PICT0421 (copia)Ho preparato questa torta alle mele e pere vegan perché riuscire a trovare un prodotto per la colazione che non contenga uova/latte/burro a un prezzo accessibile è un’impresa ardua.
Mi è venuta buonissima, soffice dentro e con una crosticina leggermente biscottata in superficie.
Va bene anche per la merenda, direi.

 

 

Ingredienti per la torta di mele e pere vegan
> 300 g di farina (semintegrale o integrale se volete fare i salutisti, altrimenti bianca)
> 140 g di zucchero (a vostra scelta tra bianco e di canna)
> 200 ml di latte vegetale (soia, riso, mandorle: fate voi)
> 60 g di olio di girasole (meglio se alto oleico) o di vinaccioli
> una mela e una pera
> la scorza di mezzo limone -> controllate che la scorza sia edibile
> una bustina di lievito per dolci
> mezzo cucchiaino di vaniglia in polvere o una bustina di vanillina
> un cucchiaino di cannella in polvere
> un pizzico di sale

Procedimento
> In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito, vanillina o vaniglia, cannella, sale) e la scorza di limone grattugiata o tagliata molto finemente -> grattugiare la scorza di limone può essere complicato: per facilitare l’operazione, potete mettere il limone in congelatore circa 12 ore prima di grattugiarlo. In alternativa, tagliate la buccia del limone in piccoli pezzetti elminando la parte bianca (che è amara). Se siete proprio pigre/i, aggiungete cinque gocce di olio essenziale di limone (di grado alimentare), amalgamandole all’impasto poco prima di infornare.
> Aggiungete il latte vegetale e l’olio amalgamando bene (la consistenza dev’essere più o meno collosa, né troppo solida né liquida)
> Unite la mela e la pera sbucciate e tagliate a dadini e mescolate
> Ponete l’impasto in una teglia precedentemente unta e infarinata e cuocete in forno a 180°C per 30/40 minuti (fate la prova dello spaghetto per sicurezza).

Varianti
[Aggiornamento marzo 2018] Preparo questa torta ormai da qualche anno, quindi ho aggiornato la ricetta qui sopra con le dosi riviste in base all’esperienza e vi propongo anche qualche variante:
> la ricetta viene bene anche con due mele o due pere;
> potete aggiungere anche del cioccolato sminuzzato con il coltello (da 50 a 100 grammi), scorzette d’arancia o una manciata di uvetta;
> al posto dello zucchero si può usare il malto; in questo caso, sciogliete prima il malto nel latte vegetale per riuscire ad amalgamarlo meglio all’impasto;
> se volete usare l’olio di cocco, usate quello insapore e inodore, ovviamente di grado alimentare.

PICT0270Chiamare cheesecake una torta senza formaggio è assurdo, lo so, ma è per farvi capire a cosa dovrebbe somigliare. La mia falsa cheesecake è venuta strabuona, non ha nulla da invidiare all’originale (di cui sono golosissima) ed è fonte di grande orgoglio per me perché l’ho preparata senza seguire una ricetta. Sono andata a memoria per le dosi, prendendo spunto dalla ricetta della cheesecake che preparavo tempo fa.
Le ricette trovate in rete non mi convincevano perché contengono margarina nella base (la margarina dà un sapore pessimo, secondo me) e tofu e yogurt nella crema (temevo in un sapore e in una consistenza troppo diversi dall’originale con questi ingredienti). Quindi ho fatto di testa mia e il risultato è davvero ottimo, sia dal punto di vista del gusto che da quello della consistenza. Inoltre non va cotta in forno, quindi potete prepararla milioni di volte nei prossimi mesi :)

Ingredienti per la base
250 g di biscotti tipo Digestive (io ho usato un’imitazione dei gran cereale)
100 g di frutta secca (mandorle, noci, anacardi, nocciole)
60 g di latte vegetale (di riso, soia o mandorle)
40 g di olio di girasole

Tritate la frutta secca nel robot da cucina fino a ottenere una farina. Aggiungete a filo (con il robot azionato) il latte vegetale e l’olio mescolati tra loro. Otterrete una crema simile al burro.
Sbriciolate i biscotti sempre nel robot da cucina, trasferiteli in una ciotola e amalgamateli al burro impastando con le mani.
Sistemate il composto in modo omogeneo sul fondo di una teglia apribile (26 cm di diametro) e riponete in frigorifero.

