Foto: Ben White
Foto: Ben White

Mancano poco più di due settimane a Natale e il pericolo di ricevere l’ennesimo kit tazza-accappatoio-boxer della squadra del cuore, il dopobarba che sa di colonia anni 80 o il centrotavola dal design discutibile si fa sempre più vicino, perché “un pensiero lo dovremo pur fare a Mario (o Maria), no?”. No. Per me è decisamente no.
Questo post vuole essere un invito a non regalare cose inutili, che riempiono le case di Mario e Maria, prendono polvere e non si possono nemmeno buttare altrimenti chi le ha regalate si offende (bisogna aspettare che si rompano e, come minimo, la tazza sarà di metallo). Evita allora di farti venire mal di testa a furia di annusare dopobarba, smetti di fare file interminabili alla cassa di Auchan e di sprecare energie e risorse per fare regali inutili: concentrati sulle poche persone che davvero ti stanno a cuore e fai pochi (pochissimi) regali ma mirati, pensando a cosa può essere importante per loro: non sono sicura che sia un oggetto.
Ecco allora la mia lista di regali alternativi per Natale: esperienze, attività, servizi immateriali che possono riempire la vita anziché la casa.

1.Il week-end sostenibile
Per l’amica/amico/partner/genitore tutto casa-lavoro-occhiaie che ha decisamente bisogno di una pausa, ti consiglio il soggiorno responsabile di equotube, un cofanetto per evadere dalla routine quotidiana e rilassarsi attraverso un’esperienza etica e sostenibile. Come funziona: scegli il cofanetto che vuoi regalare e il destinatario deciderà poi il periodo e la struttura in cui vivere l’esperienza.
Prezzo: a partire da 44,90.

2. L’aperitivo con il coach
Per l’amico alle prese con un atroce dubbio, che non smette di scervellarsi su un problema o non riesce a prendere una decisione, due chiacchiere “con uno bravo” potrebbero fargli davvero bene. Per il tuo amico in sbattimento esistenziale può essere una bella idea regalo la proposta dell’Accademia della felicità: l’aperitivo con il coach (ma anche il pranzo o la cena, dipende dal livello di sbattimento).
Prezzo: a partire da 30 euro + IVA

3. Un corso per imparare qualcosa di nuovo
Per il partner che non si entusiasma di fronte a niente, ecco l’occasione per dargli una bella botta di vita. Nel magico mondo dei corsi puoi davvero sbizzarrirti e dubito fortemente che tu non riesca a trovare il regalo giusto, tra yoga, fotografia, lingue, ballo, disegno, cucina, maglia, riciclo creativo e autoproduzione.
Oltre alle tante proposte per adulti, tra i vari corsi trovi anche idee interessanti per i bambini: musica, sport, ma anche percorsi e laboratori nelle fattorie didattiche. Ovviamente se i figli non sono i tuoi dovrai consultare prima i genitori, che dovranno approvare la scelta e scarrozzare la prole al corso.
Prezzo: variabile

4. La consulenza d’immagine
Per l’amica che non ha mai niente da mettere pur avendo l’armadio che fatica a chiudersi, che si vede grassa-brutta-troppo qualcosa o poco qualcos’altro- ecco la soluzione: una consulenza d’immagine. Qualcuno che la prenda per mano e la guidi nella scelta di colori, forme e stili in base alla propria personalità. A cosa serve? A farla sentire meglio con se stessa, a scoprire di essere unica e bella così com’è, a far emergere i suoi punti di forza, a comprare meno e meglio e ad avere finalmente un armadio che si chiuda.
In rete trovi tante persone che offrono questo tipo di servizio: io ti consiglio la consulenza (anche a distanza) e i corsi di Anna Turcato, perché mi piace la sua filosofia.
Prezzo: a partire da 180 euro.

