Se tu non vai alla vacanza, la vacanza viene a te, c’è poco da fare. Il capitolo ferie era già archiviato ed eravamo più che rassegnati all’idea di passare tutta l’estate qui, boccheggiando nell’afa. Qualche giorno fa, la svolta: mi scrive Monica, una ragazza che legge il mio blog proprietaria di un’Azienda Agricola biologica nella riserva naturale del Rufeno dove fanno olio, miele, vino. Oltre all’azienda agricola, lei e suoi fratelli gestiscono anche un agriturismo, pensa un po’ che coicidenza, e hanno un appartamento che non solo è libero a luglio ma in cui accettano anche animali. Va bene, cara vacanza, arriviamo.

Ceretta fatta, disdico l’appuntamento col dentista e porto Bubba dal veterinario per il richiamo del vaccino. Racconto al veterinario che porterò il micino in vacanza e lui? Mi smonta tutto l’entusiasmo. Dice che sì, possiamo anche portarlo con noi ma sarebbe meglio risparmargli il trauma del viaggio e lasciarlo in pace a casa con gli altri gattoni. Al nostro rientro assicura che ci riconoscerà e che sarà dolce e affettuoso come ora, non cambierà nulla. Così domani si parte, senza il mio piccolo Bubba.

Si parte anche senza usa e getta. Ho messo in valigia tutto il kit: tovaglioli, fazzoletti, spugnette struccanti, borracce, bicchieri. Ovviamente porto anche gli assorbenti lavabili (giustamente devono venirmi proprio in vacanza) e i panni in microfibra per evitare di usare carta assorbente. Praticamente sto partendo con mezza casa al seguito, però non sprecherò inutilmente carta e plastica durante il  mio soggiorno. Considerato che saremo in appartamento, niente biancheria di carta da albergo. In più, mangeremo spesso a casa, quindi niente inutili imballaggi per i pranzi da asporto. Se Laika eviterà di stare male durante il viaggio, risparmierò perfino la traversina. E il blog, lo abbandono così? No, mi porto la chiavetta, sperando che funzioni.