Foto0210Un paio di settimane fa mi hanno regalato la pasta madre, detta anche lievito madre, o lievito naturale.

Cos’è la pasta madre? Dunque, è un impasto di farina e acqua, a cui è stato aggiunto un agente in grado di dare vita ad una fermentazione. L’agente in questione può essere un frutto molto maturo ricco di sostanze zuccherine (come le mele, le uvette, le albicocche), oppure il miele. La pasta madre si utilizza al posto del lievito per fare pane, pizze, focacce; contiene più micoorganismi rispetto al lievito di birra, è più digeribile e ha proprietà nutrizionali migliori. Inoltre il pane fatto con la pasta madre, ha bisogno di più tempo per lievitare e si conserva più a lungo (circa una settimana). Per gli inesperti come me, la pasta madre non è altro che un blob pieno di buchi (alveoli), che cresce a dismisura. Io me la sono ritrovata già pronta, per mia fortuna, ma si può  preparare da zero, cercando una delle tante ricette in rete. Non sembra semplicissimo, ma nemmeno impossibile. Se si ha la fortuna di riceverla in regalo, bisogna solo mantenerla viva, attraverso il rinfresco.

Come si fa il rinfresco? Innanzitutto si deve pesare la pasta madre; dopodichè si aggiunge la stessa quantità di farina e metà quantità d’acqua. Ad esempio, la mia pasta madre pesa 200 gr, aggiungo 200 gr di farina e 100 ml d’acqua minerale e impasto. Utilizzo farina manitoba e acqua minerale (della bottiglia). Dopo averla rinfrescata, uso metà della pasta madre per fare il pane e l’altra metà la conservo. Se non si ha tempo di utilizzarla, la si butta o la si regala a qualcuno (c’è gente che farebbe i salti di gioia se gliela regalassero).

Come si conserva la pasta madre? In un contenitore unto con l’olio, coperto con una pellicola di modo che l’aria non entri (altrimenti si seccherebbe). Si può conservare a temperatura ambiente o in frigorifero; nel primo caso il rinfresco andrà fatto ogni 3/4 giorni mentre nel secondo caso la pasta madre si addormenta (non cresce più), quindi il rinfresco può essere fatto ogni 4/5 giorni. Se decidete di optare per il frigorifero, dopo averla rinfrescata fatela crescere un po’ prima di rimetterla in frigorifero oppure aspettate qualche ora prima di utilizzarla dopo averla tirata fuori. Io la conservo in frigorifero nel barattolo che si vede in foto.

Come si utilizza? Dopo averla rinfrescata, io aspetto qualche ora per utilizzarla e la faccio crescere un po’. Poi la impasto con 500 gr di farina, 300 ml d’acqua, sale e un cucchiaio d’olio. Lascio lievitare diverse ore (una decina in genere, finché non raddoppia il suo volume), poi faccio dei piccoli panini, li incido con un coltello e inforno su teglie leggermente infarinate. Il forno lo faccio scaldare per bene. Dopo circa mezzora, il pane è pronto. Al mio secondo tentativo, il risultato è stato buono (la prima volta i miei panini erano praticamente dei sassi), perché mi sono ricordata di mettere in forno una ciotolina d’acqua durante la cottura, che dà la giusta umidità. Non ho ancora provato a fare la pizza, devo perdere qualche chilo prima di poter ricominciare a mangiare come mio solito.


kefir_lattell kefir di latte è una bevanda ricca di fermenti lattici e probiotici ottenuta dalla fermentazione del latte. A detta degli esperti, riequilibra la flora batterica intestinale, stimola il sistema immunitario, ha proprietà antibiotiche e difende l’organismo da microbi e funghi (come ad esempio la candida albicans). È molto difficile trovare il kefir già pronto, quindi in genere viene preparato in modo casalingo.

Per produrlo a casa propria, servono una manciata di fermenti, latte, un colino e due contenitori, di cui uno a chiusura ermetica.

I fermenti, diversi da quelli dello yogurt, si possono trovare in farmacia, nei negozi che trattano il biologico, oppure su internet, in vendita o in regalo. Appaiono come piccoli granuli bianchi e per ottenere da loro un buon kefir, basta metterli in un contenitore pulito (io utilizzo una grossa tazza per la colazione), aggiungere latte fresco intero e coprire  non ermeticamente, per evitare che la fermentazione faccia esplodere il tappo (io appoggio sulla tazza un piatto). Lasciate il contenitore a temperatura ambiente e dopo 24 ore, i fermenti avranno fatto il loro lavoro. Per dividerli dal kefir, versate tutto in un colino appoggiato su un vasetto di vetro e fate filtrare, aiutandovi con un cucchiaio. A seconda della quantità di latte che avrete adoperato, otterrete una bevanda liquida oppure un composto denso, simile allo yogurt. Il kefir ha un sapore decisamente acido; potete consumarlo così ma, se non vi piace, potete aggiungere dello zucchero, del fruttosio, del miele o qualche cucchiaino di marmellata. Chiudete il contenitore ermeticamente e riponetelo in frigorifero, dove si conserverà per circa una settimana.

Lavate con acqua fresca i fermenti rimasti nel colino e riponeteli di nuovo nel contenitore (precedentemente lavato) che utilizzate per la fermentazione; ricopriteli di latte e ricominciate dall’inizio. In questo modo, avrete ogni giorno  il vostro kefir fresco; se volete interrompere la produzione, potete congelare i fermenti e ricominciare ad utilizzarli quando ne avrete voglia. Esistono anche tutorial in rete, dove potete vedere nel dettaglio tutte le fasi della preparazione.

I fermenti cresceranno man mano che li adopererete; quelli in eccesso potete mangiarli, regalarli, venderli, congelarli o semplicemente buttarli (ma, nell’ultimo caso, sarebbe un peccato; molto meglio regalarli o congelarli).

Un’ultima cosa: produrre da soli il kefir, o lo yogurt in genere, ha almeno altri due aspetti importanti, oltre a quelli legati ai benefici sulla salute e al risparmio. Il primo è che il vostro yogurt sarà sicuramente un prodotto più buono e genuino rispetto a quello che potete trovare sugli scaffali dei supermercati. Il secondo riguarda l’eliminazione dei rifiuti: pensate a quanti vasetti di yogurt non vengono immessi nell’ambiente grazie all’autoproduzione.

pomodorooSe per qualsiasi motivo non potete mangiare il pomodoro cotto e siete in crisi perché non sapete come condire la pasta, ecco un modo molto semplice e veloce per preparare un condimento a base di pomodoro crudo. Tagliate a pezzi grossi tre o quattro pomodori a grappolo (per circa 250g di pasta), aggiungete sale, basilico, erba cipollina, due o tre fette di cipolla, uno spicchio d’aglio e un filo d’olio. Mettete tutto nel robot da cucina, azionatelo (con la lama) per qualche secondo et voilà, il sugo è pronto. Se trovate che cipolla e aglio crudi siano troppo forti, soffrigeteli a parte in padella con poco olio, e aggiungeteli alla fine.