sostenibilità, risparmio, autoproduzione, esperimenti di decrescita :)

Vacanze vegane

La Veganfest è stata l’occasione per:
– trascorrere in modo alternativo la Pasqua
– seguire la conferenza di Claudia, brava e sorridente, anche senza slide e traccia del discorso
– assaggiare la crêpe senza uova e senza latte, ripiena al cioccolato fondente caldo; una libidine
– scoprire la musica degli Oh The LadyStone e la voce, bellissima, di Petra Dotti
– arricchire il mio orto sul balcone con la pianta del caffè, la stevia e l’aloe vera
– reincontrare Molengai ed entrare a far parte del Club Negroni
– chiacchierare con i Trogloditi e portarmi a casa un paio dei loro libelli creativi
– trascorrere due giorni in mezzo alla natura, passeggiare in montagna, contemplare un torrente, meditare in riva al mare
– non separarmi mai dalla mia Laika Ratta (grazie agli organizzatori che hanno permesso ai visitatori della VeganFest di portare con sé  i propri cani e allestito anche il DogBar)
– conoscere persone belle, vere, e chiacchierare a lungo fino a dimenticare che ora è
– riflettere sul mio consumo di uova e latte, biologici sì, ma non privi di sofferenze
– incontrare sconosciuti di una gentilezza che qui nella bassa padana ce la sogniamo
– scattare centinaia di fotografie, tra cui alcune fighissime ai fuochi spettacolari di Samy e Flavia
– ritrovare un po’ di fiducia nell’umanità.

Purtroppo non sono riuscita a fare e vedere tutto quello che avrei voluto, tra cui partecipare al VeganCamp, mangiare al ristorante, incontrare Kia, seguire una marea di appuntamenti interessantissimi, conoscere gli chef di Veganblog.

Voi siete stati alla VeganFest? Come vi siete trovati? Vi è piaciuta, non vi è piaciuta, avete mangiato, conosciuto gente, comprato? Opinioni, pareri, critiche? Ditemi ditemi, sono curiosa come una scimmia.

 

 

Commenti

10 Responses to “Vacanze vegane”

  • bripponippo scrive:

    io in realtà ho deciso di andarci all’ultimo: ho passato la pasqua dai genitori del mio fidanzato che stanno a viareggio.
    molte cose interessanti, la stevia mi sono pentita tantissimo di non averla comprata…
    altre cose un po’ sopra le righe, come la mostra fotografica al piano terra che puntava il dito dove secondo me è stato puntato troppe volte. visto il tipo di pubblico al quale si rivolgeva mi sarei aspettata qualcosa di più sottile.
    thumb up per il cioccolato con fave di cacao, mi è piaciuto pochissimo il seitan (mooolto meglio quello che faccio io, tiè), molto incuriosita dai formaggi vegan, che proverò a riprodurre (almeno la crema).
    ma il negronaio dov’era? è una tappa più o meno fissa nelle mie serate viareggine!

    la prossima volta ci organizziamo meglio (anche se io son di milano, non dovrebbe essere difficile incontrarsi, prima o poi)

    • tascabile scrive:

      io mi aspettavo più cibo anche se alla fine non sono riuscita ad assaggiare tutto; i formaggi vegani ad esempio me li sono persi, ma mi hanno detto che erano ottimi (ti ricordi la marca?)
      per quanto riguarda la mostra, forse il messaggio era rivolto agli onnivori (c’erano, non c’erano, chissà); credo che i vegani sappiano bene, altrimenti non sarebbero vegani, no?
      il negronaio non era alla vegan fest, mi sono fermata in zona tre giorni e sabato sera ho fatto un salto a viareggio. buono il negroni, chetelodicoafare :D
      se la stevia cresce, te ne do un pezzetto, cosa ne dici?

  • bripponippo scrive:

    sì, immagino che il messaggio fosse rivolto agli onnivori, ma un onnivoro che va al vegan festival ha una sensibilità già diversa rispetto all’onnivoro che va alla sagra della braciola. ecco, speravo di trovare anche altre argomentatazioni. che poi in realtà sono onnivora anch’io, anzi, pescitaliana, come ho scoperto leggendo il tirreno, ché il mio pesce (pescato) una volta alla settimana me lo concedo.
    per la stevia: sìsìsì! poi mi dici come la usi, il tizio che la vendeva parlava di risotti.