5. Mostre, concerti e intrattenimento
A chi ha un evidente bisogno di uscire di casa, incontrare gente o riscoprire la bellezza delle cose, regala un biglietto per un concerto, una mostra d’arte o una mostra fotografica; l’ideale sarebbe vivere l’esperienza insieme per regalare anche un po’ del tuo tempo oltre che un ingresso gratis e, buona notizia, è un’idea regalo che va benissimo anche per gli adolescenti.
Prezzo: variabile

6. Abbonamenti e contenuti digitali
Agli amici nerd che non hanno nostalgia di carta e vinile, puoi regalare un abbonamento a una rivista o a un quotidiano in digitale, un e-book, una carta regalo da usare su Netflix per gli appassionati di serie tv, oppure una gift card Spotify per gli amanti della musica.
Prezzo: variabile

Se proprio non ce la fai a regalare qualcosa di immateriale
, buttati sul classico (o quasi) cesto natalizio: dato che tutti noi mangiamo, se il destinatario non è a dieta, quasi sicuramente non sarà un regalo inutile. Fai solo attenzione a non regalare il cotechino a un vegano o chili di pasta di grano duro trafilata al bronzo a un intollerante al glutine. Oltre a informarti sulle varie allergie, intolleranze e scelte alimentari, regala cibo etico e di qualità. Rivolgiti al gruppo d’acquisto della tua zona, oppure fai da te il tuo cesto natalizio da regalare, acquistando prodotti dalle aziende locali. Sono validi anche cestini di tè e spezie, possibilmente del mercato equosolidale. E per favore niente panettoni e pandori, che poi ci tocca far colazione con quelli fino a Pasqua.

20150920_133924Qualche giorno fa Laura ha pubblicato sul gruppo Facebook di minimo un post (How to Finally Clean out Your Closet for Good) che mi ha dato l’ispirazione per sfidare il grande mostro: l’armadio.
A dirla tutta, avevo già affrontato il decluttering dell’armadio e ne avevo parlato anche qui sul blog. Il problema è che i vestiti si moltiplicano sui ripiani e nei cassetti del guardaroba e un giorno succede che, aprendo le ante dell’armadio, pare ci sia stata una battaglia tra le magliette: stoffe e tessuti mescolati tra loro, pile di vestiti talmente stropicciati da sembrare stracci per la polvere e un disordine tale da non riuscire a trovare le uniche due cose che indossi di solito.
Davvero non capisco come possa succedere, è un po’ come il mistero del filo degli auricolari che si annoda sempre su se stesso.

Ad ogni modo, ho preso coraggio e mi sono messa al lavoro, seguendo più o meno le istruzioni del post citato sopra. Mi sono presa un pomeriggio, ho acceso la radio (no, non ho fatto una playlist) e ho letteralmente lanciato tutto il contenuto dell’armadio sul letto.
Dopodiché ho iniziato a organizzare tutti i miei vestiti in quattro pile:
> sicuramente da tenere
> sicuramente da buttare
> da regalare
> non sa/non risponde
Ho riempito un sacco con i vestiti da buttare (perché rovinati, strappati senza salvezza, macchiati indelebilmente eccetera) e uno con quelli da regalare, poi mi sono arenata un po’ arrivata alla pila del “non sa/non risponde”; è stata di certo la più difficile da affrontare perché comprendeva quelle cose belle ma scomode, belle ma poco adatte a me, belle ma che non mi stanno più (e se poi dimagrisco?). Non ci ho pensato troppo, sono andata a istinto e ho eliminato tutto ciò che non mi sta (tanto non dimagrisco), tutto ciò che reputo scomodo e buona parte di ciò che non mi si addice perché non so bene con cosa abbinarlo, non ho le scarpe adatte, non sono una che indossa le gonne eccetera. Ho tenuto parte dei vestiti “poco adatti a me”, ma mi sono data un termine di tre mesi: se non li indosserò entro dicembre, se ne andranno anche loro.
Dopo aver rimesso nell’armadio le cose da tenere, ho fotografato tutto ciò che volevo regalare e ho pubblicato un post sul gruppo Facebook “Te lo regalo se vieni a prenderlo”: dopo nemmeno trenta minuti, i miei vestiti avevano già una nuova proprietaria.
Dopo un paio d’ore ero già fuori dal tunnel, il letto era libero e l’armadio era ordinato come non mai.

