Mentre Claudia vive il miracolo delle piantine risorte, io cerco di far sopravvivere le mie, invase da pidocchi,  funghi e da non so quale altro essere che si è mangiato le mie fragole. Sono dispiaceri. Il cerfoglio è morto, stecchito, secco; il coriandolo sta per fare la stessa fine. Alla salvia sono rimaste poche foglie, tutte puntinate di bianco, che ho scoperto essere oidio. Le due fragole che tanto ho fotografato sono state divorate da qualcosa che non ho nemmeno visto e il balcone è letteralmente invaso da moscerini che banchettano con la melata. Anche le tenere foglioline di stevia, se la stanno passando davvero male. Per non parlare della lattuga, che sta appassendo prima del tempo.

Osservo il disastro con lo spruzzino in mano, impotente. Ho provato con il decotto d’aglio, il sapone di marsiglia, l’infuso di ortica, ma niente. Nessun rimedio fai da me è in grado di fermare l’istinto di sopravvivenza delle bestioline, evidentemente molto più forte di quello delle piante.  La natura in qualche modo sta facendo il suo corso, i pidocchi penseranno che il mio orto è lì per loro; ai moscerini non sembra vero poter fare scorpacciate simili. Sembrano dirmi: per te, ci sono i supermercati, le erbe aromatiche confezionate, l’insalata in sacchetto, le fragole in vaschetta, i pomodori di serra.

Mi domando come potremmo tornare davvero ad una vita rurale, se non siamo in grado di combattere dei piccoli, minuscoli pidocchi. Mi chiedo quanto ci sia di vero dietro all’etichetta “biologico”, ora che ho visto con i miei occhi quanto è difficile coltivare qualcosa senza che questo venga prima mangiato da altri. Mi interrogo sulle sorti dell’umanità: siamo ancora in grado di vivere senza pesticidi e prodotti chimici? Insomma, mi faccio un sacco di domande per non ammettere che sono una schiappa e che il mio pollice nero non si è smentito.

La verità è che non ho esperienza, che vivo in una campagna dove il cemento mi ha allontanata dalle tradizioni che si tramandano di padre in figlio; e così non ho saputo scegliere un terriccio adeguato, non ho valutato l’esposizione in cui collocare i vasi, non ho probabilmente rispettato i tempi della natura e non ho saputo prevenire la catastrofe che si sta compiendo. Domani andrò a caccia di coccinelle nei prati e tenterò l’ultima strada per la lotta agli afidi. Sarò ancora in tempo per rimediare?