Finalmente è arrivato “Bellezza 100%Bio”, che aspettavo impaziente e curiosa.  Inizio a sfogliarlo e mi colpisce subito per la grafica: le illustrazioni a colori sono davvero carine e la consultazione è molto intuitiva, con box di approfondimenti sugli ingredienti utilizzati ricetta per ricetta. Mi ricorda molto certi volumi vintage che curiosavo nella libreria di mia madre quando ero piccola.

Anche questo, come Fare i cosmetici naturali è facile, non contiene informazioni sugli INCI dei prodotti in commercio e prima di arrivare alle ricette fa una breve introduzione agli ingredienti utilizzati (una decina in tutto). Trovo che sia una buona base da cui partire per iniziare a spignattare qualcosa di semplice utilizzando ingredienti che possono essere reperiti facilmente in erboristeria, al supermercato o  facendo una passeggiata in campagna.

Le preparazioni sono un’ottantina, suddivise per viso, occhi, bocca, capelli, corpo, mani e piedi e prevedono esclusivamente ingredienti naturali; niente conservanti, coloranti, additivi e nessun prodotto dal nome incomprensibile ai comuni mortali. Molte ricette prevedono l’uso di erbe fresche, quindi chi ama raccoglierle troverà come utilizzarle in modo semplice ad uso cosmetico per preparare collutori, bagni contro la cellulite, olii da massaggio o polveri profumate. Ovviamente i prodotti ottenuti – soprattutto quelli che contengono acqua – sono da utilizzare subito o nell’arco di tre/quattro settimane, come precisa il libro stesso, ma data la facilità di preparazione non è un problema realizzarne spesso, magari in piccole quantità.

Veniamo alla ricetta che più mi ha colpito, ovvero lo shampoo delicato alle erbe.
Per realizzarlo occorrono 4 cucchiai di camomilla romana essiccata, 4 cucchiai di foglie di ortica essiccate e 3 chiodi di garofano, con i quali preparare un infuso in circa 250 ml di acqua distillata. Quando l’infuso è pronto, bisogna aggiungere un bicchiere di Ghassoul mescolando bene per evitare la formazione di grumi e per finire 1 goccia di olio essenziale di menta. Dopo aver applicato lo shampoo, il libro consiglia di risciacquare con acqua e aceto (o succo di limone) al 10%. Non l’ho ancora provato, ma promette di rinforzare il cuoio capelluto e ottenere capelli morbidi e setosi. La ricetta mi è piaciuta perché lo shampoo è una delle cose più difficili da riprodurre senza acquistare tensioattivi e lavarmi i capelli con la farina di ceci non fa per me.

Voglio postarvi delle foto di questo volume che si aggiunge alla mia collezione e che mi tornerà utile quando avrò bisogno di un rimedio naturale immediato, semplice e veloce da realizzare con ingredienti facilmente reperibili e generalmente economici. Dimenticavo: l’autore è  Laurent Bourgeois esperto di aromaterapia e rimedi naturali e il libro è stato pubblicato a luglio di quest’anno da Red Edizioni.

 

Dopo aver affrontato in parte l’argomento pulizie di casa (sul quale credo ritornerò, perché c’è altro da dire), passo alla mia adorata bio-cosmesi.
Se avete un po’ di dimestichezza con lo spignattamento, c’è un libro fresco di stampa che può tornarvi utile per provare ricette nuove: “Fare i cosmetici naturali è facile”, di Cyrille Saura Zellweger (Edizioni il Punto di Incontro).

