Torta della nonna vegan

La torta della nonna è una torta di pasta frolla ripiena di crema e decorata con pinoli e zucchero a velo. Questa è la mia versione vegan della torta della nonna, che ho preparato anche nella versione al cioccolato.
Ingredienti per la pasta
> 400 g di farina
> 150 g di zucchero
> 100 mL di latte vegetale
> 80 g di olio di girasole deodorato
> la buccia di un limone
> una bustina di lievito per dolci vanigliato
> un pizzico di sale

Procedimento
In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi in una ciotola. Aggiungete il latte vegetale e l’olio e impastate con le mani fino a ottenere una palla liscia e omogenea. Avvolgete l’impasto nella pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigorifero per circa 30 minuti.
Una volta tolto l’impasto dal frigorifero, dividetelo in due parti, una leggermente più grande, l’altra più piccola. Sistemate due fogli di carta forno sul tavolo o sulla spianatoia e ricavate due dischi di pasta con il mattarello (il disco più grande sarà la base della torta, quello più piccolo andrà sistemato sopra la torta dopo aver versato la crema).

Ingredienti per la crema pasticcera
> 500 mL di latte vegetale
> 50 g di maizena
> 6 cucchiai di zucchero
> una bustina di vanillina (o i semi di una bacca di vaniglia)
> la buccia di un limone

Procedimento
> In un pentolino mescolate la maizena con lo zucchero e la vanillina. Aggiungete un po’ di latte vegetale freddo e, con la frusta, mescolate molto bene fino a eliminare tutti i grumi. Aggiungete poi la buccia del limone grattugiata e il resto del latte. Accendete il fuoco e, mescolando, portate a bollore. Quando la crema si sarà addensata, toglietela dal fuoco e fatela raffreddare.

20160103_171131Ingredienti per la crema al cioccolato
> 400 mL di latte vegetale
> 40 g di maizena
> 6 cucchiai di zucchero> 100 g di cioccolato fondente
> una bustina di vanillina

Procedimento
Il procedimento è il medesimo utilizzato per preparare la crema pasticcera ma c’è un passaggio in più: bisogna infatti fondere a bagnomaria il cioccolato fondente e agggiungerlo alla crema dopo averla tolta dal fuoco.

Assemblare la torta
Sistemate in una teglia da 26 cm il disco di pasta più grande, senza toglierlo dalla carta forno e lasciando un bordo un po’ alto. Versate la crema e livellatela con la spatola. Mettete il disco più piccolo di pasta sopra alla crema, capovolgendo la carta forno e staccando delicatamente la pasta con le mani. Sigillate i due dischi di pasta e infornate per 30/40 minuti a 180°C. Se volete, prima di infornare decorate la torta con uno o due cucchiai di pinoli. Una volta cotta, fate raffreddare e spolverate lo zucchero a velo sulla torta.

Se volete potete provare anche la versione di mia mamma, che la prepara con farina semintegrale e zucchero di canna.

2015-10-15 18.05.59Mi affaccio velocemente per condividere questa buonissima torta di zucca vegan: semplice, soffice e di stagione.

Ingredienti
> 250 g di farina
> 200 g di zucca
> 100 g di zucchero
> 80 g di olio di girasole
> 200 ml circa di latte vegetale
> un pizzico di sale
> 1/2 bustina di lievito vanigliato

Procedimento
Cuocete la zucca a vapore per circa quindici minuti, dopo averla tagliata a cubetti. Mentre la zucca cuoce, in una ciotola mescolate tra loro gli ingredienti secchi (farina, zucchero, sale, lievito). Aggiungete l’olio (io uso l’olio di girasole deodorato) e la zucca schiacciata con lo schiacciapatate e amalgamate bene. Unite il latte vegetale (io ho usato quello di soia non dolcificato) e mescolate finché l’impasto risulterà omogeneo e morbido. Versate tutto in una teglia da forno (24 cm di diametro) precedentemente unta con olio e cuocete a 180°C per circa 30 minuti.

PICT0421 (copia)Ho preparato questa torta alle mele e pere vegan perché riuscire a trovare un prodotto per la colazione che non contenga uova/latte/burro a un prezzo accessibile è un’impresa ardua.
Mi è venuta buonissima, soffice dentro e con una crosticina leggermente biscottata in superficie.
Va bene anche per la merenda, direi.

 

 

Ingredienti per la torta di mele e pere vegan
> 300 g di farina (semintegrale o integrale se volete fare i salutisti, altrimenti bianca)
> 140 g di zucchero (a vostra scelta tra bianco e di canna)
> 200 ml di latte vegetale (soia, riso, mandorle: fate voi)
> 60 g di olio di girasole (meglio se alto oleico) o di vinaccioli
> una mela e una pera
> la scorza di mezzo limone -> controllate che la scorza sia edibile
> una bustina di lievito per dolci
> mezzo cucchiaino di vaniglia in polvere o una bustina di vanillina
> un cucchiaino di cannella in polvere
> un pizzico di sale

Procedimento
> In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito, vanillina o vaniglia, cannella, sale) e la scorza di limone grattugiata o tagliata molto finemente -> grattugiare la scorza di limone può essere complicato: per facilitare l’operazione, potete mettere il limone in congelatore circa 12 ore prima di grattugiarlo. In alternativa, tagliate la buccia del limone in piccoli pezzetti elminando la parte bianca (che è amara). Se siete proprio pigre/i, aggiungete cinque gocce di olio essenziale di limone (di grado alimentare), amalgamandole all’impasto poco prima di infornare.
> Aggiungete il latte vegetale e l’olio amalgamando bene (la consistenza dev’essere più o meno collosa, né troppo solida né liquida)
> Unite la mela e la pera sbucciate e tagliate a dadini e mescolate
> Ponete l’impasto in una teglia precedentemente unta e infarinata e cuocete in forno a 180°C per 30/40 minuti (fate la prova dello spaghetto per sicurezza).