Il post citato all’inizio propone di vivere con 33 capi per tre mesi, compresi gli accessori ed esclusi biancheria, pigiami e abbigliamento da lavoro/sportivo: oggi, dopo questa ripulita all’armadio, ho 50 capi in tutto, per 12 mesi. Non male, direi.
Sono soddisfatta, non tanto perché ora l’armadio è in ordine e posso trovare i vestiti senza dover perdere tempo prezioso, ma soprattutto perché mi sono accorta che il mio attaccamento agli oggetti è (quasi) un lontano ricordo. Anni fa liberarmi delle cose era molto più difficile e mi richiedeva uno sforzo maggiore mentre oggi vivo il distacco da ciò che possiedo con obiettività, come se fosse scontato che se non so più dove mettere ciò che ho, non mi serve più spazio, mi servono meno cose. Tempo addietro non era così semplice (e semplice semplice non lo è nemmeno ora) perché attribuivo agli oggetti un valore, economico ma non solo, che complicava tutto. Oggi non mi interessa più nemmeno ricavare del denaro da ciò che non mi serve più (regalare richiede meno tempo e energie rispetto alla vendita e, in più, donare mi fa sentire bene).
Detto questo, vedremo quanto durerà questo ordine prima che ricominci la battaglia delle magliette.

 

aromazone Non so tu ma io con questo caldo non ho nessuna voglia di spignattare. Però ho bisogno di qualche cosmetico che mi dia una mano a combattere gonfiore, ritenzione idrica e quel senso di pesantezza alle gambe. allora ho deciso di provare i cosmetici di Aroma zone: considerando che acquisto spesso da loro le materie prime per preparare i cosmetici in casa è un po’ come se avessi preparato io questi prodotti, no?
Di seguito una breve recensione di qualche prodotto che ho provato per cercare di sconfiggere gambe pesanti e ritenzione idrica.

Gel gambe leggere

Jambes légères è un gel da usare in caso di gambe pesanti e gonfie. Contiene, tra le altre cose, idrolato di menta, olio essenziale di cipresso, olio essenziale di menta piperita, estratto di rusco, estratto di vite rossa e idrolato di arancio. È verde perché contiene clorofilla e tutti gli ingredienti sono eco-bio. Ha un buon profumo di ghiacciolo alla menta, si assorbe in fretta ma abbastanza lentamente da permettere un buon massaggio e non fa quell’effetto freddo che molti gel simili danno e che personalmente trovo più fastidioso che benefico. Ho comprato il flacone da 200 millilitri (9,50 euro) e lo applico tutti i giorni nel tardo pomeriggio perché nelle ore calde le mie gambe si gonfiano che è una meraviglia.
Se soffrite anche voi di gonfiore alle gambe, consiglio di abbinare all’uso di questo gel anche un paio di pastigliette drenanti al giorno e qualche minuto di doccia fredda alle gambe: quando mi ricordo di farlo noto un miglioramento.

Gel anticellulite

Galbe e silhouette è invece un gel per combattere i cuscinetti. Tra gli ingredienti attivi della formulazione ci sono: idrolato di verbena, olio essenziale di pompelmo, caffeina, olio essenziale di bergamotto, estratto di edera, olio essenziale di finocchio marino, idrolato di arancio, olio essenziale di menta e estratto di sphacelaria scoparia (un’alga bruna). Anche in questo caso gli ingredienti sono tutti vegetali e eco-bio. Come per l’altro gel, anche questo si assorbe abbastanza in fretta da non dare fastidio ma abbastanza lentamente da permettere un buon massaggio. Il profumo è fantastico, sa moltissimo di pompelmo, che io adoro. Anche di questo ho scelto il formato da 200 milliltri (10,50 euro) e lo uso la mattina dopo la doccia per combattere adiposità e pelle a buccia d’arancia.

