Vi ricordate della mia eco-fatica “senza rifiuti”? Durante il mese di novembre ho accumulato davvero di tutto, con la promessa di riutilizzare in modo creativo ciò che avevo salvato dalla spazzatura. La decisione di chiudere Effecinque ha poi ucciso la mia vena creativa già moribonda di suo, ma durante questi giorni di vacanza mi sono messa di impegno ed ecco qua i risultati.

Ho creato varie versioni di sali da bagno da regalare a Natale, riutilizzando i vasetti in vetro di sugo e marmellate, che ho poi decorato con avanzi di stoffa (dal corso di taglio e cucito che ho frequentato mesi fa), fette d’arancia essiccate sul calorifero (ogni volta che spremo un’arancia ne tengo da parte una fetta sottile) e nastrini di rafia che avevo in casa per non so quale motivo, forse per l’orto sul balcone. Se non si hanno più i coperchi, i vasi in vetro possono essere riempiti con gli avanzi delle candele sciolti a bagnomaria inserendo un cordino di cotone.

I barattoli di cartone che contenevano all’origine brodo bio e orzo, hanno subito un simil-decoupage: ho preparato una soluzione densa di colla vinilica e acqua e spennellato i barattoli; dopodiché ho incollato brutalmente ritagli di fumetti e parole crociate e ripassato con la soluzione collosa tutta la superficie. Veloce e facilissimo anche per le incapaci come me!

Infine ho preso di mira tutti i barattoli di alluminio della frutta secca. Per questi il lavoro è stato un po’ più complicato. Prima li ho colorati – alcuni a pennello con smalto all’acqua, altri con la bomboletta spray per nulla ecologica, devo ammetterlo – poi ho incollato fiori di feltro e bottoni cuciti uno sull’altro. A breve proverò a decorarne altri con scampoli di stoffa.

Ovviamente perché questi lavoretti siano il più possibile ad impatto e costo zero sarebbe meglio recuperare tutto il recuperabile, ad esempio:
– stoffe avanzate da qualche creazione di cucito creativo, ma anche recuperate da vecchie lenzuola o abiti non più indossabili da nessuno;
– bottoni recuperati da vecchi vestiti o che vi trovate in casa perché chissà da quale camicetta sono saltati via;
– colle e colori avanzati da altri lavori, rimasti sul fondo del barattolo o nella bomboletta dopo aver ridipinto la cancellata o la bicicletta;
– ritagli di giornale o, come nel mio caso, di fumetti in pessimo stato (quindi non regalabili o barattabili) e parole crociate iniziate e mai finite (io ad esempio faccio solo gli autodefiniti e salto tutti gli altri schemi);
– decorazioni comprate in momenti di acquisti compulsivi e dimenticate in un cassetto (è il caso dei miei fiori in feltro).

Con i miei lavoretti ho salvato un bel po’ di materiale dalla discarica e ho creato dei contenitori finalmente utili per nascondere dalla vista piccoli oggetti che in genere restano sparpagliati ovunque.