Oggi ti spiego come fare il tempeh in 10 mosse. Immagino tu sappia che il tempeh è un alimento proteico e salutare che si ricava dalla soia gialla fermentata.
Probabilmente hai già assaggiato quello in commercio e sì, non è un granché, sa vagamente di castagne, non ha una consistenza esaltante ed è abbastanza caro.

Il tempeh fatto in casa invece ha un sapore più delicato e gradevole e risulta quindi più versatile in cucina. Inoltre ha una consistenza migliore ed è molto, molto più economico. Certo, preparare il tempeh in casa è un po’ sbatti, ma nemmeno così tanto, vedrai (la cosa più noiosa è controllare la temperatura, perché se non stai attenta uccidi il fungo che consente la fermentazione e il tempeh non riesce).

Come fare il tempeh in 10 mosse

Ingredienti e occorrente
> 1 kg di soia gialla decorticata
> 2-3 cucchiaini di starter
> 1 cucchiaio di aceto
> 5 sacchetti di plastica con chiusura
> termometro da cucina
> termometro per ambienti

Procedimento
1. Risciacqua la soia e sistemala in una pentola con l’acqua, porta a bollore e fai cuocere per 30-40 minuti. La soia sarà pronta quando riuscirai a spezzarla sotto i denti: non deve essere molto cotta (quindi non appiccicosa) ma nemmeno troppo dura.
2. Scola molto bene la soia e falla raffreddare (ci vorrà un po’ di tempo).
3. Quando arriverà a 40°C circa (serve il termometro da cucina) aggiungi l’aceto e mescola bene.
4. Aggiungi lo starter e mescola molto bene e a lungo per distribuirlo in modo omogeneo.
5. Sistema la soia nei sacchetti dandogli una forma regolare a panetto.
6. Disponi i sacchetti sulla teglia del forno e fai dei piccoli fori distanti un centimetro tra loro sulla parte superiore e ai lati, usando uno stuzzicandenti.
7. Lascia i sacchetti nel forno spento, leggermente aperto e con la luce accesa e sistema un termometro dentro il forno. Per le prime 10 ore, la temperatura dovrà essere di 30-35°C, mentre per le ore successive dovrà essere un po’ più bassa (30-32°C). Puoi regolare la temperatura aprendo più o meno lo sportello del forno o accendendo e spegnendo la luce. L’estate è il momento migliore per preparare il tempeh perché la temperatura ambientale è ideale, a patto che tu non accenda il condizionatore.
8. Lascia proliferare il fungo per circa 36 ore: inizialmente i fagioli saranno tutti divisi; con il passare delle ore vedrai comparire una muffetta bianca, i fagioli inizieranno a unirsi e panetti diventeranno più rigidi; al termine i fagioli saranno un tutt’uno, ricoperti da una muffetta bianca e uniforme e i panetti saranno rigidi.
9. Tira fuori i panetti dai sacchetti (purtroppo dovrai rompere i sacchetti per farlo, quindi non potrai riutilizzarli). Se noti delle parti viscide e marroni, eliminale e buttale: in genere si formano agli angoli, dove l’aria circola meno. Se invece vedi dei puntini grigio fumo in corrispondenza dei buchi, nessn problema: sono le spore del fungo e, se sei molto figa, puoi recuperarle e usarle il giorno stesso come nuovo starter.
10. A questo punto puoi cucinare il tuo tempeh o congelarlo e consumarlo più avanti.

Come cucinare il tempeh

Il tempeh ha un sapore gradevole ma non particolarmente forte, quindi puoi cucinarlo in molti modi diversi. Una delle mie ricette preferite: tagliato a cubetti e dorato in padella con un cucchiaino di olio di cocco e con aggiunta di un cucchiaio di salsa shoyou a fine cottura.
Se preferisci puoi aggiungerlo alle insalate, sempre tagliato a cubetti, oppure tagliarlo a fette e cucinarlo in padella tipo scaloppina o alla pizzaiola: dai pure sfogo alla tua fantasia e buon appetito.

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Dato che la prova costume è alle porte, ho deciso di mettermi a dieta. Ora non faccio che pensare al cibo, dunque oggi condivido una ricetta di una confettura di prugne e zenzero squisita che ho preparato l’anno scorso.