Per combattere la cellulite in modo efficace ovviamente non basta questo: bisogna soprattutto mangiare bene, fare un po’ di attività fisica e pendersi cura del proprio corpo, però un buon cosmetico potrebbe aiutare sommato al resto.

Crema anticellulite e altri prodotti

Un altro prodotto che ho provato, non eco bio ma con cui mi sono trovata molto bene è Jovita Osmocell crema anticellulite: si spalma e si assorbe benissimo, non unge e non dà nessun fastidio. Devo dire che rispetto ai prodotti di Aroma zone questo Jovita è tutta un’altra cosa (nettamente migliore).

Se soffrite di cellulite e ritenzione idrica
, vi segnalo che Lara ha preparato un bel beauty case con prodotti anticellulite sul sito di Samifar dove potete trovare cosmetici e non, utili a combattere la cellulite su più fronti.
Vi consiglio di iscrivervi anche al gruppo Facebook “Cellulite non ti temo” dove cerchiamo di uscire dal tunnel della pelle a buccia d’arancia.

Se vuoi provare a fare te un gel “due in uno” contro gonfiore degli arti inferiori e cellulite, ecco una mia ricetta: Gel snellente e anticellulite fai da te.

PS: Aroma zone non mi paga per le recensioni, nemmeno in buoni spesa. Nemmeno Samifar mi paga, questo post è nato solo da puro spirito di condivisione.

sali da bagnoC’è stato un tempo in cui la cosmesi fai da te è stata la mia passione numero uno. Quando mi sono avvicinata al mondo dello spignatto sono rimasta notevolmente affascinata e ho iniziato a studiare tantissimo. Ho seguito corsi, comprato un’infinità di libri di cosmetologia, scaricato quantità industriali di lezioni universitarie di dermatologia, mi sono inoltrata da sola nella chimica (e ci sono ancora dentro fino al collo, nella chimica. La chimica è come le sabbie mobili). Ho iniziato a spignattare cosmetici semplici come gli unguenti e i burri montati, poi in brevissimo tempo ho imparato a fare il sapone, le creme in emulsione, i detergenti. La passione è un motore molto potente: se si ha passione per qualcosa, si impara in fretta.

Quando sono diventata bravina, ho iniziato a tenere corsi per insegnare agli altri ciò che avevo imparato e ho pubblicato addirittura un libro. Sia durante i corsi che nel libro ho però inserito solo ricette semplicissime, limitando alla teoria la formulazione dei detergenti e delle creme. Anche le ricette che trovate pubblicate a nome mio altrove, sono sempre molto semplici e contengono pochissimi attivi. Perché? Perché più mi inoltravo in questo mondo, più mi era chiara una cosa: se non hai una notevole formazione chimica (specifica sulla cosmesi, tra l’altro), non puoi sapere con precisione cosa succederà all’interno delle tue formulazioni, in particolare se queste formulazioni prevedono l’uso di molti ingredienti e attivi. Nel lodigiano si dice “l’ufelé fà il so mestè“, modo di dire che potrei tradurre con “che ognuno faccia il proprio lavoro”. Per questo mi sono iscritta all’Università e ho smesso di condividere ricette cosmetiche particolarmente complicate: sto aspettando che la chimica prenda possesso di ogni mio neurone.

In ogni caso credo che anche quando (e soprattutto se) finirò questo calvario universitario, continuerò sulla strada della semplicità. Perché c’è anche un altro motivo per cui non me la sono sentita di continuare a condividere le mie formulazioni cosmetiche casalinghe più elaborate: in molti casi, non servono. Dopo aver studiato tanto, mi sono resa conto che per avere una pelle sana basta poco (poco per dire): mangiare bene, avere uno stile di vita sano, usare pochi prodotti ma buoni. Quindi in questo post vi elenco una serie di mai più senza per una cosmesi fai da te minimalista, amica del portafogli e dell’ambiente. Ringrazio Laura di minimo per l’ispirazione.