    • tascabile scrive:

      in teoria si dovrebbero far seccare le foglie, tritarle e usarle per dolcificare, ma servirebbe una piantagione credo, altro che piantina!
      credo che raccoglierò le foglie e le farò in infusione nella tisana (così sarà “naturalemente dolcificata”). al momento però la mia stevia ha numero due foglioline, quindi l’era della tisana è ancora lontana!
      ho letto tra l’altro, su internet, che ha delle controindicazioni e mi sono presa paura. venerdì sera chiedo all’insegnante del corso di erboristeria di illuminarmi!

  • rosa scrive:

    In realtà la stevia non ha controindicazioni e proprio per questo infastidisce parecchio i produttori di dolcificanti di sintesi!
    Se può interessarvi vi passo un link che ne racconta la storia : http://eliotroporosa.blogspot.com/2010/10/la-storia-della-stevia.html

    Ciao Tascabile, baciotto
    Namastè

  • kia scrive:

    ma….io ho commentato ma siccome non so’ dove caspiterina sia andatoa finire il mio commento…beh…commento di nuovo (così se leggi un commento simile non pensi che sia impazzita!)….anche a me il veganfest ha Infuso gioia e fiducia negli altri e credo che potrebbero adottarlo come “sottotitolo” l’anno prossimo….:”Veganfest: ritrova la fiducia nell’essere umano”….^___^ anche io ho chiaccherato con i Trogloditi (meravilgiosi!), ho preso una bella pianta di stevia (e mi sono lasciata sfuggire la Perilla e l’aloe!GRRR), mi son pappata pappa buona delle ragazze di Vegusto (meravilgiooooosa pappa!!!), e che bello vedere tutti quei cani tranquilli e rilassati, che meraviglia!Ma cavolo che non ci siam viste!…che peccato….per la Stevia è come vi ha detto Parva (il tipo della stevia) non ha controindicazioni ed è per questo che le lobby non vogliono che sia venduta liberamente, in Italia non si può vendere per uso alimentare ma se uno ha la pianta se vuole può pure mangiarsela…..la pianta in primavera-estate esplode e a fine estate la tagliate lasciando solo un paio di cm fuori dalla terra e fate seccare tutto quindi polverizzate e usate come dolcificante…ha un potere dolcificante enorme ma ha anche un lieve retrogusto di liquirizia…ma è perfetta per i diabetici e per chi è a dieta perchè ha 0 calorie!^____^ provare per credere….io l’unico posto dove non la sopporto è nel caffè, altrimenti x me è ok!^___^…uè…qui ci si deve organizzare prima o poi per vedersi!!^___^ un bacione!

  • tascabile scrive:

    allora, rispondo a chiaratiz, bripponippo, rosa (mia matreeee) e kia sulla stevia.
    ieri sera ho letto questo su un sito “I principi attivi sono lo stevioside, e il rebaudioside A. Il suo uso nei prodotti alimentari è vietato in Europa e USA in quanto alcuni suoi componenti come lo steviolo e lo stevioside sono noti da tempo come cancerogeni.”.
    detto questo, il venditore di piantine (come dicono kia e mia madre) sosteneva che la stevia sia vietata in italia perché non ha controindicazioni e dà fastidio non solo a chi produce dolcificanti, ma soprattutto alle case farmaceutiche che producono farmaci per i diabetici. questo è quanto sostiene lui, non io, ci tengo a precisarlo.
    rileggendo la citazione di prima, parla di principi attivi noti come cancerogeni contenuti nella stevia. a dir la verità moltissime piante, frutti e verdure di cui ci cibiamo contengono principi attivi cancerogeni o comunque pericolosi per la salute. solo che altri principi presenti nel frutto/verdura, annullano l’effetto di tali principi attivi poiché l’alimento funziona sinergicamente. ad esempio nel finocchio c’è l’estradiolo (che preso da solo è cancerogeno) ma c’è anche l’enatolo (che appunto neutralizza l’estradiolo).
    venerdì sera chiederò comunque all’insegnante, così mi levo il dubbio (forse)

  • elena scrive:

    Dev’essere stato carino questo festival…a vedere dai commenti, direi che c’erano molti dei partecipanti al VegFestival di Torino – incluso Parva, che essendo di zona ovviamente non può mancare. Per la Stevia: in Francia non solo è commerciabile come prodotto, ma la vendono in farmacia e in drogheria. Anch’io credo che ci siano Grandi Interessi in gioco, altrimenti non vedo perchè in tutto il Sudamerica sia conosciutissima e usata allegramente

    • tascabile scrive:

      a me è piaciuto moltissimo e ho trascorso tre giornate fuori dal mondo (o forse nel mondo che vorrei).
      non sapevo che la stevia fosse così diffusa in francia, ma si sa che noi italiani arriviamo sempre ultimi un po’ su tutto :)

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