Quest’anno invece le prugne me le mangio così come sono e lo zenzero solo in tisana, senza zucchero. Tu che puoi (se puoi) prova questa fantastica confettura. Dopo la ricetta ti spiego anche che differenza c’è tra marmellata e confettura e ti dico due parole sulle proprietà e sull’uso dello zenzero.

Confettura di prugne e zenzero, la ricetta

Ingredienti
> 600 g di prugne
> 200 g di zucchero
> mezzo cucchiaino di zenzero in polvere
> il succo di un limone

Procedimento

Lava le prugne, togli in nocciolo, tagliale a pezzi grossolani, poi pesale e sistemale in una ciotola. Aggiungi 1/3 di zucchero, il succo di limone e lo zenzero, copri la ciotola con un piatto o un coperchio e lascia macerare per almeno trenta minuti.
Trascorso il tempo di macerazione, metti tutto in una pentola (io ho usato una casseruola larga con bordo alto) e cuoci per quaranta minuti circa, mescolando. Quando il composto sarà denso*, versalo nei barattoli precedentemente sterilizzati in acqua bollente; chiudi i barattoli, capovolgili e lasciali raffreddare (faranno il sottovuoto).

*Come capire quando la confettura è pronta? Versa mezzo cucchiaino di confettura su un piatto e inclinalo: se scivola facilmente, non è ancora pronta; se scivola lentamente, ci sei (se non scivola, l’hai cotta troppo).

Confettura e marmellata, che differenza c’è?

La differenza tra confettura e marmellata dipende dal tipo di frutta che si utilizza per prepararla: la marmellata viene fatta con polpa, purea, succo o estratti acquosi ottenuti dalla scorza degli agrumi; la confettura è fatta con frutta diversa dagli agrumi.
La confettura deve contenere più di 350 grammi di frutta per ogni chilogrammo di prodotto finito, mentre per la confettura extra la quantità di frutta sale a 450 grammi per chilo. Così, per curiosità.

Se vuoi provare altre ricette qui trovi quella della confettura alle fragole (che chiamavo ancora marmellata perché non avevo studiato :D) e qui quella ai frutti di bosco, che potrai preparare più avanti.

Proprietà e uso dello zenzero

Lo zenzero è il rizoma dello Zingiber officinalis, pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae. Contiente oli essenziali e una resina costituita da gingeroli e shogaoli, oltre ad amido, zuccheri, acidi organici e sali minerali. Lo zenzero è utilizzato contro la nausea, per migliorare i processi digestivi e come antinfiammatorio. (Se ti interessano le erbe e le loro proprietà, c’è il percorso selvatico, lo sai vero?)
Ovviamente nelle quantità presenti nella confettura serve solamente a dare una nota piccante: per avere benefici per la salute, lo zenzero andrebbe assunto regolarmente e a dosaggi più elevati sotto forma di tisana o estratto.
In cucina si utilizza il rizoma intero fresco oppure essiccato in polvere: il rizoma fresco si conserva in frigorifero per qualche settimana e al momento dell’uso va sbucciato e grattugiato, mentre quello in polvere si conserva a temperatura ambiente per diversi mesi e si utilizza come una qualsiasi spezia in polvere.

Se provi la ricetta, pensami :)

L’olio di iperico o oleolito di iperico è un olio rosso che si prepara per macerazione delle sommità fiorite fresche di iperico (nome scientifico Hypericum perforatum).

L’iperico è una pianta officinale spontanea abbastanza comune nei prati incolti e ai bordi delle strade.
È un’erba bienne con fusto eretto alto circa 60 centimetri, ramificato nella parte apicale; le foglie sono piccole e ovali e presentano piccoli punti traslucidi visibili controluce, da cui deriva il “perforatum” del nome.

L’iperico fiorisce generalmente a giugno e che si raccoglie tradizionalmente il 24 giugno, a San Giovanni, motivo per cui viene chiamato anche erba di San Giovanni. I fiori sono gialli, a cinque petali e, se sfregati tra le dita, macchiano la pelle di rosso cupo.

I fiori costituiscono la droga dell’iperico, da cui si ottiene un estratto utilizzato nel trattamento della depressione lieve. Con i fiori si fa anche l’oleolito, che si usa così com’è o inserito in unguenti, creme e balsami per le labbra.

