PICT0210Dopo il pesto al basilico, oggi ho sperimentato quello alla rucola: ingredienti simili, sapore più deciso, procedimento identico, stessa facilità. Forse è addirittura più economico.

Ingredienti

50 grammi di rucola
5 cucchiai di olio evo
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie (se non siete vegan usate il parmigiano)
2 spicchi d’aglio
una presa di sale
Con queste dosi si condiscono due piatti di pasta abbondanti.

Procedimento

Inserite tutti gli ingredienti in un contenitore alto e stretto e frullateli con il frullatore ad immersione. Aggiungete un paio di cucchiai di acqua di cottura della pasta prima di condire. Prevedo un’estate a base di pesti di tutti i tipi :)

Falafel, polpette di ceci Dopo il vegbab, potevano mancare i falafel? No, non potevano. La ricetta è di Clarissa e, fidatevi, sono i migliori falafel di sempre.

La ricetta dei falafel, le polpette di ceci

Ingredienti
> 250 g di ceci secchi
> una cipolla piccola e due spicchi d’aglio
> due cucchiaini di coriandolo in polvere
> un cucchiaino di semi di cumino
> prezzemolo tritato, sale e pepe
> olio per friggere

Procedimento
Metti i ceci in ammollo in acqua per dodici ore, dopodiché scolali, sciacquali e frullali nel robot da cucina con gli altri ingredienti, escluso, ovviamente, l’olio per friggere.
Trasfersci l’impasto in una ciotola, se necessario frullalo ulteriormente con il minipimer finché non risulta abbastanza omogeneo e lascia riposare in frigorifero per trenta minuti-un’ora.
Forma delle palline: se hai l’impressione che si sfaldino, aggiungi poca acqua; se invece l’impasto ti sembra troppo umido, aggiungi uno o due cucchiai di farina.
Friggi in olio bollente per pochi minuti su entrambi i lati. Quando togli i falafel dall’olio, lasciali per qualche minuto sulla carta assorbente, dopodiché servili. Se preferisci una cottura più leggera, puoi cuocerli in forno.
Puoi mangiarli con un contorno leggero, condirli con la maionese vegetale autoprodotta oppure usarli per farcire i panini.

Sono buonissimi :)

PICT0112Per rimanere in tema autoproduzione, dopo gli snack per i gatti, condivido una ricetta (questa volta per umani) facile, veloce e economica per preparare il latte di riso, da usare soprattutto come base per varie salse e condimenti veg.

Ingredienti
60 g di riso
1 litro d’acqua

Procedimento
Far bollire l’acqua, aggiungere il riso e lasciarlo scuocere a fuoco basso. Spegnere la fiamma, coprire e far raffreddare. Una volta freddo, aggiungere una presa di sale e frullare con il minipimer, dopodiché imbottigliare il latte filtrandolo con un colino e conservare in frigorifero per tre o quattro giorni. Se il latte è venuto troppo denso lo si può allungare con ulteriore acqua.
Varianti: si può anche lasciare in ammollo il riso in acqua per 24 ore prima di cuocerlo; in questo caso l’acqua dell’ammollo dovrà essere usata per cuocere il riso (altrimenti il latte verrà acquoso). Qualcuno suggerisce di lavare il riso crudo prima di cuocerlo per togliere l’amido. Provate!

Il latte di riso ottenuto può essere bevuto così com’è (o dolcificato) a colazione, ma non è il massimo della bontà; meglio usarlo per preparare maionese, besciamella, al posto della panna e in tutte le preparazioni in sostituzione del latte vaccino.

Per preparare la maionese vegetale servono:
un bicchiere di latte di riso
un cucchiaio di succo di limone o aceto di mele
olio di girasole (possibilmente biologico) e sale
Basta aggiungere l’olio al latte frullando con il minipimer finché non raggiunge la consistenza desiderata, poi salare e aggiungere succo di limone o aceto a piacere (può servirne più o meno di un cucchiaio, dipende dai gusti). Il sapore è molto simile a quello della maionese vera.

Per la besciamella occorrono invece:
50 g di burro vegetale (burro di soia o margarina)
50 g di farina 00
500 ml di latte di riso
Si scioglie il burro in un pentolino, si aggiunge la farina, si mescola bene e si aggiunge il latte freddo. Si porta a bollore mescolando energicamente con una frusta (così non fa i grumi) e quando bolle si toglie dal fuoco, si aggiungono sale ed eventuali spezie (noce moscata, curcuma eccetera).
Si possono preparare dosi maggiori o minori mantenendo le proporzioni tra burro, farina e latte o ottenere una besciamella più densa diminuendo la quantità di latte.

Per ottenere una crema simile alla panna, in genere basta aggiungere al latte di riso un cucchiaino di amido di mais o fecola di patate, che fa addensare il latte.

Che ne dite, provate? :)

Venerdì ho comprato in offerta una cassetta da 2 kg di fragole; coincidenza vuole che nella mia dispensa ci fosse una bustina di Konfitura* acquistata diverso tempo fa, rimasta lì in attesa che mi venisse l’ispirazione per provarla in una marmellata e che nella mia testolina ci fosse in programma la realizzazione di una crostata vegan che ho visto su Cucina Naturale. L’occasione fa Tascabile volenterosa, quindi sabato sera mi sono messa ai fornelli e in un’ora ho preparato la torta (portata poi alla mamma in occasione della sua festa, ieri) e la marmellata (che mi accompagnerà per le prossime colazioni). Vi lascio le ricette, così se trovate in offerta le fragole, sapete come smaltirle.