Varianti
[Aggiornamento marzo 2018] Preparo questa torta ormai da qualche anno, quindi ho aggiornato la ricetta qui sopra con le dosi riviste in base all’esperienza e vi propongo anche qualche variante:
> la ricetta viene bene anche con due mele o due pere;
> potete aggiungere anche del cioccolato sminuzzato con il coltello (da 50 a 100 grammi), scorzette d’arancia o una manciata di uvetta;
> al posto dello zucchero si può usare il malto; in questo caso, sciogliete prima il malto nel latte vegetale per riuscire ad amalgamarlo meglio all’impasto;
> se volete usare l’olio di cocco, usate quello insapore e inodore, ovviamente di grado alimentare.

Oggi è il mio quinto giorno da vegana a tempo determinato e per il momento me la sto cavando alla grande; ho addirittura mangiato fuori senza piangere a dirotto di fronte al menu. Ma andiamo con ordine e affrontiamo un punto per volta.

La spesa
Al supermercato si è al sicuro finché si rimane nel reparto ortofrutta. Oltre, il pericolo è sempre in agguato. È vero che oggi è molto più facile trovare surrogati del latte e del burro sugli scaffali, ma i derivati animali si nascondono dove meno te l’aspetti. Chi come me è vegetariano (o chi ha delle intolleranze) è abituato a leggere le etichette e così scopre che la margarina vegetale Gradina contiene siero di latte in polvere e che la panna vegetale Gran Cucina ha tra gli ingredienti il latticello. Bisogna quindi stare sempre molto attenti e non fermarsi all’etichetta “100% vegetale”, per evitare di avere sorprese.

La colazione
Questo punto è stato risolto immediatamente perché grazie agli chef di Veganblog mi sono fatta una cultura sui dolci vegani e se fino a qualche mese fa mi sembrava impossibile sostituire degnamente latte, uova e burro in una torta, oggi mi sembra quasi un gioco da ragazzi. Non so ancora riprodurre un cornetto e non ho ancora sperimentato i biscotti, ma per il momento la mia colazione è salva grazie al buonissimo plum cake che ho copiato da qui e ad un’ottima ciambella al cioccolato e pere (la ricetta in questo caso è di Clarissa, veganissima piacentina che organizza corsi di cucina). I sapori sono meno burrosi e più delicati, il risultato finale è meno pesante da digerire e la preparazione richiede meno tempo e fatica.

Fuori casa
Pensavo di morire di fame fuori dalle mie quattro mura, invece ho scoperto che la pizza senza mozzarella non è poi così male e non è la fine del mondo mangiare una bruschetta o un panino senza formaggi e salse. Domenica mi sono sentita una specie di salutista tutta verdure e fitness super gnocca (se non ci fosse stata la mia cellulite a riportarmi alla realtà ci avrei creduto davvero) pranzando con verdure in pinzimonio accompagnate da una centrifuga di frutta; sono sopravvissuta, e anzi, la digestione è risultata molto più semplice del solito e non ho sofferto del classico abbiocco post-pranzo.

A casa
Dopo il Veg-bab, Matteo ha cucinato per me degli squisiti spiedini con seitan, peperoni e cipolle e si è cimentato nella produzione del suo primo non formaggio, a base di latte di soia, arachidi e spezie.
In fondo questa fatica non è poi così faticosa; si mangia bene, si sta leggeri e in un modo o nell’altro ci si nutre ugualmente. Certo, bisogna abituarsi a nuovi sapori e a volte capita di fare dei grandi sospironi pensando alla panna montata, al tiramisu e a tutte quelle cose che mai e poi mai avranno lo stesso sapore senza gli ingredienti originali, ma se sono stata capace di rinunciare al salmone e al prosciutto di Parma (sospirone), rinunciare a latte e uova mi sembra meno arduo. Da vegetariana, passare ad essere vegana non è così traumatico: è un po’ come essere una vegetariana intollerante al lattosio che odia le uova.

Sorrido molto in questi giorni pensando ai discorsi che feci a Claudia quando mi disse di voler diventare vegana, meno di un anno fa, quando per me essere vegani significava essere estremisti ed era assolutamente fuori discussione che io rinunciassi alla Nutella o al gorgonzola. Se mentre leggete state pensando “no, io mai”, sappiate che nessuno è fuori pericolo: i vegani sono tra noi e potrebbero contagiare anche te :)

PS: chi fosse interessato a seguire un corso di cucina vegana, può contattare Clarissa all’indirizzo rclarissa@email.it