Oggi parliamo di oleoliti e vediamo come fare gli oleoliti in casa.
Gli oleoliti sono estratti ottenuti per macerazione in olio di foglie, fiori, frutti, radici e sono molto usati nella cosmesi naturale.

Per sapere quale parte di pianta usare nella preparazione degli oleoliti, bisogna conoscere qual è la droga di quella pianta, cioè la parte che presenta il maggior contenuto di costituenti attivi.

Regole di base per fare un oleolito

Negli oleoliti generalmente la pianta rappresenta il 15-20% dell’estratto finale, dunque si usano 150-200 grammi di pianta per un litro di olio. Per evitare i processi ossidativi che farebbero irrancidire gli oli, si aggiunge lo 0.3% di Vitamina E (calcolata sul totale dell’olio).

Per facilitare il processo di estrazione la pianta andrebbe ridotta in pezzi (non polverizzata) così da aumentare la superficie di vegetale a contatto con l’olio e migliorare l’estrazione. Erbe, fiori e foglie andrebbero quindi tagliati grossolanamente; radici, cortecce e legni andrebbero ridotti in piccoli pezzi; semi e frutti andrebbero contusi.

La macerazione naturale avviene al sole in recipienti di vetro scuro (fino a un certo punto l’aumento di temperatura favorisce l’estrazione, ma i raggi diretti del sole danneggerebbero i componenti per questo il vetro deve schermare i raggi UV) per un periodo variabile secondo la pianta.

Come fare gli oleoliti

Come si fa un oleolito? È molto semplice: sistemi la droga da estrarre – opportunamente ridotta in pezzi o contusa – in un barattolo di vetro scuro o rivestito esternamente, copri con l’olio in cui si hai disciolto la vitamina E e metti il barattolo a macerare al sole.
Almeno tre volte al giorno dovrai agitare il recipiente, per fare in modo che la pianta venga a contatto con olio “vergine” e l’estrazione sia più efficace (l’olio a contatto con la pianta diventa saturo di componenti estratti, agitare il barattolo serve a spostare quell’olio e a far andare a contatto con la pianta altro olio non saturo).

Se hai usato piante essiccate, al termine della macerazione dovrai recuperare l’olio, spremendo la parte vegetale (in genere si fa con un torchio, a casa si schiaccia la droga su un colino), poi farai riposare per 24 h e infine filtrerai su carta.
Partendo da pianta fresca il procedimento è un po’ più complicato perché bisognerebbe eliminare la parte acquosa, e questo in genere si fa per decantazione o tramite imbuto separatore; dopo la separazione, anche in questo caso si fa riposare per 24-48 h e si filtra su carta; alcuni oleoliti possono essere fatti solo da pianta fresca (ad esempio: iperico, elicriso, ciclamino).

Le piante da usare puoi raccoglierle tu, se hai esperienza in riconoscimento delle erbe spontanee, oppure puoi acquistarle in erboristeria: utilizza piante di qualità, non ti accontentare.

L’oleolito puoi poi utilizzarlo per preparare cosmetici in casa oppure usarlo così com’è per effettuare massaggi specifici in base alle proprietà della droga che hai scelto.

Ti interessa imparare a usare gli oleoliti per i tuoi cosmetici fai da te? Allora ti farà piacere sapere che terrò presto un corso di cosmetici e saponi a Mombercelli.

Nella foto qui a sinista trovi una tabella tratta dal “Manuale delle preparazioni erboristiche” (Bettiol-Vinceri, edizione Tecniche nuove), con le indicazioni per la preparazione dei principali oleoliti: se ci clicchi sopra puoi vederla ingrandita. La foto in alto al post è invece di Ricky Kharawala.

Se hai dubbi o domande su come fare un oleolito o vuoi condividere la tua esperienza con gli oleoliti, commenta questo post qui o su Facebook.

Se invece è tutto chiaro, inizia a preparare i tuoi oleoliti e fammi sapere come è andata.

Le più attente avranno notato che il sito ha subìto un restyling importante. Ho cambiato nome e grafica, inserito la newsletter (a proposito, ti sei iscritta? C’è un regalo per te, corri!) e sono in arrivo altre novità. La prima è che dopo diversi anni di latitanza, ricomincerò a curare il blog regolarmente.ò a curare il blog regolarmente.

Ti aspetto la prossima settimana con un nuovo argomento qui sul blog.

 

Dopo oltre un anno di assenza, eccomi di nuovo sul blog. Torno da Dottoressa, finalmente con la mia sudatissima Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche.
Ora che questo percorso universitario è terminato, ho ancora molto da studiare per diventare una brava erborista, ma sicuramente in una cosa sono diventata esperta: la gestione dell’ansia da esami!
L’ansia è stata per me la cosa più difficile da superare durante lo studio: più di chimica organica, più di biochimica, più di analisi chimica (insomma, più di tutta la chimica che ho studiato).
Quindi vista l’esperienza consolidata nella lotta all’ansia da esame, ecco qui i miei consigli per giovani (e meno giovani) studentesse e studenti che a ogni sessione si trovano a dover fare i conti con l’ansia: cosa fare, cosa non fare e ovviamente quali sono le erbe utili a combattere l’ansia.