Ingredienti per la crema
Una confezione di panna vegetale da montare (200 ml)
Una lattina di latte di cocco da dessert (400 ml)
4 cucchiaini di Agar-agar
Una bustina di vanillina (o una bacca di vaniglia)

In un pentolino, scaldate il latte di cocco a fuoco basso con quattro cucchiaini di agar-agar e la vanillina (o i semi della bacca di vaniglia) mescolando con una frusta. Fate bollire per circa cinque minuti e togliete dal fuoco. Nota: la torta saprà leggermente di cocco. Non ho provato ma immagino che il latte di cocco si possa sostituire con qualsiasi altro latte vegetale a scelta; per ottenere la cremosità del latte di cocco, aggiungete un paio di cucchiaini di amido di mais insieme all’agar agar e alla vanillina prima di scaldarlo.
In una ciotola montate la panna vegetale e unite, mescolando, il latte di cocco.
Disponete la crema sulla base e riponete di nuovo in frigorifero.

Ingredienti per la copertura
500 g di fragole
Il succo di un limone
5 cucchiai di zucchero di canna

Tagliate le fragole a pezzi piccoli e scaldatele in una padella con il succo di limone e lo zucchero fino a ottenere una marmellata (ci vorranno circa venti minuti). Togliete dal fuoco, fate intiepidire e spalmatela sopra alla torta.
Potete sostituire alle fragole i frutti di bosco, la marmellata già pronta o la crema spalmabile al cioccolato.

PICT0271_1Questo è il mio primo esperimento con il tiramisu in versione vegan. Premetto che mia madre anni fa preparava il tiramisu più buono del mondo (giuro!) e che quindi sono molto esigente in fatto di tiramisu: ebbene, questa variante condivide con la ricetta originale solo il caffè, eppure è buono. Ma buono buono, eh. Provate, se non mi credete.

Ingredienti:
Caffè zuccherato (una caffettiera da 12 circa)
300 g di fette biscottate
Sette cucchiai di Brandy
Una confezione di panna da montare vegan (trovata al supermercato, marca Valsoia)
Crema pasticcera vegan (nel procedimento spiego come farla)
Cacao amaro in polvere

Procedimento:
1. Preparate la crema pasticcera: mettete due cucchiai di amido di mais in un pentolino, aggiungete 300 millilitri di latte vegetale e mescolate bene con una frusta. Aggiungete un paio di cucchiai di zucchero a velo, mescolate e mettete sul fuoco basso fino a bollore; a questo punto la crema si addenserà, togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
2. Montate la panna, unite la crema pasticcera alla panna e aggiungete quattro o cinque cucchiai di Brandy. Mescolate dolcemente.
3. Mettete il caffé zuccherato con un paio di cucchiai di brandy in un contenitore basso e largo; intingete per bene le fette biscottate nel caffè e disponetele in una pirofila; coprite le fette biscottate con la crema e poi fate un nuovo strato di fette biscottate e crema fino a riempire la pirofila. Sull’ultimo strato di crema spolverate il cacao con un colino.
Con le dosi che ho indicato ho riempito una pirofila da 8/10 porzioni, facendo tre strati.

Venerdì ho comprato in offerta una cassetta da 2 kg di fragole; coincidenza vuole che nella mia dispensa ci fosse una bustina di Konfitura* acquistata diverso tempo fa, rimasta lì in attesa che mi venisse l’ispirazione per provarla in una marmellata e che nella mia testolina ci fosse in programma la realizzazione di una crostata vegan che ho visto su Cucina Naturale. L’occasione fa Tascabile volenterosa, quindi sabato sera mi sono messa ai fornelli e in un’ora ho preparato la torta (portata poi alla mamma in occasione della sua festa, ieri) e la marmellata (che mi accompagnerà per le prossime colazioni). Vi lascio le ricette, così se trovate in offerta le fragole, sapete come smaltirle.

torta fragole

Ingredienti per la crostata
200 g di farina semintegrale
100 g di zucchero di canna (metà per la base, metà per la copertura)
100 g di pistacchi tritati finemente
6 cucchiai di olio di girasole
1 cucchiaino di lievito per dolci
poca acqua
600 g di fragole
la scorza di un limone grattugiata (non buttate il limone, serve per la marmellata)
una teglia da 26/28 cm di diametro

Procedimento
Mescolare la farina con metà dello zucchero, il lievito e i pistacchi tritati (tranne due cucchiai da tenere da parte per decorare); aggiungere l’olio e impastare. Aggiungere poca acqua finché si ottiene un impasto che rimanga insieme, dopodiché formare un impasto e lasciarlo riposare coperto per trenta minuti.
Dopo il tempo di riposo, stendere un foglio di carta forno e lavorare con il mattarello la pasta sul foglio; quando si è ottenuto un cerchio abbastanza preciso, si sposta la carta direttamente nella teglia (così non va oliata e soprattutto non si rischia di rompere l’impasto mentre lo si trasferisce). Bucherellare il fondo della pasta con una forchetta e infornare a 180°C per 20 minuti.
Mentre la pasta cuoce, pulire e tagliare a pezzetti le fragole, tenendone da parte sette grandi per la decorazione. Aggiungere la scorza di limone e frullare con il minipimer fino ad ottenere una purea omogenea.
Sciogliere in un pentolino lo zucchero rimasto (50 g) in 200 ml di acqua; scaldare sul fuoco e prima che si arrivi a bollore, aggiungere l’agar agar e scioglierla sul fuoco basso per 3 minuti, mescolando.
Aggiungere lo sciroppo di zucchero alla purea di fragole, mescolare e lasciar raffreddare. Quando la base della torta sarà cotta e fredda, versarci sopra la purea gelificata di fragole e livellarla. Prima di servire, decorare con le fragole tagliate a metà e la granella di pistacchi.

