Qualche giorno fa mi sono imbattuta nel sito Io leggo l’etichetta, che confronta le etichette dei prodotti della grande distribuzione con quelle di prodotti analoghi ma smarcati o in vendita nei discount.
Ovviamente non ho potuto resistere e ho dovuto controllare meticolosamente tra gli scaffali Eurospin. Piccola parentesi sull’Eurospin: per chi non lo conoscesse, si tratta di un discount meno famoso del Lidl, che vende solo prodotti smarcati, molto economici (più economici di così sarebbero gratis) e quasi sempre italiani (quindi con un gusto meno tedesco rispetto al Lidl).

Vagando tra le corsie ho scoperto che il caffè macinato Don Jerez è prodotto da Pellini, mentre quello solubile arriva dagli stabilimenti Ristora; il Parmigiano Reggiano è di Parmissimo, le patatine in busta vengono prodotte e confezionate da Pata, il pesto rosso è Polli, le crocchette per cani e gatti sono di Novafood (la stessa che produce le costose Trainer) e moltissimi alimentari come pasta, miele, riso, arrivano da stabilimenti italiani che confezionano senza marchio (nel senso che poi l’azienda incolla la propria etichetta).
Ora non voglio dire che il caffé Pellini e il caffé Don Jerez siano identici (o meglio, non posso dirlo, perché come minimo dovrei assaggiarli entrambi per confrontarli) e non so se negli stabilimenti esistano più linee produttive a seconda del marchio cui è destinato il prodotto; certo è che costano meno e che nascono lì, nello stesso posto da cui esce un prodotto analogo ma più costoso. Ognuno faccia poi le proprie valutazioni e considerazioni.

Colgo l’occasione per segnalare che anche da Eurospin si trovano prodotti biologici (pochi a dir la verità) e vegetali: il latte di soia e quello di soia e riso, lo yogurt di soia, i gelati di soia e le cotolette – indovinate – di soia. La bevanda a base di soia è anche biologica e la lista degli ingredienti è abbastanza buona. La panna vegetale invece, nonostante il nome, contiene latticello.
Ho assaggiato i gelati e le cotolette, buoni entrambi. I gelati sono venduti in confezione da sei: due biscotti, due coni, due simil-mottarello (elencati in ordine di gradimento).
Le cotolette sono impanate, ricordano quelle della Valsoia e non sono vegan (contengono uova). La loro particolarità è che sanno di pollo; per l’esattezza, hanno un sapore molto simile alle cotolette di pollo che sanno vagamente di pollo. Questo mi fa pensare che o nelle cotolette vere ci sia davvero pochissimo pollo e molto aroma di pollo, oppure che le cotolette di soia in realtà siano di pollo; propendo per la prima ipotesi e credo che al posto del pollo, in entrambi i casi, si utilizzi l’estratto di lievito. Non so se questo sia un bene o un male per la salute umana, ma sicuramente è un bene per il pollo.

PS. Settimana scorsa sono intervenuta in una trasmissione su Radio Capital; qui c’è il podcast :)