Come combattere l’ansia prima degli esami

1. Studia. Banale, me ne rendo conto, ma se studi è meno probabile che l’ansia ti faccia fare scena muta, perché ti sentirai sicura/o e preparata/o. Ti consiglio di trovare un tuo metodo di studio efficace e di cercare di capire e di ragionare: non studiare a memoria, perché l’ansia ti farà quasi sicuramente dimenticare molte cose quando sarai sotto esame.
Non c’entra con l’ansia, ma per aumentare la concentrazione durante lo studio, puoi diffondere nell’ambiente l’olio essenziale di limone.
2. Dormi. Mentre dormi, ciò che hai studiato durante il giorno si consolida, quindi passare le nottate sui libri è controproducente perché non ti permette di “fissare” i concetti e la mancanza di riposo farà inoltre aumentare l’ansia, l’agitazione e la stanchezza, diminuendo le tue prestazioni il giorno successivo.
3. Mangia bene. Una mente può funzionare bene solo se l’organismo funziona bene e se ha sufficiente energia. Se segui una dieta equilibrata, sana e varia, il tuo apparato digerente funziona bene, non ti addomenti sui libri, riposi meglio, ragioni meglio. Ad esempio, sai che è meglio mangiare proteine a pranzo e carboidrati a cena, perché i carboidrati rispetto alle proteine hanno effetto sedativo? Ora lo sai.
4. Fai attività fisica. Ogni giorno, fai una pausa dallo studio e concediti una passeggiata di 30 minuti a passo svelto, possibilmente in un posto lontano da auto e caos. L’attività fisica ossigena i tessuti, cervello compreso, quindi aumenta le tue performance nello studio, oltre a distrarti, farti “scaricare” ansia e stress e ad aumentare il tuo livello di benessere.
5. Non fumare e diminuisci il caffè. Più si avvicina l’esame, più il numero di caffè e sigarette aumentano: pensi che il caffè ti tenga sveglia/o e che le sigarette ti calmino. In realtà l’accoppiata caffè e sigaretta non fa che peggiorare il tuo stato di ansia: il caffè è stimolante per la presenza di caffeina e ti aiuta a mantenere alte attenzione e concentrazione, ma se ne bevi troppo ti farà agitare e dormire peggio; il fumo invece toglie ossigeno al cervello (tra le altre cose) e diminuisce le tue prestazioni sui libri. Dunque elimina o almeno riduci caffè e sigarette soprattutto durante la settimana prima dell’esame. Se hai bisogno di più energia o di migliorare la memoria puoi prendere un integratore, chiedi in erboristeria: io prendevo il ginseng e lo sospendevo una settimana prima dell’esame, per passare ai tisanoni rilassanti.
6. Non bere alcolici. Se bevi alcol la sera, dormirai peggio e non permetterai al tuo splendido cervello di consolidare i concetti appresi durante la giornata. Quindi rimanda a dopo l’esame, quando potrai ubriacarti per festeggiare l’esito dell’esame (non è vero, l’alcol fa malissimo, sarebbe meglio non ubriacarsi mai).
7. Respira. Mentre aspetti di essere esaminata/o, quando senti arrivare quell’ondata di ansia, il cervello comincia a ripetere in loop “noncelafaccio-noncelafaccio-noncelafaccio”, il cuore inizia a battere in modo anomalo, ti senti un mattone piantato sullo stomaco e ti vengono gli strizzoni, fai così: inspira per tre secondi, trattieni il fiato per tre secondi, espira per tre secondi. Ripeti finché non ti sentirai meglio (in genere bastano 4-5 ripetizioni, anche meno). Concentrati sul respiro, il cuore tornerà a battere normalmente, la pancia smetterà di fare male e i pensieri torneranno alla realtà.

Erbe e rimedi contro l’ansia da esame

Da erborista non posso non consigliarti le erbe e i rimedi utili in caso di ansia da esame. Ovviamente dovrai cercare di seguire anche i consigli che ho elencato sopra, perché non esiste un unico rimedio miracoloso che farà sparire l’ansia come per magia.
Per ridurre l’ansia, qualche giorno prima dell’esame puoi ricorrere a tisane rilassanti a base di passiflora, luppolo, melissa, tiglio da bere la sera per dormire meglio, calmare l’agitazione ed evitare di rigirarti nel letto a rimuginare su ciò che non ricordi. Se l’ansia ti prende la pancia, puoi aggiungere erbe dall’azione spasmolitica come la camomilla, che calma quelli che io chiamo strizzoni.
Per migliorare il sonno puoi anche versare sul cuscino due gocce di olio essenziale di lavanda o di olio essenziale di melissa: prova.
In alternativa alla tisana (o in aggiunta alla tisana) nei giorni precedenti all’esame e poco prima dell’esame puoi prendere degli estratti di erbe dall’azione calmante: io ho usato un prodotto di Solimè con arancio dolce, biancospino, melissa e camomilla e lo compravo regolarmente da L’Oca irriverente (erboristeria dove ho svolto anche il tirocinio); trovi prodotti simili in qualsiasi erboristeria, anche di altre marche.
Il giorno dell’esame mescola due gocce di olio essenziale di lavanda a mezzo cucchiaino di olio e massaggia l’olio dietro le orecchie: in quella zona del corpo la pelle ha il massimo assorbimento, e la lavanda ti aiuterà a calmarti.
Infine un consiglio che non ha a che fare con le erbe. Il giorno dell’esame, vestiti di verde: no, non c’entra la speranza di passare l’esame, ma il fatto che il verde aiuta a rilassarsi come mi ha insegnato la carissima Anna, image consultant e style strategist.

Abbiamo finito, in bocca al lupo per il tuo prossimo esame :)