Ti ritrovi sveglio nel cuore della notte con un mal di schiena. Ti alzi, fai qualche passo in casa e quel dolore si scioglie un po’. Una forma infiammatoria, come la spondiloartrite anchilosante, è una malattia reumatica cronica che tende a coinvolgere soprattutto la colonna vertebrale e le articolazioni sacro iliache.
Quando il mal di schiena non è “solo schiena”
Il segno è il dolore lombare infiammatorio. Spesso:
- di solito compare tra i 20 e i 40 anni
- tende a peggiorare quando si sta a riposo
- a volte può svegliare anche nel cuore della notte
- spesso migliora un po’ con il movimento
- di solito si accompagna a una certa rigidità mattutina che dura più di 30 minuti
I sintomi che possono accompagnarla
La malattia non resta confinata solo alla colonna. In diversi casi interessa anche articolazioni grandi come anche, ginocchia e spalle.
Un altro disturbo è l’entesite, cioè un’infiammazione nel punto in cui tendini e legamenti si attaccano all’osso. Il tallone è una zona spesso coinvolta: si avverte dolore soprattutto quando si appoggia il piede per terra appena svegli.
A volte possono presentarsi anche disturbi che non riguardano direttamente le articolazioni, come:
- senso di stanchezza molto forte
- leggera dimagrimento
- anemia
- episodi di uveite, con l’occhio arrossato, dolorante e che dà fastidio alla luce
Come si arriva alla diagnosi
Per arrivare a una diagnosi di solito non basta un solo esame. In genere si mette insieme quello che emerge da anamnesi, visita clinica e imaging.
La radiografia può mettere in evidenza l’infiammazione delle articolazioni sacro iliache, cioè la sacroileite, oppure quei ponti di osso che a volte si formano tra una vertebra e l’altra.
Per questo la risonanza magnetica, soprattutto all’inizio, permette di vedere l’infiammazione attiva anche in quei momenti in cui la radiografia sembra ancora dire ben poco.
Gli esami del sangue, come VES e PCR, a volte risultano alti, altre no. Un valore nella norma, da solo, non basta per escludere la malattia.
Le terapie disponibili oggi
Una cura che faccia sparire del tutto la malattia, al momento, non c’è. Esistono però diverse strade per alleggerire dolore, rigidità e rallentare il peggioramento.
Tra le scelte che si usano più spesso ci sono, ad esempio:
- FANS, cioè i comuni farmaci antinfiammatori non steroidei
- farmaci antireumatici come sulfasalazina o metotrexato
- farmaci biologici, per esempio gli inibitori del TNF o dell’IL-17
- fisioterapia ed esercizio mirato, per mantenere postura, elasticità e movimento della colonna
In genere vengono suggeriti esercizi di allungamento, respirazione e lavoro sulla mobilità, modulati in base al momento della malattia.
La chirurgia viene presa in considerazione quando il danno all’articolazione è molto avanzato, per esempio a livello dell’anca.
Cosa fare se sospetti questi sintomi
Se il mal di schiena ti accompagna da diverse settimane o mesi, tende a darti un po’ di tregua quando ti muovi e invece peggiora quando stai fermo, può valere la pena fissare una visita dal reumatologo.
- da quanto tempo senti questo dolore
- se ti capita che ti svegli di notte per il dolore
- quanto ti rimani rigido al mattino
- se hai avuto male ai talloni, qualche gonfiore alle articolazioni o problemi agli occhi




