. Se lo sai fare in casa usa quello autoprodotto da te, altrimenti ti consiglio il Soyalab oppure Fonte della vita. Sono le uniche marche tra quelle che ho assaggiato che vendono seitan lavorato a mano e privo di quella consistenza gommosa e/o spugnosa, che personalmente trovo insopportabile.
Le dosi delle ricette sono per quattro persone con una fame normale oppure per due persone affamate.

Scaloppine vegan ai funghi

Ingredienti
> 250 g di seitan
> 250 g di funghi prataioli (champignon)
> 2 cucchiai di olio evo
> mezza cipolla
> due/tre cucchiai di salsa di soia
> tre cucchiai di farina di riso
> mezzo bicchiere di birra

Procedimento
Fai dorare la cipolla tagliata a fette sottili nell’olio. Aggiungi i funghi puliti e tagliati a fette e lasciati rosolare per qualche minuto. Aggiungi il seitan tagliato a fette e passato nella farina di riso. Dopo un paio di minuti aggiungi la birra e falla evaporare un po’. Unisci la salsa di soia cuoci per circa un quarto d’ora a fuoco medio basso con il coperchio. Quando i funghi saranno cotti, togli il coperchio e fai evaporare un po’ l’acqua dei funghi, lasciando un po’ di intingolo denso.

Se non sei a dieta, ti propongo anche una versione più pesante: nel soffritto aggiungi carote e sedano sminuzzati e a fine cottura mezza confezione di panna vegetale (di soia o di riso, circa 100 g).

Scaloppine vegan al limone

Ingredienti
> 250 g di seitan
> due cucchiai d’olio
> mezza cipolla
> la buccia di mezzo limone
> un cucchiaio di succo di limone
> due/tre cucchiai di salsa di soia
> tre cucchiai di farina di riso

Procedimento
Il procedimento è lo stesso della ricetta precedente ma i tempi di cottura sono ridotti. Insieme alla cipolla fai rosolare anche la buccia di limone grattugiata. Per rendere più agevole l’operazione, conserva il limone in congelatore e grattugia la buccia quando è congelato. Oltre alla cipolla e alla buccia del limone puoi aggiungere erbe essiccate o fresche tritate (salvia, rosmarino, maggiorana).
Aggiungi il seitantagliato a fette e passato nella farina di riso. Dopo qualche minuto unisci il succo del limone spremuto e la salsa di soia. Lascia sul fuoco per circa cinque minuti, finché non si sarà formato un intingolo denso.

Queste sono le ricette che utilizzo maggiormente per preparare il seitan. Puoi provarlo anche nella versione vegan del kebab :)