Prima di scrivere il mio solito bilancio dell’eco-fatica passata e parlarvi dell’eco-fatica in atto, devo assolutamente dedicare qualche parola alla mia nuova eco wash ball.
Forse ricorderete di quando provai le noci detergenti, di come fossi arrivata alla conclusione che lavino tanto quanto l’acqua calda e delle mie perplessità riguardo all’efficacia della palla lavante.
Ebbene, devo ricredermi. Ho provato la eco wash ball e, incredibile ma vero, funziona. Non so né come né perché ma l’ho testata su capi chiari abbastanza sporchi per valutare meglio il risultato, ho fatto un ciclo di lavaggio a 40 gradi (temperatura massima consentita se si utilizza la palla) e sono venuti fuori puliti; uno dei due prodotti finora insostituibili in casa mia verrà finalmente rimpiazzato per ben mille lavaggi. Sono soddisfazioni.

Per quanto riguarda l’eco-fatica passata ho sgarrato pochissime volte in un mese, in particolare durante il cenone dell’ultimo dell’anno, che ho pagato con simpatici strizzoni e con un’eruzione cutanea sul viso. Credo che durante il mese di dicembre il mio corpo si sia in qualche modo disintossicato dalle proteine animali e abbuffarmi di derivati del latte e uova dopo un mese intero ad evitarli come la peste, non abbia giovato molto alla mia salute.
Ho verificato che in linea di massima uova e latticini non mi mancano e non è così difficile rinunciarvi; le cose si complicano quando si mangia fuori, ma in casa non esiste problema. Ho scoperto sapori nuovi e prodotti che non conoscevo, tra cui il tempeh, buono e versatile, la maionese vegetale che adoro più dell’originale, lo sciroppo di riso che sostituisce il miele in tante preparazioni e mi sono sbizzarrita in cucina, molto più del solito.
Dopo questa esperienza, ho deciso che sarò una vegana flessibile: mangerò prevalentemente vegan, prediligerò sempre le alternative vegane ai cibi che contengono uova o derivati del latte e mi concederò degli strappi alla regola saltuariamente (evitando le grandi abbuffate come quella di capodanno, ovviamente). Non escludo di diventare totalmente vegana fra qualche tempo, ma non voglio nemmeno impormi di farlo subito e ora, perché preferisco affrontare i cambiamenti in modo graduale e soft.

Ed ora veniamo alla fatica di gennaio: un mese senza acquisti. Detta così sembra facile, soprattutto perché quando penso al mio shopping, ho la sensazione di non comprare mai nulla. In realtà i conti alla fine del mese dicono il contrario, quindi evidentemente non è come sembra.
Vi state per caso domandando: ma se questo è il mese senza acquisti, com’è che hai appena scritto di aver comprato la eco wash ball? Semplice, non ho scritto di averla comprata. L’ho ottenuta in baratto da una simpaticissima barter che ha appena chiuso un negozio dove vendeva prodotti eco e che aveva bisogno di alcune cose di Effecinque, quindi ci siamo scambiate un po’ di quel che resta delle nostre rispettive attività grazie a Zerorelativo. Barattare non è mica acquistare, no?

PS. Per il 2012, ho fatto il calendario! Potete scaricarlo qui e stamparlo su fogli A4 riciclati (già stampati su un lato). Buon anno :)