Un esempio di unguento fai da te lo trovi qui: puoi sostituire l’oleolito di arnica con quello di iperico e aggiungere olio essenziale di lavanda al posto degli oli essenziali nella ricetta del link e avrai un ottimo ungento lenitivo e cicatrizzante. L’olio di iperico è infatti utile soprattutto per le scottature della pelle e per le piccole ferite.

Olio di iperico fai da te, la ricetta

Per preparare l’olio di iperico sono andata a raccogliere i fiori di iperico in una valle piacentina, lontano da auto e campi coltivati. Ho raccolto i fiori appena sbocciati, stando attenta a non sterminare le piante e a raccogliere pochi fiori per ogni esemplare.

Una volta a casa ho pesato i fiori, li ho lavati e asciugati molto bene e sistemati in un barattolo pulito e asciutto. Ho poi aggiunto cinque parti di olio di oliva, in cui ho prima sciolto la vitamina E per evitare che l’olio irrancidisca.

Quindi ricapitolando, gli ingredienti sono
> una parte di fiori freschi di iperico, puliti e asciutti
> cinque parti di olio di oliva
> lo 0,3% di vitamina E (calcolata rispetto all’olio)

Ora aspetterò per un mese, agitando il barattolo almeno tre volte al giorno. Trascorso il tempo di macerazione, potrò filtrare l’oleolito che dovrebbe essere di un bel rosso intenso.

Se vuoi approfondire, qui trovi il post in cui ti racconto tutto quello che c’è da sapere sugli oleoliti.

Se invece vuoi imparare a riconoscere le piante spontanee e l’uso che puoi farne, qui trovi il Percorso Selvatico, il mio fighissimo e nuovissimo corso on line sul riconoscimento e l’uso delle erbe spontanee.

Su internet (e sui libri) ormai si trova di tutto riguardo all’autoproduzione di qualunque cosa. Ovviamente non mancano le ricette per preparare i detersivi e tra queste mi è capitato di leggerne alcune davvero creative e improbabili. Dato che credo di aver sperimentato praticamente tutto lo sperimentabile per quanto riguarda i detersivi eco-bio-green-naturali autoprodotti, mi sento pronta a dirti la mia in merito alle alternative fai da te ai detersivi.

Alternative ecologiche ai detersivi, quali funzionano

Iniziamo con le buone notizie, cioè con le alternative valide.
> Il bicarbonato di sodio è un sì. Lo uso soprattutto per pulire e sbiancare i sanitari del bagno e il lavandino della cucina (è di ceramica) e per pulire il forno: mescolo un po’ d’acqua al bicarbonato per formare una pasta densa (puoi aggiungere anche 3-4 gocce di olio essenziale di rosmarino oppure eucalipto, o limone o tea tree) e la uso con la spugna; lascio agire per qualche minuto poi risciacquo con acqua.
Il bicarbonato si può usare anche per rinfrescare i tappeti, assorbire i cattivi odori dalle scarpe o in frigorifero, lavare la verdura: tutte cose che io non faccio, ma che se vuoi puoi fare (non ho tappeti, le mie scarpe non mi pare puzzino, il frigorifero nemmeno e la verdura la lavo con acqua). Inoltre il bicarbonato può tornare utile per preparare il disgorgante fai da te.
> L’acido citrico, un altro sì. Lo uso per togliere il calcare e funziona benissimo. Basta sciogliere 150 grammi di acido citrico anidro in 850 millilitri di acqua distillata e versare tutto in uno spruzzino. Serve a togliere il calcare dai rubinetti e dalle pareti della doccia. L’acido citrico va bene anche per togliere il calcare dai bollitori, dalle macchine del caffè, dal ferro da stiro se lo usi eccetera eccetera. Si utilizza anche al posto dell’ammorbidente, ma io ho smesso: ho sostituito l’ammorbidente con il niente.
> Infuso di lavanda e camomilla: lo uso per lavare le superfici lavabili, pavimenti, vetri (quando li pulisco) e specchi. Sicuramente meglio di tutti gli pseudo detergenti a base di bicarbonato-soda solvay-sapone di marsiglia che tendono a diventare solidi come mattorni o a dividersi in fasi, hanno in genere un odore poco gradevole e comunque non lavano niente. A questo punto meglio usare un infuso, che magari laverà poco più dell’acqua ma almeno profuma e distende i nervi.
> Gli oli essenziali sono un forse, nel senso che dipende da come li usi. Se vuoi profumare i vestiti mettendo gli oli essenziali in lavatrice sono sicuramente un no, gli abiti non sapranno di nulla; se li usi per preparare gessetti profuma biancheria, sono un po’ più efficaci, però devi rinnovare i gessetti di tanto in tanto versando nuove gocce di olio essenziale.
Se aggiungi gli oli essenziali ai detergenti fai da te o all’acqua per lavare i pavimenti è uno spreco e il profumo non sarà persistente; per profumare la casa è meglio diffondere l’olio essenziale con il diffusore.
Quando faccio le pulizie, verso su un piccolo batuffolo di ovatta 4 o 5 gocce di olio essenziale, aspiro l’ovatta con l’aspirapolvere e poi uso l’aspirapolvere per pulire i pavimenti, così profumo la casa (e l’aspirapolvere).
> Il vapore. Se i batteri sono il tuo incubo e non credi che la tua casa possa essere pulita senza l’uso di candeggina, ammoniaca, sgrassatore eccetera, usa il vapore. Vendono aggeggi appositi (vaporella?) con cui puoi lavare il materasso, il divano, il tappeto, le fughe delle piastrelle, i caloriferi, i sanitari: disinfetti tutto, non inali sostanze irritanti e non inquini.