Burro di karité. È emolliente, cicatrizzante, antinfiammatorio, antiage. si usa sulla pelle leggermente umida o asciutta, si scioglie una piccolissima quantità tra le mani e si massaggia sul corpo. Ottimo d’inverno e in caso di pelle secca, screpolata, ruvida, matura: ammorbidisce la pelle, previene le rughe e aiuta l’epidermide a rigenerarsi e cicatrizzarsi. Molti lo utilizzano anche in caso di dolori muscolari e articolari. Si può usare anche durante la gravidanza e l’allattamento e a questo proposito va detto che previene le smagliature e aiuta a cicatrizzare le ragadi al seno. Se vi dà fastidio l’odore esiste anche nella versione raffinata e deodorata. Si usa puro o mescolato con altri oli vegetali o oli essenziali.

Gel d’aloe. Idrata, lenisce i rossori, previene le rughe, è leggermente disinfettante e cicatrizzante, protegge la pelle dalle aggressioni esterne perché crea un film sull’epidermide. Si usa sempre, in particolare è molto utile dopo la depilazione o la rasatura, dopo l’esposizione al sole e in caso di irritazioni della pelle. Aiuta anche in caso di gengiviti ed emorroidi (insomma, fa tutto lui). Io lo trovo ottimo d’estate, come idratante viso e corpo perché non unge ed è leggero. Va bene per tutte le pelli, anche per il contorno occhi. Si usa puro o con piccolissime (ma proprio piccolissime, si parla di gocce) aggiunte di olio vegetale a scelta e con oli essenziali.

Oli essenziali. L’argomento oli essenziali è potenzialmente infinito. La lavanda, ad esempio, lenisce le scottature dovute al sole (ma anche del ferro da stiro, del forno eccetera), fa passare prurito e rossore delle punture di insetti e di eritemi, orticaria, dermatiti varie. La menta e la salvia sono ottimi nei deodoranti e dentifrici, il tea tree è efficace contro alcuni batteri e funghi, quelli di agrumi aiutano a combattere la cellulite, la citronella tiene lontane le zanzare, molti oli essenziali balsamici aiutano in caso di affezioni alle vie respiratorie.
Io ho sempre in casa: lavanda, tea tree, menta, salvia, rosmarino, eucalipto, limone, arancio dolce e citronella. Non si usano mai puri, vanno diluiti in olio/burro vegetale per i massaggi, oppure se ne aggiunge una goccia in una noce di gel d’aloe. Dato che contengono diversi allergeni, andrebbero prima provati su una piccola zona del corpo. Inoltre, meglio non usarli sui bambini e durante la gravidanza e allattamento.

Un sapone naturale (che sostituisce il bagnoschiuma se lo sfregate sulla spugna bagnata) e un detergente eco-bio, possibilmente un detergente intimo delicato che, vi assicuro, se usate anche come bagnoschiuma, shampoo e detergente viso non succede nulla. Per i capelli, se proprio volete fare le splendide, ogni tanto potete fare un bell’impacco pre shampoo con olio d’oliva. lo tenete in posa quindici minuti e poi lavate bene bene benissimo con il detergente.

Infine: l’argilla, l’olio, il sale grosso, lo zucchero, il bicarbonato.
L’argilla serve a fare maschere purificanti per una bella pulizia del viso strong, ma va bene anche per i fanghi anticellulite (basta metterci acqua, olio e oli essenziali adatti, al limite qualche estratto tipo infuso di té) e per impacchi antidolorifici (a volte funziona).
Il sale grosso, mescolato con olio vegetale e oli essenziali serve a fare un ottimo scrub esfoliante per il corpo.
L’olio, anche quello di oliva e di girasole, possono essere usati per fare lo scrub di cui sopra, ma anche goduriosi massaggi: una goccia di olio essenziale per ogni millilitro di olio e vi preparate l’olio anticellulite, per esempio (ma anche l’olio da massaggiare se avete la sciatica, con o.e. di rosmarino).
Con lo zucchero (aggiunto a olio o a succo di limone, a seconda del tipo di pelle secca/grassa) si prepara uno scrub viso da fare non più di una volta a settimana per levigare la pelle, ammorbidirla e togliere le cellule morte.
Il bicarbonato deodora, usatelo con l’olio essenziale di salvia se volete fare un deodorante in polvere (sembra che la salvia regoli la sudorazione).