marmellata (copia)Ingredienti per la marmellata
500 g di fragole
100 g di zucchero di canna
una bustina di gelificante Konfitura (16 g)
il succo di un limone
3 vasetti da 150 ml con coperchio

Procedimento
Lavare e tagliare le fragole a pezzi piccoli (passaggio noiosissimo); sistemarle in una pentola e aggiungere la bustina di Konfitura, mescolando con un cucchiaio. Unire lo zucchero e il succo di limone e scaldare con il fuoco al minimo. Cuocere per 3 minuti da quando inizia a bollire, dopodiché togliere dal fuoco e versare immediatamente la marmellata nei vasetti sterilizzati. Chiudere i vasetti e girarli a testa in giù fino al raffreddamento. Prima di toglierla dal fuoco si può frullare leggermente la marmellata con il minipimer, se ci si accorge che i pezzi di frutta sono troppo grandi.

*Il Konfitura l’ho trovato da Naturasì a meno di un euro, è un gelificante vegan che contiene fecola di patate, agar agar e pectina, tutto da agricoltura biologica. Ho deciso di provarlo perché permette di realizzare la marmellata in pochi minuti e oltre a risparmiare tantissimo tempo, credo si preservino maggiormente le qualità della frutta; inoltre serve molto meno zucchero. Se volete procedere nel modo classico, qui trovate la ricetta per realizzare la marmellata senza gelificanti.
Il resto delle fragole, potete usarle per realizzare i ghiaccioli o mangiarle al naturale :)

Tra le cose che non avrei mai pensato di fare (e invece), devo aggiungerne una nuova: la marmellata. Oltre ad essere convinta che fosse troppo complicato, che ci volesse moltissimo tempo e che riuscire a indovinare le dosi per ottenere un risultato commestibile fosse quasi impossibile, ero molto scettica sull’utilizzo della pectina (non ho mai capito come e perché si debba usare). Il mio unico esperimento risale a diversi mesi fa e si trattava di una composta un po’ particolare che devo ancora smaltire dal giro vita, per la quale valeva la pena spendere tempo, data la golosità (pere e cioccolato fondente; chiaramente la ricetta non prevedeva la pectina).
Detto ciò, qualche giorno fa ho deciso di provare a fare una delle mie marmellate preferite e ho scoperto che è di una facilità imbarazzante, tant’è che non ho seguito nessuna ricetta e sono andata a intuito sui tempi, eppure è venuta perfetta.

900 gr di frutti di bosco
450 gr di zucchero
il succo di un limone

Ho lavato i frutti di bosco, li ho messi in una pentola con mezzo bicchiere d’acqua, ho portato ad ebollizione il tutto e ho lasciato cuocere per una decina di minuti con il fuoco al minimo mescolando di continuo (temevo attaccassero sul fondo). Dopodiché ho aggiunto il succo di limone e lo zucchero e ho continuato a cuocere mescolando per trenta/quaranta minuti. Ho travasato con un cucchiaio la marmellata bollente in tre vasetti da 250 ml, che ho poi capovolto; dopo circa un paio d’ore si è creato l’effetto sottovuoto (i vasetti devono essere pieni quasi fino all’orlo e ben chiusi perché il sottovuoto riesca).

Considerazioni e dubbi:
Credo che la proporzione tra zucchero e frutta vada bene così per ottenere l’effetto conservante.
Alcune ricette che ho trovato on-line dicevano di passare i frutti di bosco nel passaverdure prima di aggiugere limone e zucchero, ma io sono pigra quindi mi sono limitata a schiacciarli con il cucchiaio di legno contro le pareti della pentola mentre li mescolavo durante la cottura e il risultato è ottimo, quindi perché perdere tempo?
Non ho bollito i vasetti  una volta pieni perché ho il terrore di romperli (e poi sono pigra, ripeto) e il sottovuoto si è creato comunque; ci sarà una ragione importantissima per la quale tale passaggio non va saltato? Spero di no.
Oltre ad essere buonissima è della giusta consistenza, quindi continuo ad avere questo atroce dubbio: a cosa serve la pectina?