Le alternative ai detersivi che non funzionano

Lo so, ti sei presa bene con l’autoproduzione e vorresti fare tutto in casa, anche la pasta sfoglia (hai idea di che sbatti sia la pasta sfoglia?), ma alcuni detersivi proprio non funzionano. La buona notizia è che dovrai comprarne solo due.
> Il detersivo per i piatti. Premessa: non ho la lavastoviglie, quindi mi riferisco solo al lavaggio a mano. Esistono tante ricette per prepararsi il detersivo per i piatti in casa, da quella a base di limoni e sale, a quella con la lisciva, passando da quella con la saponaria; tutte hanno in comune l’inefficacia e lo spreco di ingredienti. Non fanno schiuma, non lavano l’unto dalla plastica, non danno alcuna soddisfazione. Compra un detersivo ecologico, usane poco, ma compralo.
> Il detersivo per la lavatrice: idem come sopra. La maggior parte dei detersivi fai da te per il bucato prevedono l’uso di molti ingredienti (sapone di Marsiglia, percarbonato di sodio, citrato di sodio, soda solvay eccetera) e spesso si ottengono risultati deludenti in termini di pulizia. Spesso vengono consigliate le noci del sapone o le sfere lavanti, che funzionano ancora meno. Il mio consiglio è di comprare un detersivo ecologico, magari anche alla spina, e di usarne poco (se usi la pallina dosatrice eviti gli sprechi); fai meno lavatrici, cerca di sporcare meno i vestiti, sii ecologista su altro, però il detersivo della lavatrice conviene comprarlo, fidati di me :)

E tu, prepari in casa i tuoi detersivi? Funzionano?

La foto non è mia ma di Fancycrave per Unsplash

Quando dico che sono un’erborista, mi chiedono subito in quale negozio lavoro, perché nell’immaginario collettivo l’erborista è una sorta di commerciante di erbe.

Rispetto a questa idea, io sono un’erborista strana, una che non vende nulla. O meglio, io “vendo” il mio amore per le erbe, vendo le mie conoscenze sulle erbe, quello che so di loro: lo faccio durante i miei corsi e presto lo farò attraverso le consulenze erboristiche (questa sarà una grande novità, ma te ne parlerò più avanti).

Diffondo il mio amore per le piante e ciò che so su di loro anche quando scrivo qui sul blog o sulla mia pagina Facebook o quando parlo di erbe con le persone che conosco.

Lo faccio soprattutto perché credo che diffondere informazioni su ciò che la natura può fare per noi sia un mezzo per aumentare il rispetto verso l’ambiente, ma anche perché sono convinta che riprendere il contatto con la natura possa farci stare meglio a diversi livelli: si comincia dal raccogliere quattro erbette per prepararsi una tisana perché si ha un po’ di mal di pancia, e poi chissà dove si va a finire.

Be’, oggi partiamo proprio da qui: dal raccogliere quattro erbette. Ti regalo una “ricetta” per preparare una tisana che ti aiuta a digerire e a respirare meglio.

