Bevi tre caffè al mattino? Cosa può accadere al corpo nelle ore successive

La moka comincia a borbottare, il profumo si sente in tutta la cucina, la prima tazzina finisce, poi ne arriva una seconda e, spesso, anche una terza, un po’ sparpagliate tra colazione, auto e inizio del lavoro. Che cosa succede al corpo nelle ore dopo? Per la maggior parte degli adulti sani, tre caffè al mattino restano in un consumo moderato.

Nelle prime ore, il cervello si “sveglia”

La caffeina di solito comincia a farsi notare dopo una mezz’oretta, a volte verso i 45 minuti. Il meccanismo più conosciuto è il blocco dell’adenosina, una sostanza legata alla sensazione di stanchezza.

In concreto è quello che raccontano spesso studenti, chi lavora tanto al computer e chi passa le prime ore del mattino in auto. Non funziona però alla stessa maniera per tutti e la cosa può durare da 3 a 6 ore.

Il caffè non “parla” solo al cervello: spesso dà una spinta anche all’intestino. In certe persone muove un po’ di più il tratto intestinale e andare in bagno, soprattutto dopo colazione, viene quasi naturale.

Metabolismo, energia e resa mentale

Tre caffè bevuti nel giro di poco possono dare una spinta momentanea al tasso metabolico, cioè a quanta energia il corpo brucia mentre sembra fermo. In alcuni studi l’aumento si è visto, più marcato soprattutto in chi non è abituato a prendere caffeina tutti i giorni. Il corpo tende a usare un po’ di più i grassi.

Sul piano mentale, il vantaggio che si nota più spesso è una certa diminuzione della stanchezza. Chi passa ore davanti al computer o vive una mattinata particolarmente piena, non di rado racconta:

  • maggiore concentrazione quando fai cose ripetitive
  • sensazione di torpore un po’ più attenuata
  • energia che regge meglio nelle prime ore della giornata

Qui entra in gioco parecchio l’abitudine.

Tre caffè non sono sempre uguali

Tre espressi, per dire, possono avere una quantità di caffeina molto diversa rispetto a tre caffè filtrati o a tre capsule più cariche del solito. E poi non reggiamo tutti allo stesso modo: peso, età, come si è dormito la notte prima, e quella sensibilità personale alla caffeina che ognuno si porta dietro.

Secondo le indicazioni più diffuse, anche da parte di enti come l’EFSA, per la maggior parte degli adulti in buona salute una quantità moderata di caffeina è considerata sicura. Poi però, nella pratica, ognuno reagisce a modo suo: lo stesso numero di tazzine per qualcuno è niente, per altri è già troppo. C’è chi con tre caffè avverte un po’ di tachicardia, le mani fredde, una lieve ansia o una sensazione di agitazione.

I possibili vantaggi se l’abitudine resta moderata

Quando il consumo rimane presente ma non si esagera, il caffè viene collegato, in vari studi osservazionali, ad antiossidanti, a un possibile calo del rischio di diabete di tipo 2, a un aiuto per la salute del fegato e, in alcune popolazioni, a un quadro cardiovascolare. Ci sono ricerche che indicano che berlo soprattutto al mattino può essere diverso rispetto a distribuirlo fino alla sera.

In medicina si fa una distinzione tra associazione statistica e causa. Alimentazione, movimento, fumo, sonno e il modo in cui viviamo ogni giorno pesano.

Quando è meglio fermarsi o cambiare orario

Molti esperti suggeriscono di non bere il caffè appena aperti gli occhi, ma piuttosto verso la metà mattina. Chi è più sensibile alla caffeina, invece, farebbe meglio a evitare le tazzine dopo le 16 o 17.

Presta particolare attenzione soprattutto se ti ritrovi in una di queste situazioni:

  • ansia o episodi di panico
  • difficoltà a dormire o insonnia
  • gastrite, reflusso o bruciore di stomaco frequente
  • pressione alta
  • gravidanza o particolari problemi al cuore

Se dopo tre caffè non traballi e la notte riesci a dormire senza fatica, è probabile che il tuo corpo se la cavi. Se invece compaiono nervosismo, fastidi allo stomaco o un sonno leggero e agitato, spesso la scelta è bere meno o cambiare orario.

Redazione Idee Tascabili

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