La mia avventura vegana prosegue ed è un continuo sperimentare, sostituire ingredienti alle ricette già conosciute, provarne di nuove. Si impara presto che la frittata si fa con la farina di ceci, mentre nelle torte latte e uova si sostituiscono con olio di girasole e latte di soia o di riso. I formaggi sono irriproducibili, ma si possono creare delle brutte copie comunque buone e saporite. I risultati sono soddisfacenti ed evitare i prodotti animali a casa si sta rivelando molto più semplice di quanto credessi.

Poi ti ritrovi per un compleanno ad un buffet gratuito, non hai cenato e sul tavolo non c’è nulla che non contenga formaggio, dalla torta salata agli spiedini di verdure (dove hanno infilzato anche delle ciliegie di mozzarella). Cosa fai? Non mangi e ti lasci morire di fame? Protesti con il titolare per non aver offerto un’alternativa vegan? Vai da un’altra parte e abbandoni gli amici per inseguire la tua causa?
Queste e mille altre cose avrei potuto fare ma alla fine ho scelto la via più semplice: ho mangiato. Mi sono sentita terribilmente in colpa e mi è tornata alla mente la frase di un libro “se niente importa, non c’è nulla da salvare”.

Ho aspettato anche una qualche punizione divina: coliche, brufoli, un’improvvisa reazione allergica. Niente di tutto ciò; in compenso si è allagato il bagno a causa di un flessibile che ha iniziato a perdere ed ho sprecato due catini d’acqua. Anche per questo mi sono sentita in colpa, quelle gocce scandivano ogni cosa che non ho fatto e che avrei potuto fare: chiudere il rubinetto centrale dell’acqua, scegliere di mangiare altrove.

Per riequilibrare il mio karma vi lascio qualche piatto non solo vegano, ma pure di stagione; se cliccate sulle foto, di alcune trovate le ricette.