Non è un volume in cui troverete informazioni sulle caratteristiche della pelle e sugli INCI dei cosmetici: è proprio un libro di ricette, che dà per acquisite determinate nozioni.
L’autrice precisa che per “cosmesi naturale” intende: un preparato non testato su animali, privo di coloranti e profumi di sintesi, senza conservanti, a base di ingredienti biodegradabili e vegetali e che ha subito il minor numero di trasformazione possibile. Tutto questo mi piace, perché mi è capitato di veder spacciati per naturali prodotti che naturali non sono o trovare ricette che prevedono l’utilizzo di sostanze che comunemente si trovano nei cosmetici in commercio. Ad esempio ho frequentato un corso durante il quale per realizzare la cold cream veniva aggiunto il borace senza fare un minimo accenno all’impatto sulla salute e sull’ambiente di questo ingrediente.
Prima di passare alle preparazioni, c’è un bell’elenco chiaro e semplice delle proprietà di tutti gli ingredienti utilizzati e degli strumenti necessari per realizzare i prodotti ed infine si arriva alle ricette: macerati, creme, oli da massaggio, scrub, maschere e per finire i saponi. Per il sapone c’è un capitoletto illustrato in cui vengono descritte tutte le fasi della preparazione e le precauzioni da adottare quando si lavora con la soda caustica. Avendo frequentato un corso di saponificazione, posso dire che le informazioni sono complete ed esatte; le ricette che seguono relative al sapone riportano l’avvertenza di non modificare le dosi, poiché non vengono indicati i coefficienti per il calcolo delle quantità di acqua e soda caustica in relazione all’olio utilizzato e alla quantità di olio disponibile che si vuole ottenere nel sapone.

Come ho detto all’inizio, è un volume che offre ispirazione a chi già ha un po’ di esperienza con i cosmetici fai da te e i saponi, non è la base da cui partire per imparare da zero ma contiene una grandissima quantità di ricette anche per le meno esperte come ad esempio lo scrub al macerato di vaniglia e zucchero di canna di cui scriverò appena l’avrò sperimentato sulla mia pelle, in senso letterale. Per quanto riguarda i cosmetici complessi e il sapone, consiglio di frequentare prima un corso breve (oppure imparare da qualcuno di più esperto) e poi di cimentarsi nelle ricette perché i prodotti che realizziamo devono essere sicuri ed efficaci ed è bene avere una buona preparazione teorica oltre che pratica, e perché in questo modo si riducono i rischi di fallimento, sempre dietro l’angolo. Una volta imparato l’abc dello spignattamento questo volume vi tornerà ancora più utile per variare le ricette e rinuciare per sempre alla cosmesi industriale.

 

Ieri e l’altro ieri ho partecipato al tanto atteso corso di biocosmesi e, come previsto, ho imparato tante ricettine efficaci per creare da me creme, cremine e non solo.  Una delle migliori sperimentate è quella di questo deodorante stick, per il quale servono:

burro di karitè
olio
amido di mais
bicarbonato

La proporzione degli ingredienti dev’essere uno a uno (quindi una parte per ogni ingrediente); per le dosi, ovviamente dipende da quanto ne volete fare. Per quanto riguarda il procedimento, noi abbiamo fatto così:

abbiamo riempito due vasetti di vetro rispettivamente con burro di karitè e olio e li abbiamo messi in una vaschetta di plastica, dove abbiamo versato acqua bollente. In questo modo il burro di karitè si scioglie e l’olio raggiunge la stessa temperatura del burro, cosa molto importante per evitare grumi quando li si mescola insieme. In un altro vasetto (posto anche lui nella vaschetta d’acqua calda) abbiamo poi versato una dose per ogni ingrediente dell’elenco. Quasi finito: tolto il vasetto dall’acqua, abbiamo continuato a mescolare finché il composto non si è raffreddato e poi ognuna ha aggiunto due gocce dell’olio essenziale preferito. Io ho scelto la salvia e il risultato è molto buono.

Questa è la ricetta base, che può variare negli ingredienti. Ad esempio il burro di karitè può essere sostituito dalla cera d’api, meno impattante dal punto di vista ambientale ma più grassa sulla pelle. Per l’olio, si può utilizzate quello di mandorle dolci, oppure preparare una miscela con l’80% di olio di girasole e il 20% di olio di calendula. Per l’olio essenziale vanno bene tea tree, arancio dolce, salvia, rosmarino, lavanda, oppure una miscela di tre olii fra questi; l’importante è che si lasci raffreddare un po’ il composto, prima di aggiungerli, perché sono volatili e si degraderebbero. Il deodorante può essere posto in un vasetto per poi spalmarlo sulla pelle, oppure versato (quando è ancora caldo) in un contenitore di un ex deodorante stick. Il risultato è solido, si scioglie a contatto della pelle per via del calore e non si sgretola come quello in crema; davvero ottimo.