Tisana digestiva con erbe fresche

Vai a fare due passi nell’orto o affacciati sul balcone e raccogli:
> due o tre foglie di basilico
> un paio di piccoli rametti di menta
> tre o quattro rametti fioriti di timo
> tre o quattro rametti fioriti di origano

Lava per bene le erbette che hai raccolto e metti a bollire una tazza di acqua (circa 300 millilitri). Quando l’acqua bolle versala sulle erbette, copri la tazza e lascia in infusione per una decina di minuti, poi filtra e bevi.

Ti racconto in breve le proprietà di queste erbe aromatiche:

  • le foglie del basilico riduce gli spasmi dell’apparato gastrointestinale. è anche tonificante del sistema nervoso e gastrointestinale ed è indicato in caso di astenia, affaticamento e ipotensione (quando raccogli il basilico, strappa le foglie all’apice, così la pianta produrrà nuove foglie);
  • le foglie di menta riducono gli spasmi (come quelle del basilico) e sono carminative e colagoghe, quindi ti aiutano se ti senti la pancia gonfia o se non hai digerito bene;
  • le parti aeree fiorite di timo e origano sono espettoranti; l’origano è anche aperitivo e digestivo e aiuta in caso di areofagia e fermentazioni intestinali.

A proposito di tisane, da domani sarò all’Accademia della tisana dove seguirò un corso sulla miscelazione di erbe. Questo significa che tornerò con tante cose belle da condividere sulle piante e che la newsletter arriverà in ritardo :)

Io non credo nei miracoli ma, fidati, questo unguento è davvero miracoloso.

Quali miracoli può fare per te questo unguento

L’unguento miracoloso contiene olio essenziale di lavanda e olio essenziale di Tea tree e puoi usarlo per:

> irritazioni della pelle;
> prurito e punture di insetto;
> scottature lievi causate dal sole o da imbranataggine con forno, ferro da stiro (dai, ma davvero stiri?), rimbalzi di gocce di olio o acqua caldi eccetera;
> e, attenzione, anche per i funghi della pelle, in particolare per il piede d’atleta (hai presente quella cosa brutta per cui ti si screpola la pelle tra un dito del piede e l’altro? Ecco, è colpa di un fungo e questo unguento miracoloso lo combatte dopo poche applicazioni. Giuro, prova).
Le proprietà dell’unguento miracoloso ovviamente sono dovute all’azione degli ingredienti: gli oli essenziali hanno azione antimicrobica e quello di lavanda è anche lenitivo contro scottature e prurito; l’olio di oliva è emolliente e lenitivo e in più aiuta a veicolare gli oli essenziali, così che possano esercitare la loro azione sulla tua pelle.

Passiamo alla ricetta, sei d’accordo?

Unguento miracoloso fai da te, la ricetta

Puoi preparare il tuo unguento miracoloso con ingredienti facilmente reperibili e a chilometro zero e la realizzazione è di una semplicità imbarazzante. Quindi direi che non hai scuse: devi metterti all’opera!

Ingredienti
> 45 grammi di olio di oliva
> 5 grammi di cera d’api
> 15 gocce di olio essenziale di lavanda
> 15 gocce di olio essenziale di Tea tree

Procedimento
Fondi a bagnomaria o al microonde l’olio di oliva e la cera d’api (non servirà molto tempo). Quando la cera sarà liquida, togli dal bagnomaria (o dal microonde), travasa nel barattolino in cui poi conserverai il prodotto finito e lascia raffreddare per un paio di minuti, mescolando.

Aggiungi gli oli essenziali, mescola un’ultima volta e richiudi il barattolino. Fai solidificare a temperatura ambiente prima di utilizzare l’unguento.

Conservazione e uso dell’unguento miracoloso

Conserva l’unguento miracoloso al riparo da fonti dirette di luce e calore, quindi in un mobiletto del bagno e non sul davanzale della finestra o sul calorifero, per intenderci. Puoi conservare l’unguento miracoloso per 3-6 mesi.

Ti consiglio di etichettare il tuo unguento miracoloso indicando la data di preparazione e gli ingredienti, così saprai per quanto tempo puoi utilizzarlo e avrai a portata di mano la lista di ciò che ti serve per riprodurlo (do per scontato che vorrai rifarlo quando lo avrai terminato).

