L’orto si sta riprendendo, ripeto, l’orto si sta riprendendo. Non si è salvato tutto, quello che è morto è morto (salvia, lattuga, basilico) ma quello che è sopravvissuto sta reagendo bene alle cure. L’intruglio d’aglio e la pozione alla propoli pare abbiano funzionato: non ci sono più tracce di afidi, bruchi e funghi. Un peperoncino è diventato rosso dall’emozione e l’origano è fiorito. Fiera del mio successo, sto riempiendo la casa di piante e piantine, ché non si vive di solo orto.

Avevo già iniziato un annetto fa, copiando un’idea da un catalogo Ikea e oggi la mia parete piantumata è l’angolo della casa che preferisco. Ora però sono entrata in una vera e propria fase di gardening compulsivo unito al riuso e sto piantando verde in ogni recipiente atto a contenere terra e piante. Ho iniziato riutilizzando delle belle tazze sbeccate che attendevano una mia decisione sulla loro sorte al buio in un billy; poi ho preso di mira una casseruola e un pentolino antiaderenti che non antiaderivano più da tempo. Non contenta, sto ragionando su un comodino. Comodino? Esatto, un vecchio e malconcio comodino da seminare, come fanno i ragazzi di “Da morto a orto“; loro recuperano appunto vecchi mobili e li rinverdiscono, nel senso letterale della parola.

Perché non potrei farlo anch’io? Be’, magari perché non so nulla di restauro, non ho una buonissima manualità ed infine non ho un pollice proprio verde, forse verdino; dettagli insomma, che di certo non mi fermeranno. Potrei arenare il mio progetto solo riflettendo sul fatto che, una volta terminato il lavoro, quel comodino non saprei proprio dove metterlo, ma forse anche questo è solo un piccolo particolare.