Un’ultima cosa: tutta la strumentazione va sterilizzata, facendola bollire per una decina di minuti e passandola con uno straccio imbevuto d’alcool alimentare quando è asciutta.

Durante il corso abbiamo fatto anche panetti lavamani, creme per il viso e per il corpo, lucida labbra e detergenti: presto le ricette!

Ho girato e rigirato in rete, alla ricerca di una soluzione ecologica per un deodorante fai da me. Ho letto varie ricette ma non ne ho trovata nessuna soddisfacente. Quindi ho fatto a modo mio, prendendo spunto un po’ qui e un po’ là e ho creato il mio primo deodorante fai da me.

Ho usato:

– 60 gr di amido di mais (maizena) che ha proprietà assorbenti
– 60 gr di bicarbonato di sodio per evitare la formazione di batteri (e quindi di cattivo odore)
– 5 cucchiai di olio di mandorle dolci puro al 100% come nutriente e per amalgamare
– 15 gocce di olio essenziale di arancio dolce, purificante e per profumare.

Ho mescolato per qualche minuto fino ad ottenere una crema morbida che ora conservo in un barattolo di un ex scrub (l’avevo tenuto perché immaginavo mi sarebbe potuto servire). Ho ricavato 100 ml di prodotto naturale, ecologico ed economico, che non farà male nè alla mia pelle nè all’ambiente. Ne va messo un velo sulla pelle (più si abbonda, più tenderà a sbriciolarsi). Va detto che l’olio essenziale di arancio dolce potrebbe causare allergie, quindi chi ha la pelle delicata dovrebbe optare per altri olii (in genere si usano il patchouli o meglio ancora il tea tree, che ho scoperto fungere da conservante).

Sono soddisfatta, mi piace molto mescolare insieme ingredienti (tra l’altro semplici da trovare) e creare delle piccole magie. Vorrei provare altre ricette, possibilmente in stick per comodità e senza bicarbonato,  perché non mi sono tanto chiari gli effetti della produzione di questo ingrediente. Non vedo l’ora che sia sabato, per imparare a fare tanti altri cosmetici, chiarire alcuni dubbi e avere qualche base in più per sperimentare nuove ricette.

Ieri ho sperimentato una ricettina facile facile per fare da me il detergente intimo. È davvero semplice. Procuratevi:

1 cucchiaio di amido di riso
4 gocce di tea tree oil (olio essenziale di malaleuca)
250 ml d’acqua distillata.

L’amido ha proprietà lenitive e protegge dalle infiammazioni e lo si trova anche al supermercato; il tea tree si compra in erboristeria ed è antibatterico e antimicotico, quindi protegge da batteri e funghi.

Bisogna sminuzzare finemente l’amido in un mortaio e aggiungere l’olio essenziale. Poi va versato in un contenitore (io ho usato un dispenser vuoto), aggiungere l’acqua e agitare. Fatto.  Il risultato è molto liquido infatti sto valutando la prossima volta di aggiungere qualche ingrediente che lo renda più denso e che magari gli faccia fare un po’ di schiuma. Quale sarà il più adatto?

Ho un’altra ricetta, che però non ho provato; magari avete voglia di cimentarvi e produrre quello alla malva e camomilla, addolcente e calmante. Servono:

2 cucchiai di fiori e foglie di malva
2 cucchiai di camomilla
1 cucchiaio di amido di riso

Sminuzzare finemente la malva e lasciarla reidratare in 100 ml di acqua fredda per 10 minuti. Scaldarla poi a bagnomaria, a fuoco lento per qualche minuto; far raffreddare e filtrare.
Far bollire altri 100 ml d’acqua e preparare un infuso con la camomilla. Filtrare dopo un quarto d’ora e unire all’acqua della malva e all’amido. Immagino che anche questa versione sia liquida e non schiumosa.

Ho anche preparato un deodorante e un latte detergente per il viso, prestissimo posterò le ricette!