Torno a studiare, buona cosmesi minimalista a tutte :)

bucatoUltimamente ho considerato l’idea di acquistare un’asciugatrice per evitare di avere lo stendibiancheria fisso per casa per tutto l’inverno, come fosse parte dell’arredamento.
Stavo già controllando le varie offerte per aggiudicarmi l’asciugatrice con il migliore rapporto qualità prezzo, quando la mia coscienza ambientalista (e risparmiatrice) ha fatto capolino insinuando diversi dubbi relativi ai consumi.

In particolare mi sono chiesta quanto avrebbe consumato un’asciugatrice tenendo conto che la mia lavatrice di decima mano fa solo 650 giri al minuto in centrifuga. Secondo i miei calcoli, se un’asciugatrice classe A+ consuma normalmente dagli 1,6 ai 2 kWh sui cicli di asciugatura con bucato centrifugato a 1000/1400 giri al minuto, nel mio caso avrebbe consumato più o meno il doppio. Facendo un conto puramente economico, utilizzandola il minimo indispensabile avrei speso più di 100 euro all’anno in bolletta, da sommare all’investimento iniziale (le asciugatrici classe A sono abbastanza costose); in alternativa avrei dovuto sostituire anche la lavatrice. Inoltre ero abbastanza perplessa sulla quantità di umidità che l’asciugatrice avrebbe immesso nella casa e sulla questione ingombro: l’acquisto di una lavasciuga l’ho escluso quasi subito, perché pare che le prestazioni lascino un po’ a desiderare.

Mentre mi perdevo tra calcoli e considerazioni, ho trovato per puro caso una (quasi) soluzione: la centrifuga per il bucato. Trattasi di una centrifuga verticale che strizza il bucato a 3200 giri al minuto, eliminando tantissima acqua dai vestiti in meno di dieci minuti e consumando pochissimo. Prima di proseguire, preciso che non vengo pagata per scrivere recensioni (non si sa mai).

Funziona così:
dopo aver fatto il bucato in lavatrice, si piegano i vestiti in qualche modo e si inseriscono nella centrifuga, che può essere caricata fino a 6 kg. Si sistema una bacinella sotto lo scarico della centrifuga, si aziona la macchina e si aspetta che dallo scarico non esca più acqua. Perché il bucato sia strizzato per bene servono dai cinque ai dieci minuti e la macchina va spenta manualmente. Dopodiché si estraggono i vestiti ancora leggermente umidi e si lasciano asciugare sullo stendibiancheria per una notte circa. La rumorosità è accettabile: non è sempre rumorosa, dipende da come e quanto la si carica.

Per il momento sono soddisfatta e direi che è stato un acquisto intelligente: il prezzo della centrifuga è accettabile (poco più di 100 euro), i consumi e l’ingombro sono irrisori, la biancheria non si stropiccia e non si rovina, la presenza dello stendibiancheria è notevolmente ridotta e l’umidità in casa anche. Inoltre, togliendo acqua dagli indumenti, vengono rimossi anche residui di detersivo e di calcare, rendendo inutile l’aggiunta di ammorbidente (che comunque non usavo nemmeno prima).
Grazie a questa centrifuga ho archiviato l’idea di acquistare un’asciugatrice ma nel caso dovessi mai riconsiderare la cosa, questo aggeggio sarebbe comunque molto utile, perché ridurrebbe di molto i tempi di asciugatura e di conseguenza i consumi.