Quando vorrai usare l’unguento miracoloso, ti basterà applicarne una piccola quantità sulla zona da trattare e massaggiare leggermente (non aspettare il completo assorbimento, perché è olio, unge, quindi potresti ritrovarti a massaggiare per diverse ore nell’attesa che si assorba).
Con la percentuale di cera d’api usata in questa ricetta, l’unguento avrà una consistenza solida ma morbida, quindi sarà semplice da prelevare e applicare sulla pelle.

Sappi che in caso di scottature, la tempestività è essenziale: se applichi subito l’unguento, è molto probabile che il dolore e il rossore passino velocemente e che non ti si formi la vescica, altrimenti potresti non vedere nessun miracolo.

Domande? Dubbi? Commenta qui o sulla mia pagina Facebook.

Quanti usi delle erbe conosci? Le erbe e le miscele che compri in erboristeria possono essere usate per diversi scopi, tra cui sicuramente la preparazione di infusi, come quello che ti ho proposto per alleviare i sintomi delle allergie primaverili, ma non solo.
Probabilmente non sai che esistono altri usi per le erbe essiccate. Le erbe e le miscele “taglio tisana” sono infatti vendute come alimenti, quindi l’erborista può consigliarti solo l’uso alimentare. Esistono però altri usi delle erbe e in questo articolo te ne racconto tre.

Uso cosmetico delle erbe

Le erbe essiccate che compri in erboristeria possono essere usate a scopo cosmetico. Hai letto il post in cui ti spiego come preparare gli oleoliti in casa?
Puoi aggiungere gli infusi all’acqua della vasca da bagno o usarli per fare maniluvi o pediluvi. Inoltre gli infusi sono perfetti per preparare il sapone o altri cosmetici fai da te come maschere, impacchi per i capelli e creme. Gli infusi sono ottimi anche da vaporizzare sulla pelle o sui capelli, da frizionare per il cuoio capelluto o usati per risciacquare i capelli dopo lo shampoo.
Se vuoi saperne di più sull’uso cosmetico delle erbe, ti aspetto il 5 maggio a Mombercelli (AT) al corso di cosmesi naturali e saponi. Dopo il corso faremo una passeggiata erboristica nel bosco, non mancare!

Le erbe per pulire casa

Gli infusi di erbe possono essere utilizzati anche nelle pulizie. Io ad esempio uso l’infuso di fiori di lavanda e di camomilla per pulire le superfici lavabili e i pavimenti: è ecologico, lascia un buon profumo e aiuta a rilassare (fare le pulizie è stressante, no?). Se vuoi provare anche tu, prepara un infuso con due cucchiai di lavanda e camomilla, oppure lavanda e menta o menta e rosmarino in un litro di acqua, aggiungendo le erbe quando l’acqua bolle. Spegni il fuoco e lascia in infusione con il coperchio per almeno quindici minuti, poi filtra l’infuso con un colino. L’infuso si aggiunge all’acqua del secchio per lavare pavimenti, specchi, vetri e superfici lavabili poco sporche (ad esempio per lavare i mobili con un panno imbevuto dell’infuso e ben strizzato). In alternativa, travasa l’infuso in un vaporizzatore e conservalo pronto all’uso per 3-4 giorni in frigorifero.

Erbe da fumare

Ebbene sì, le erbe essiccate si possono fumare, basta sminuzzarle finemente con le mani per ridurle in dimensioni più piccole del “taglio tisana”. Fumare è un’attività dannosa poiché la combustione produce sostanze pericolose per la salute dell’apparato respiratorio e non solo. Fumare sigarette con erbe essiccate non è meno nocivo, ma erbe come la lavanda e la menta non causano dipendenza, quindi potrebbero aiutarti a smettere.
Se ti prepari le sigarette da sola potresti provare a mescolare le erbe al tabacco. In questo modo potresti ridurre radualmente la dose di tabacco e sostituire qualche sigaretta al giorno con sigarette preparate solo con erbe essiccate. Potresti così disintossicarti in modo graduale e potresti smettere di fumare in un paio di settimane. Per onestà ti dico che non ho trovato studi in letteratura che provino l’efficacia di questo metodo.
Ovviamente per smettere di fumare servono anche volontà e motivazione e occorre fare un lavoro su se stessi per avere successo.

Come sempre, se hai voglia di confrontarti sull’argomento del post puoi commentare qui o sulla pagina facebook, altrimenti ci sentiamo la prossima settimana.
Buon 25 aprile :)