torta fragole

Ingredienti per la crostata
200 g di farina semintegrale
100 g di zucchero di canna (metà per la base, metà per la copertura)
100 g di pistacchi tritati finemente
6 cucchiai di olio di girasole
1 cucchiaino di lievito per dolci
poca acqua
600 g di fragole
la scorza di un limone grattugiata (non buttate il limone, serve per la marmellata)
una teglia da 26/28 cm di diametro

Procedimento
Mescolare la farina con metà dello zucchero, il lievito e i pistacchi tritati (tranne due cucchiai da tenere da parte per decorare); aggiungere l’olio e impastare. Aggiungere poca acqua finché si ottiene un impasto che rimanga insieme, dopodiché formare un impasto e lasciarlo riposare coperto per trenta minuti.
Dopo il tempo di riposo, stendere un foglio di carta forno e lavorare con il mattarello la pasta sul foglio; quando si è ottenuto un cerchio abbastanza preciso, si sposta la carta direttamente nella teglia (così non va oliata e soprattutto non si rischia di rompere l’impasto mentre lo si trasferisce). Bucherellare il fondo della pasta con una forchetta e infornare a 180°C per 20 minuti.
Mentre la pasta cuoce, pulire e tagliare a pezzetti le fragole, tenendone da parte sette grandi per la decorazione. Aggiungere la scorza di limone e frullare con il minipimer fino ad ottenere una purea omogenea.
Sciogliere in un pentolino lo zucchero rimasto (50 g) in 200 ml di acqua; scaldare sul fuoco e prima che si arrivi a bollore, aggiungere l’agar agar e scioglierla sul fuoco basso per 3 minuti, mescolando.
Aggiungere lo sciroppo di zucchero alla purea di fragole, mescolare e lasciar raffreddare. Quando la base della torta sarà cotta e fredda, versarci sopra la purea gelificata di fragole e livellarla. Prima di servire, decorare con le fragole tagliate a metà e la granella di pistacchi.

marmellata (copia)Ingredienti per la marmellata
500 g di fragole
100 g di zucchero di canna
una bustina di gelificante Konfitura (16 g)
il succo di un limone
3 vasetti da 150 ml con coperchio

Procedimento
Lavare e tagliare le fragole a pezzi piccoli (passaggio noiosissimo); sistemarle in una pentola e aggiungere la bustina di Konfitura, mescolando con un cucchiaio. Unire lo zucchero e il succo di limone e scaldare con il fuoco al minimo. Cuocere per 3 minuti da quando inizia a bollire, dopodiché togliere dal fuoco e versare immediatamente la marmellata nei vasetti sterilizzati. Chiudere i vasetti e girarli a testa in giù fino al raffreddamento. Prima di toglierla dal fuoco si può frullare leggermente la marmellata con il minipimer, se ci si accorge che i pezzi di frutta sono troppo grandi.

*Il Konfitura l’ho trovato da Naturasì a meno di un euro, è un gelificante vegan che contiene fecola di patate, agar agar e pectina, tutto da agricoltura biologica. Ho deciso di provarlo perché permette di realizzare la marmellata in pochi minuti e oltre a risparmiare tantissimo tempo, credo si preservino maggiormente le qualità della frutta; inoltre serve molto meno zucchero. Se volete procedere nel modo classico, qui trovate la ricetta per realizzare la marmellata senza gelificanti.
Il resto delle fragole, potete usarle per realizzare i ghiaccioli o mangiarle al naturale :)

Era da parecchio tempo che volevo cimentarmi nell’autoproduzione dei ghiaccioli, ma l’anno scorso sono riuscita a trovare le formine (rigorosamente in regalo) solo alla fine dell’estate, quindi ho dovuto rimandare a quest’anno.
Ho cercato ispirazione su Internet per le ricette, ma alla fine ho fatto di testa mia perché quasi tutte prevedevano la preparazione dello sciroppo di zucchero e chi mi segue dovrebbe sapere che io sono per le cose semplici e veloci (pigra, insomma).
Le mie “ricette” prevedono solo frutta e le dosi bastano a riempire quattro formine per ghiaccioli. Non so se la frutta mantenga intatte le sue proprietà, ma mi sembra comunque un’ottima alternativa ai ghiaccioli industriali.

Kiwi e arancia
Ho usato un kiwi tagliato a fette e due arance spremute: prima ho sistemato le fette sui lati della formina, poi ho versato il succo d’arancia. L’ho lasciato in congelatore otto ore e per estrarre il ghiacciolo dal contenitore l’ho passato per qualche secondo sotto l’acqua calda.
La parte di solo succo ha la consistenza del ghiacciolo, mentre il frutto rimane morbido.
Copia di ghiacciolo 009
Fragola
Ho tagliato a fette due fragole e utilizzato la fette centrali più grandi come guarnizione ai lati delle formine; il resto delle fragole (tagliate a pezzi) l’ho frullato con il frullatore ad immersione e versato nelle formine. Ho usato in tutto quindici fragole; non ho aggiunto né succhi né acqua o latte vegetale perché la consistenza delle fragole frullate mi sembrava già ottima così.  Dopo tre ore di congelatore, i ghiaccioli erano pronti.
Non ho ancora provato, ma credo possano venire bene anche unendo fragole e banana, aggiungendo qualche goccia di limone per evitare che la banana annerisca.


Copia di ghiacciolo 017

Direi che ci si può sbizzarrire e provare a realizzarli con tutta la frutta che ci viene in mente, sia frullata sia a pezzi, e sperimentare diversi abbinamenti; si può aggiungere lo yogurt, anche di soia, per ottenere ghiaccioli morbidi, oppure un cucchiaio di miele o malto per dolcificare e per evitare che i succhi e la polpa della frutta cristallizzino eccessivamente. Io sperimenterei anche il , gli infusi e la frutta centrifugata.
Voi li avete mai preparati? Come li fate?